Il mercato dell’arte 2025 ridisegna la geografia globale, con USA, Regno Unito e Francia in crescita mentre la Cina continua a perdere slancio nel settore delle aste.
USA: il paese domina il mercato dell’arte nel 2025?
Nel 2025 gli USA hanno mantenuto il primato come più grande mercato dell’arte al mondo. Le aste di fine art hanno generato 5,4 miliardi di dollari, con un incremento del 25,3% su base annua. Questo risultato conferma il ruolo centrale di New York nelle dinamiche globali delle vendite all’incanto.
All’inizio dell’anno, i dazi imposti dal presidente Donald Trump avevano introdotto una forte volatilità negli scambi. Tuttavia, i guadagni di Borsa legati al settore tecnologico e le aspettative di un’inflazione in calo hanno migliorato rapidamente il clima di fiducia tra collezionisti e operatori.
Il momento decisivo è arrivato con le aste di novembre a New York. Tra il 17 e il 20 novembre, in città sono passate di mano nove delle dieci opere più costose vendute all’asta nel mondo nel 2025, per un valore complessivo di 709,5 milioni di dollari. Si tratta di circa il 13% del totale annuo generato sul territorio statunitense.
Perché il mercato dell’arte cinese continua a contrarsi?
Nel 2025 la Cina ha registrato un’ulteriore contrazione. Il volume delle vendite all’asta si è fermato a 1,7 miliardi di dollari, con un calo del 10,8% rispetto all’anno precedente. Questo andamento negativo contrasta nettamente con i risultati dei principali mercati occidentali.
Il paese ha beneficiato di un boom delle esportazioni, ma il comparto immobiliare resta in stallo. Di conseguenza, la domanda interna è debole, in particolare per i beni di lusso e gli acquisti discrezionali di opere d’arte. Tale contesto pesa sulle aspettative dei collezionisti locali.
Negli ultimi due anni alcune case d’asta cinesi di dimensioni ridotte hanno smesso di comunicare i risultati delle vendite, presumibilmente a causa di performance deludenti. Questi operatori marginali forse non avrebbero modificato in modo sostanziale il totale nazionale, ma le loro difficoltà potrebbero essere il segnale di una tensione strutturale nel settore.
Come si posiziona il Regno Unito dopo la Brexit?
Pur rimanendo al terzo posto globale, il mercato del Regno Unito ha mostrato una crescita significativa nel 2025. Il totale delle vendite all’asta si è avvicinato a 1,6 miliardi di dollari, con un aumento dell’11,3% su base annua. Londra si conferma così una piazza ancora rilevante per l’arte internazionale.
Le aste di punta nella capitale britannica restano però più contenute rispetto al periodo precedente alla Brexit. Tuttavia, una vendita straordinaria ha modificato il sentiment: la sessione monografica da 137 milioni di dollari organizzata da Sotheby’s nel settembre 2025, dedicata alla collezione di Pauline Karpidas e ai suoi capolavori surrealisti.
Questa asta ha realizzato il maggiore incasso di sempre per una vendita a singolo proprietario nella capitale britannica. Il risultato ha offerto un forte segnale di fiducia alla piazza londinese, in un momento di confronto serrato con New York e Parigi.
La Francia può diventare il nuovo polo europeo?
Nel 2025 la Francia ha registrato una delle crescite più dinamiche tra i principali mercati. Le vendite all’asta hanno raggiunto 937,2 milioni di dollari, in aumento del 23,6% rispetto al 2024. Parigi consolida così il proprio ruolo di hub emergente per l’arte contemporanea e moderna.
La settimana delle aste in ottobre, in concomitanza con Art Basel Paris, ha rappresentato un banco di prova cruciale. Sei vendite organizzate da Christie’s e Sotheby’s hanno totalizzato 212 milioni di dollari, con un balzo del 30% rispetto alle sessioni equivalenti del 2024. Un risultato che segnala un deciso spostamento di attenzione verso la capitale francese.
Questo rafforzamento si inserisce in un più ampio processo di rilancio culturale e infrastrutturale di Parigi. Inoltre, la competizione con Londra è diventata più serrata, soprattutto dopo gli effetti della Brexit sul sistema britannico delle aste e delle gallerie.
Quali segnali arrivano dagli attori globali del mercato?
L’analisi dei dati 2025, raccolti nell’ambito dell’Artnet Intelligence Report: Year Ahead 2026, mostra un mercato frammentato ma ancora robusto nei centri chiave. Stati Uniti, Regno Unito e Francia crescono, mentre la Cina rallenta, delineando una geografia a più velocità.
Nel complesso le grandi case d’asta internazionali, come Sotheby’s e Christie’s, restano i principali barometri del settore. Tuttavia, indicatori come la contrazione di alcune realtà cinesi o la rilevanza delle vendite monografiche in Europa suggeriscono che la concentrazione delle transazioni sui segmenti di alta gamma continua ad accentuarsi.
Per approfondire i dati e i trend citati, sono disponibili ulteriori analisi su portali specializzati come Artnet, oltre ai report periodici pubblicati da Christie’s e Sotheby’s, fondamentali per seguire l’evoluzione del mercato a livello mondiale.
Nel complesso, il 2025 conferma un mercato dell’arte polarizzato: da un lato piazze in espansione, dall’altro regioni in fase di contrazione. Questo scenario rende sempre più centrale l’analisi dei dati e la capacità degli operatori di adattarsi rapidamente ai cambiamenti geopolitici ed economici.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


