Una rara selezione della collezione Renoir legata alla musa Gabrielle Renard arriva in asta online, offrendo uno sguardo intimo sull’artista impressionista e sul suo entourage familiare.
Come arrivano sul mercato i 21 Renoir di Gabrielle Renard?
Nel 2024 una tela fino ad allora sconosciuta di Pierre-Auguste Renoir è emersa allo storico Hôtel Drouot di Parigi, raggiungendo circa 2 milioni di dollari. L’opera ritraeva il figlio dell’artista, Jean Renoir, insieme alla sua bambinaia Gabrielle Renard. Questo ritrovamento ha riacceso l’attenzione sul legame tra il pittore e la sua musa.
Ora, dal 10 al 20 maggio, la casa d’aste Bonhams organizza la vendita online “A Lasting Impression“, in cui saranno proposti 21 dipinti poco visti provenienti dalla collezione personale di Renard. Molte di queste opere non sono mai state presentate pubblicamente, accentuando l’interesse di studiosi e collezionisti.
Chi era Gabrielle Renard nel mondo di Renoir?
Gabrielle Renard era una cugina alla lontana di Aline Charigot, moglie e già modella di Renoir. Entrò nella famiglia nel 1894, a soli 16 anni, come bambinaia del neonato Jean, secondo dei tre figli della coppia. Da semplice presenza domestica, divenne presto figura centrale nella vita artistica e privata del pittore.
Renoir iniziò a ritrarla in numerosi dipinti. Nell’arco di circa vent’anni Renard posò quasi 200 volte, apparendo in opere come The Artist’s Family (1896) e Gabrielle in a Red Dress (1908). Inoltre, influenzò profondamente anche il giovane Jean, offrendo una vicinanza emotiva che il padre, spesso assorbito dal lavoro, non poteva garantire.
Il futuro regista attribuì alla bambinaia un ruolo decisivo nella sua formazione creativa. Nel suo memoir del 1974 scrisse che lei gli aveva insegnato “a vedere il volto dietro la maschera e la frode dietro gli orpelli” e a detestare il cliché. In questo modo, la musa di Renoir contribuì indirettamente alla nascita di una delle figure chiave del cinema del Novecento.
Perché questi dipinti privati vengono venduti ora?
Nel 1921, quando i figli di Renoir erano ormai adulti, Renard sposò il benestante aspirante pittore Conrad Hensler Slade e si trasferì negli Stati Uniti. La coppia ebbe un figlio, anch’egli chiamato Jean, scomparso lo scorso anno. Proprio la sua morte è tra i motivi che spingono oggi la famiglia a mettere in asta il nucleo di opere rimaste.
Secondo Frederick Millar, senior specialist di Bonhams, l’attuale momento del mercato rende questa dispersione particolarmente significativa. “C’è un forte interesse, sia accademico sia commerciale, per l’opera di Renoir, il che rende opportuno condividere questi pezzi profondamente personali e storicamente importanti” ha spiegato.
Sebbene Renard avesse esposto brevemente alcuni di questi dipinti in vita, molti non sono mai stati mostrati al grande pubblico. È probabile che il suo patrimonio comprendesse in origine un numero maggiore di tele, poi donate o disperse. Tuttavia, ha conservato per sé quelle che considerava le più preziose.
Quali sono le opere chiave della collezione Renard?
Millar sottolinea che queste 21 opere rappresentano il nucleo che Renard e i suoi eredi hanno scelto di trattenere. Si tratta quindi di un insieme ritenuto emblematico del rapporto con l’artista. Inoltre, il gruppo offre una panoramica dei generi coltivati da Renoir in diversi momenti della carriera.
Alla vendita figurano sia vedute di paesaggio sia ritratti, molti dei quali con protagonista la musa. Spicca in particolare Gabrielle à la blouse blanche (1907), ritratto dal volto luminoso e giovanile, con una stima tra 220.000 e 330.000 dollari. A questa si affianca il più intimo Portrait de Gabrielle (1910), valutato 300.000-500.000 dollari.
Accanto ai ritratti di Gabrielle emerge anche la figura di Charles Le Cœur, importante sostenitore dell’artista. Un suo ritratto giovanile, datato 1874, presenta una valutazione compresa tra 250.000 e 350.000 dollari. In questo modo, la vendita restituisce un quadro articolato della cerchia affettiva e professionale di Renoir.
Che ruolo giocano le nature morte floreali nel mercato di Renoir?
Nonostante l’interesse per i ritratti di Gabrielle, sono le nature morte a rappresentare ancora oggi il segmento più richiesto delle opere di Renoir. In particolare, i suoi bouquet floreali continuano a registrare risultati di primo piano rispetto ad altri soggetti. Questo trend è confermato anche nella presente selezione.
Il dipinto Fleurs (1887) guida infatti “A Lasting Impression” con una stima tra 500.000 e 700.000 dollari. Come osserva Millar, le nature morte floreali del pittore “sono molto ricercate e tendono a suscitare un forte interesse sul mercato“. Ciò riflette una domanda stabile da parte dei collezionisti internazionali, soprattutto per opere in buono stato di conservazione e di provenienza sicura.
Il record per una natura morta dell’artista è pari a 8,7 milioni di dollari, pagati per Bouquet de lilas (1878) presso Sotheby’s Londra nel 2024, secondo l’Artnet Price Database. In confronto, le stime della vendita Bonhams risultano più contenute, ma l’interesse storico della collezione Renard potrebbe spingere le aggiudicazioni oltre le previsioni.
Dove saranno visibili i dipinti durante l’asta?
Mentre la vendita si svolgerà interamente online, Bonhams esporrà i quadri nella sua sede di New York per tutta la durata dell’asta. In questo modo, i potenziali acquirenti potranno visionare dal vivo la qualità pittorica delle opere prima di presentare le proprie offerte telematiche.
Nel complesso, la dispersione della collezione di Gabrielle Renard offre un raro sguardo dietro le quinte sulla vita privata di Renoir, intrecciando biografia, storia dell’arte e dinamiche di mercato. Per chi segue da vicino l’evoluzione del valore dell’arte impressionista, la vendita rappresenta un passaggio da osservare con attenzione, anche alla luce del rinnovato interesse per le collezioni con provenienze intime e racconti familiari ben documentati.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


