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Laocoonte e i suoi figli da record: venduto a Londra per 13.6 milioni di sterline

Il mercato delle grandi aste celebra un risultato storico a Londra con la vendita del celebre bronzo del Laocoonte e i suoi figli.

Questa monumentale fusione a grandezza naturale, capolavoro di drammaticità e tecnica, ha polverizzato ogni previsione iniziale durante una sessione speciale, attirando l’attenzione dei più importanti collezionisti globali.

Perché il valore della scultura di Laocoonte in bronzo ha superato ogni aspettativa?

L’opera rappresenta una straordinaria replica in bronzo di uno dei gruppi scultorei più famosi dell’antichità classica. Durante l’asta monografica organizzata da Sotheby’s a Londra, ben quattro offerenti internazionali si sono contesi il lotto con accanimento. Alla fine, un acquirente debuttante nel settore dei dipinti antichi e della scultura classica si è aggiudicato il capolavoro per la cifra di 13.6 milioni di sterline (circa 18.1 milioni di dollari).

Le stime della vigilia prevedevano un risultato compreso tra i 2 e i 3 milioni di sterline (circa 2.6 – 3.9 milioni di dollari). Tuttavia, la eccezionale rarità del pezzo ha spinto i rilanci ben oltre il limite ipotizzato, confermando il forte interesse per le sculture storiche di altissima qualità.

Dalla scoperta a Roma nel 1506 alla fusione ottocentesca

Il marmo originale del Laocoonte e i suoi figli fu rinvenuto a Roma nel 1506, destando subito l’ammirazione di artisti del calibro di Michelangelo. La scultura cattura il drammatico momento in cui il sacerdote troiano e i suoi figli lottano contro serpenti marini inviati dagli dei protettori dei greci.

Nel 1797, un calco in gesso del gruppo fu realizzato al Musée Napoléon di Parigi, in seguito al trasferimento dell’opera originale voluto da Napoleone con il Trattato di Tolentino. Successivamente, nel 1817, lo scultore francese Auguste-Jean Marie Carbonneaux ricevette l’incarico dal collezionista britannico George Watson-Taylor di realizzare quattro fusioni in bronzo basate su quel calco.

Dove si trovano oggi gli altri esemplari superstiti?

Delle quattro fusioni storiche realizzate da Carbonneaux nel diciannovesimo secolo, si conosce la collocazione solo di alcune:

  • Un esemplare è permanentemente installato presso il Parlamento francese a Parigi.
  • Un secondo bronzo decora la prestigiosa residenza d’epoca di Houghton Hall, nel Regno Unito.
  • Il terzo esemplare è il capolavoro del Laocoonte e i suoi figli protagonista dell’asta record di Londra.

Un viaggio collezionistico durato oltre due secoli

Il percorso che ha portato il bronzo sul rostro di Sotheby’s è lungo e affascinante. Watson-Taylor, impossibilitato a finanziare l’intera commissione originaria, fu costretto a mettere all’asta il bronzo da Phillips nel 1821. L’opera fu acquistata prima dal celebre scrittore William Beckford, per poi confluire nelle collezioni del Duca di Buckingham e Chandos e, in seguito, del Duca di Hamilton.

Nel 1882, il bronzo venne venduto insieme ad altri tesori della collezione Hamilton durante una storica asta di 17 giorni curata da Christie’s. In quell’occasione l’acquirente fu l’industriale Thomas Merthyr Guest. Da quel momento, la famiglia dello stimato industriale ha conservato gelosamente la scultura, fino alla storica decisione di venderla oggi dopo ben 150 anni di assenza dalle scene pubbliche.

Secondo Christopher Mason, direttore del dipartimento scultura di Sotheby’s per l’Europa, questo pezzo rappresenta un vero e proprio trofeo d’arte. La sua provenienza impeccabile e la ricca documentazione storica la collocano indistintamente tra le opere tridimensionali più importanti mai apparse sul mercato globale delle aste.

I risultati delle altre sessioni d’asta serali

La straordinaria vendita del Laocoonte e i suoi figli ha fatto da preludio alla tradizionale asta serale dedicata ai maestri antichi e ai dipinti del diciannovesimo secolo. La sessione presentava opere di rilievo firmate da autori del calibro di William Hodges, Edwin Landseer e Sandro Botticelli.

Nel complesso, il lotto principale della serata è stato un dipinto giovanile di Rembrandt, intitolato Lasciate che i bambini vengano a me (datato 1627). L’opera, recentemente sottoposta a un delicato processo di restauro, è stata aggiudicata in linea con le stime della vigilia per una cifra di 8 milioni di sterline (circa 10.6 milioni di dollari), consolidando un momento di grande dinamismo per l’intero comparto dei maestri classici.

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