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Risultati asta Gerolamo Etro: incasso oltre 950.000 euro e +117%

Un’asta che celebra la memoria degli oggetti si è trasformata in una vera prova di forza per il mercato dell’arte figurativa. Dal 22 al 24 settembre 2026 si è svolta la vendita “Gerolamo Etro – A Love Affair: creativity through the memory of objects”, un appuntamento che ha coinvolto sette diversi dipartimenti e che ha chiuso con un incasso complessivo superiore ai 950.000 euro. I risultati asta Gerolamo Etro raccontano soprattutto una cosa: il pubblico dei collezionisti premia ancora, e con decisione, i pezzi che escono dai canoni più scontati per abbracciare il gusto decorativo, eccentrico, quasi teatrale.

Punti chiave

  • L’asta “Gerolamo Etro – A Love Affair” si è tenuta dal 22 al 24 settembre 2026 con sette dipartimenti coinvolti.
  • Il ricavo totale ha superato i 950.000 euro, con una rivalutazione media dei lotti del 117%.
  • La ritrattistica è stata la categoria più performante, con vendite comprese tra 23.040 e 44.800 euro.
  • Il risultato più alto dell’intera vendita è stato il dipinto “In the Artist’s Studio” di Janis Rozentāls, aggiudicato a 44.800 euro.
  • La sezione Historica ha registrato due vendite da 7.680 euro ciascuna, tra cui un elmo con insegne di Vittorio Emanuele II.

Panoramica sull’asta Gerolamo Etro e i risultati

Evento d’asta e sintesi finanziaria

I numeri complessivi dell’asta parlano chiaro: oltre 950.000 euro di fatturato finale, frutto del lavoro congiunto di sette dipartimenti specializzati impegnati tra il 22 e il 24 settembre 2026. Non si tratta di una cifra isolata, ma del segnale di una domanda solida per le collezioni che raccontano una storia personale, quella appunto legata al nome di Gerolamo Etro, piuttosto che per i lotti puramente museali.

Trend di mercato e rivalutazione dei lotti

Il dato che più interessa chi guarda all’arte come forma di investimento è la rivalutazione media dei lotti del 117%. In pratica, le aggiudicazioni finali hanno più che raddoppiato, in media, le stime di partenza. È un indicatore che conferma come il mercato premi in modo concreto le collezioni con un carattere decorativo, insolito e sofisticato, confermando che l’eccentricità stilistica, lontana dai canoni più accademici, può tradursi in valore economico reale per chi vende e per chi compra.

I ritratti protagonisti del successo all’asta

I lotti migliori tra i ritratti e i prezzi di vendita

La ritrattistica è stata, senza discussione, la categoria più brillante dell’intera vendita. Tra i risultati più significativi spicca il “Ritratto di Edulji Dinshaw” di John Wells, datato 1938, aggiudicato a 38.400 euro. Segue il “Ritratto di James Stuart con uniforme rossa”, attribuito alla Scuola Inglese del XX secolo e derivato da Thomas Lawrence, venduto a 28.160 euro. Chiude il terzetto il “Ritratto di Dennis Cohen con guanti bianchi e bastone” firmato dal londinese Glyn Warren Philpot nel 1910, ceduto per 23.040 euro.

Artisti di rilievo e le loro opere

Dietro ogni cifra c’è una firma precisa. John Wells ha realizzato il suo ritratto a olio su tela da 190×100 centimetri, firmato e datato lungo il bordo del libro raffigurato. La Scuola Inglese, erede dello stile di Thomas Lawrence, ha prodotto un olio su tela di 120×100 centimetri. Glyn Warren Philpot, nato a Londra nel 1884 e scomparso nel 1937, ha firmato e datato in basso a sinistra la sua opera da 120×80 centimetri. Tre approcci diversi alla ritrattistica, tutti premiati dal mercato con valutazioni opere d’arte superiori alle attese.

Altri dipinti significativi e arredi storici

Focus su altri artisti rilevanti

Il primato assoluto della vendita, però, non appartiene a un ritratto in senso stretto. È il dipinto “In the Artist’s Studio” di Janis Rozentāls, datato 1885, a firmare il risultato più alto dell’intera asta: 44.800 euro. L’opera, un olio su tela di 57×40 centimetri firmato e datato in basso a destra, conferma quanto il mercato sappia riconoscere e premiare la qualità pittorica al di là delle categorie convenzionali.

Tra gli altri protagonisti figurano due artisti anglosassoni: William Henry Margetson, autore di “Picnic” del 1921, aggiudicato a 19.840 euro, e John Dwight Bridge con “Golf Player” del 1936, venduto per 19.200 euro. Sul fronte italiano si sono distinti Lionello Balestrieri con “Beethoven”, ceduto a 25.600 euro, e Alfredo Savini con “The Nymph”, valutato a 14.080 euro. La maggior parte di questi dipinti è realizzata a olio su tela, firmata e datata, un dettaglio che rafforza la tracciabilità e quindi l’appetibilità per i collezionisti.

Sezione Historica e reperti storici

Non solo quadri: anche la sezione Historica ha mostrato un interesse notevole, in particolare proprio sul fronte della ritrattistica. Il “Ritratto di Alfred Fedorovich Grot” di Ivan Alexeevich Tiurin ha raggiunto 7.680 euro, lo stesso importo ottenuto da un elmo da parata da corazziere, impreziosito da un’aquila coronata e dalle insegne di Vittorio Emanuele II, Re d’Italia. La coincidenza delle due cifre identiche, pur trattandosi di oggetti profondamente diversi tra loro, mostra come anche la vendita arredi storici possa generare interesse paragonabile a quello dei grandi dipinti, quando l’oggetto racconta una storia precisa e riconoscibile.

Nel complesso, i risultati asta Gerolamo Etro disegnano un mercato che continua a muoversi lontano dai soli grandi nomi da catalogo, premiando invece la capacità di un oggetto, pittorico o decorativo, di raccontare una storia personale e insolita. Per chi colleziona o investe in arte figurativa, è un segnale da non sottovalutare: la componente narrativa ed estetica di una collezione può pesare quanto, se non più, della sola firma.

FAQ

Quando si è svolta l’asta Gerolamo Etro?

L’asta si è tenuta dal 22 al 24 settembre 2026.

Quale è stato il ricavo totale generato dall’asta Gerolamo Etro?

L’asta ha generato un ricavo complessivo superiore ai 950.000 euro.

Quale categoria ha ottenuto i migliori risultati all’asta Gerolamo Etro?

La ritrattistica è stata la categoria più performante dell’intera vendita.

Qual è stata l’opera venduta al prezzo più alto durante l’asta?

Il risultato più alto è stato raggiunto dal dipinto “In the Artist’s Studio” di Janis Rozentāls, venduto per 44.800 euro.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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