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Rembrandt ritrovato in un cassetto va in asta da Cheffins

Una rara stampa di Rembrandt ritrovato in un vecchio cassettone vittoriano andrà in vendita a dicembre, illuminando il legame tra collezionismo privato e mercato dell’arte internazionale.

Come è emersa la rara stampa di Rembrandt

Nel 2024 Edward Barlow stava riordinando lo studio di Norfolk del padre, il scenografo e pittore Alan Barlow, scomparso da poco. Frugando in un cassettone vittoriano trovò un cassetto colmo di stampe e disegni.

stampa rembrandt
Courtesy by https://fineart.cheffins.co.uk/

Tra questi emerse una piccola incisione, più o meno in formato A5, con un uomo in mantello bordato di pelliccia che scrive su un registro e porge un sacchetto d’oro a un giovane inginocchiato. Lo stile seicentesco e una nota manoscritta di suo padre suggerivano che potesse trattarsi di un Rembrandt.

Solo in seguito si è capito che l’opera era un controprova originale di The Goldweigher (1639), celebre incisione che ritrae Jan Uytenbogaert, principale esattore delle tasse di Amsterdam.

Perché la scoperta è così importante sul mercato

L’opera sarà offerta il 3 dicembre dalla casa d’aste inglese Cheffins, con una stima tra 10.000 e 20.000 £ (pari a 13.100-26.200 dollari). Si tratta di una cifra ben superiore alle aspettative iniziali del proprietario. Il lotto, in particolare, è il 138.

Barlow, che aveva raccontato il ritrovamento in un articolo sul Guardian, pensava che la stampa valesse poche centinaia di dollari. Era convinto si trattasse di una delle molte impressioni tratte dalle lastre di rame del maestro dopo la sua morte, generalmente comuni e poco quotate.

Gli esperti di Cheffins, tuttavia, hanno riconosciuto il foglio come una delle rarissime prove preparatorie che Rembrandt realizzò prima della versione definitiva su rame. Ad oggi se ne conoscono altre due, conservate al British Museum e al Baltimore Museum of Art.

Quali elementi confermano l’autenticità della controprova

Il primo indizio è l’orientamento dell’immagine: come la lastra di rame, è rovesciata rispetto alla stampa finale. Ciò permetteva all’artista di rifinire la composizione direttamente a partire dalla matrice.

Inoltre, la carta presenta la stessa filigrana con il giglio di Strasburgo riscontrata in altre stampe originali del pittore olandese. Questo dettaglio materiale è cruciale per gli studiosi di grafica antica.

Infine, sotto ingrandimento risultano evidenti linee in gesso nero, interpretate come tracce del disegno preparatorio eseguito di mano dell’artista. Nel complesso, tutti questi elementi rafforzano la rarità dell’opera e ne sostengono la valutazione di mercato.

Che rapporto c’era tra Rembrandt e Jan Uytenbogaert

È probabile che Rembrandt e Uytenbogaert si siano conosciuti a Leida, dove il pittore nacque e rimase fino al 1631. Secondo le ricostruzioni storiche, tra i due si sviluppò un rapporto di amicizia e condivisione di interessi.

Entrambi amavano la grafica e il collezionismo, un terreno comune che favorì una collaborazione duratura. Inoltre, in più occasioni il funzionario fiscale sostenne il pittore in momenti delicati, soprattutto sul piano finanziario.

Nel 1639 Uytenbogaert aiutò l’artista quando questi non riusciva a onorare le rate della grande casa di Breestraat ad Amsterdam. Secondo Cheffins, The Goldweigher potrebbe essere stato concepito come dono di ringraziamento.

In che modo la controprova illumina il ritratto

La casa d’aste sottolinea come l’attenzione meticolosa ai tratti del volto di Uytenbogaert, evidente anche in questa controprova, riveli la dimensione intima dell’opera. Non si tratta solo di un soggetto professionale, ma di una figura legata alla vita privata dell’artista.

Rispetto a molte stampe di carattere più narrativo, questo foglio sembra concentrarsi sul carattere del personaggio, restituendone serietà e responsabilità. Ciò accentua l’interesse dei collezionisti per il ritratto.

Per chi segue il mercato delle incisioni antiche, una controprova con un tale livello di definizione e provenienza personale offre un raro sguardo sul processo creativo del maestro, ben oltre le impressioni seriali.

Come Alan Barlow arrivò alla controprova

Secondo il racconto del figlio, Alan Barlow era un “grande ammiratore di Rembrandt”. Avrebbe acquistato la controprova di The Goldweigher durante un periodo trascorso ad Amsterdam negli anni Settanta.

L’opera rimase poi custodita per decenni nel suo studio di Norfolk, senza che nessuno ne cogliesse appieno il valore storico e commerciale. Solo il riordino successivo alla sua morte ha permesso il riaffiorare del foglio.

In questo senso, la vicenda si inserisce in una lunga tradizione di capolavori riscoperti in archivi privati, soffitte e studi d’artista, che ancora oggi alimentano il segmento delle “scoperte da cassetto” nel mercato internazionale.

Che impatto ha la stampa di Rembrandt sulla famiglia Barlow

Per Edward Barlow, l’indagine sulla stampa perduta ha significato anche riavvicinarsi alla memoria del padre. Tuttavia, nonostante il valore affettivo, non ha mai pensato di appendere The Goldweigher in casa.

Come ha scritto lui stesso, il ricavato dell’asta sarà diviso con la sorella. Inoltre, sta valutando di utilizzare la propria quota per acquistare un dipinto di un artista contemporaneo, così da associare il nuovo acquisto al giorno in cui ha scoperto un Rembrandt in un cassetto.

Nel complesso, la storia unisce il fascino della grafica seicentesca, la dinamica delle aste internazionali e la dimensione personale di una famiglia che, quasi per caso, si ritrova proprietaria di una rarità museale.

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