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Mahzor di Rothschild vende all’asta per 6,4 milioni di dollari

Un raro mahzor ebraico del XV secolo, noto come Mahzor di Rothschild Vienna, è stato aggiudicato da Sotheby’s, segnando una nuova vendita nella sua storia singolare.

Perché la vendita di Mahzor di Rothschild di Vienna vale 6,4 milioni di dollari?

Uno dei più importanti libri di preghiere ebraici illustrati del XV secolo è entrato nel novero dei manoscritti più preziosi. Il Mahzor di Rothschild Vienna, codice che ha attraversato guerre e decenni di oblio, è stato offerto da Sotheby’s il 5 febbraio, raggiungendo 6,4 milioni di dollari, in linea con la stima.

Questa aggiudicazione segue la recente restituzione del volume ai discendenti di Alphonse von Rothschild, la cui famiglia custodì il libro di preghiere fino alla confisca nazista durante la Seconda guerra mondiale.

Secondo la casa d’aste, oggi sono noti solo tre manoscritti di questo tipo, tutti in mani private. Uno di essi, il Luzzatto High Holiday Mahzor, è stato venduto nel 2021 per 8,3 milioni di dollari, stabilendo un record.

In una dichiarazione successiva alla vendita, Sharon Liberman Mintz, international senior specialist per la Judaica di Sotheby’s, ha sottolineato il valore storico e simbolico del manoscritto. A suo avviso, il Mahzor di Rothschild Vienna non è solo un capolavoro della miniatura medievale, ma anche un documento di fede, sopravvivenza e memoria sopravvissuto per oltre sei secoli.

Qual è l’origine e la decorazione del manoscritto?

Il mahzor è un libro di preghiere ebraico che raccoglie testi liturgici, orazioni e poesie rituali per le principali festività, come Rosh Hashanah e Yom Kippur. Il codice appartenuto ai Rothschild fu realizzato nel 1415 da uno scriba-artista ebreo di nome Moses.

La decorazione, con pannelli in oro brunito, motivi vegetali dipinti e vivide raffigurazioni di creature fantastiche, rivela l’influsso della Scuola del Lago di Costanza, tradizione della miniatura medievale fiorita nel XIV secolo nell’area di confine tra Germania, Svizzera e Austria. Inoltre, per Sotheby’s la ricchezza dell’apparato decorativo e la cura artigianale indicano un uso comunitario del volume, più che una semplice devozione privata.

Come il Mahzor entra nella collezione Rothschild?

Nel 1842 il manoscritto fu acquistato dal banchiere viennese Solomon Mayer Rothschild, figlio di Mayer Amschel Rothschild, fondatore della celebre dinastia finanziaria. Solomon pagò l’ingente somma di 151 monete d’oro per ottenere il libro, apponendo poi lo stemma di famiglia sulla pagina del titolo.

Più tardi, donando il mahzor al figlio Anselm Salomon von Rothschild, Solomon aggiunse una dedica in ebraico, augurando che il volume fosse conservato “per le generazioni a venire, affinché la Torah di Dio sia per sempre nelle nostre bocche”. In questo modo, il manoscritto venne investito di un forte significato dinastico e spirituale.

Cosa accade con la confisca nazista del 1938?

Il libro di preghiere passò poi ai vari rami della famiglia, insieme a un vasto patrimonio artistico. Nel 1938, il manoscritto si trovava in possesso di Alphonse von Rothschild quando le collezioni d’arte e gli arredi del Rothschild Palais di Vienna furono sequestrati dai nazisti.

Il regime privò Alphonse della titolarità legale del patrimonio. Con la moglie Clarice e le due figlie, egli fuggì negli Stati Uniti, dove morì nel 1942. Rispetto alla compattezza originaria delle raccolte, l’intervento del regime determinò una dispersione globale di opere, documenti e oggetti.

Come si perde e si ritrova il Mahzor dopo la guerra?

Dopo il conflitto, le collezioni Rothschild furono smembrate e circolarono su scala internazionale. Alcuni pezzi entrarono in musei e collezioni private, mentre una parte dei manoscritti familiari, compreso il mahzor, confluirono nella Biblioteca Nazionale Austriaca, dove rimasero per decenni senza catalogazione.

Solo negli anni Novanta il nucleo Rothschild venne inventariato dalla biblioteca. Ulteriori ricerche condotte dal Center for Jewish Art tra il 1998 e il 1999 chiarirono contenuti e rilevanza del manoscritto, riportando alla luce anche lo stemma di famiglia. In questo modo, la sua provenienza venne definitivamente collegata ai Rothschild.

Quale ruolo ha la mostra del 2021 e la restituzione?

Nel 2021, il Mahzor di Rothschild Vienna è stato esposto in “The Vienna Rothschilds: A Thriller”, mostra del Jüdisches Museum Wien dedicata all’ascesa della famiglia nell’élite cittadina. In quell’occasione, il pubblico ha potuto misurare il peso simbolico del codice all’interno della storia del collezionismo europeo.

Successivamente, il manoscritto è stato restituito agli eredi di Alphonse e Clarice, in seguito a una decisione della Commissione austriaca per la restituzione dei beni d’arte. La famiglia ha sottolineato come tale restituzione rappresenti un riconoscimento della storia e una forma, seppure parziale, di chiusura rispetto a una sofferenza tramandata per generazioni.

Qual è il significato culturale della vendita odierna?

Secondo Sharon Liberman Mintz, raramente un singolo manoscritto concentra in sé tanti livelli: fede e arte, persecuzione e sopravvivenza. In questa prospettiva, il recente passaggio in asta del Mahzor di Rothschild Vienna assume il valore di un doppio gesto, di giustizia e di memoria.

Inoltre, la riemersione del codice sul mercato, dopo la restituzione, invita a riflettere sulla persistenza delle memorie familiari e collettive nei beni culturali. Nel complesso, la vendita del mahzor consolidato come oggetto di alta collezione mostra anche come i più rari manoscritti ebraici continuino a suscitare un forte interesse tra i collezionisti globali.

Per ulteriori informazioni storiche su questa tipologia di manoscritti è possibile consultare le risorse del Center for Jewish Art. Per il contesto delle politiche di restituzione in Austria, un quadro aggiornato è disponibile sul sito della commissione per la ricerca sulla provenienza. I risultati completi della vendita sono riportati nella banca dati prezzi di Sotheby’s, aggiornata al 10 febbraio 2026.

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