Un rarissimo atlante del XVI secolo legato a Maria I d’Inghilterra Tudor torna sul mercato internazionale, catalizzando l’attenzione di collezionisti, studiosi e istituzioni pubbliche.
Perché l’atlante di Maria I Tudor arriva ora sul mercato?
Al New York Antiquarian Book Fair di quest’anno, la galleria specializzata Barry Lawrence Ruderman Antique Maps Inc., con sede a San Diego, presenterà un esemplare ritrovato di 460 anni di Anglica Historia di Polidoro Virgilio, in forma di atlante.
Il volume appartenne a Maria I Tudor, prima sovrana donna d’Inghilterra, e viene proposto con un prezzo richiesto di 1,6 milioni di dollari. Il mercante lo definisce “il più significativo manufatto della storia intellettuale Tudor ancora in mani private”.
Detto ciò, l’acquisto comporta condizioni precise: un divieto di esportazione impone al futuro proprietario di mantenerlo nel Regno Unito oppure di consentirne l’eventuale acquisizione da parte di un’istituzione britannica.
Qual è la storia recente di questo volume?
Barry Lawrence Ruderman si è aggiudicato l’atlante al suo debutto in asta due anni fa, pagandolo 227.000 dollari a fronte di una stima massima di 20.000 sterline (circa 40.059 dollari).
“Ero pronto a spendere molto di più”, ha dichiarato Alex Clausen, presidente della società. Rispetto ad altre copie dell’opera, quella legata alla regina spicca per la combinazione di provenienza reale e straordinaria qualità materiale.
Inoltre il volume presenta uno sfarzoso apparato dorato attribuito al misterioso Medallion Binder, che incornicia lo stemma con monogramma di Maria, nota anche come “Bloody Mary”. Questo conferisce a un raro libro laico nella collezione della devota sovrana cattolica una forte connotazione religiosa.
Cosa rende unici i mappamondi contenuti nell’atlante?
Elemento cruciale dell’atlante sono le prime note raffigurazioni autonome delle isole britanniche e di aree correlate, considerate anticipatrici delle future ambizioni imperiali della Corona.
La scheda descrittiva sottolinea che, presentando ciascun territorio come soggetto distinto e non come parte di un tutto unitario, le mappe suggeriscono l’idea nascente di un dominio britannico in espansione e per gradi.
Inoltre il livello di dettaglio, inedito per l’epoca, testimonia la crescente attenzione dell’Inghilterra alla propria difesa nei decenni precedenti la Armada spagnola. Ciò rende il documento un tassello chiave per comprendere la formazione dell’identità geopolitica inglese.
Qual è il contesto editoriale dell’Anglica Historia?
Polidoro Virgilio, sacerdote italiano, pubblicò tre edizioni dell’Anglicae Historiae, opera che ricostruisce la storia della sua patria d’adozione. La prima apparve nel 1534, la seconda nel 1546, la terza nel 1555.
Quest’ultima edizione, ampliata per includere gli eventi più recenti fino alla figura di Enrico VIII, padre di Maria I, fu stampata in decine di copie a Basilea. Tuttavia solo l’esemplare della regina è corredato da mappe.
Clausen stima che anche le migliori copie prive delle carte geografiche oggi non supererebbero i 5.000-10.000 dollari. Ne deriva un divario di valore notevole rispetto al pezzo legato alla corte Tudor.
Come è stata ricostruita la provenienza dell’atlante?
Secondo Clausen, l’aumento di valutazione rispetto alla vendita precedente dipende dal lavoro di ricerca svolto dal suo team sulla provenienza, un vero e proprio “valore aggiunto intellettuale”.
La famiglia che ha conferito il volume in asta lo possedeva dal XIX secolo, probabilmente anche da prima. Nel corso del tempo il cognome è cambiato, ma le indagini archivistiche hanno permesso di ricostruire una catena di passaggi.
Inoltre Clausen collega il libro a Sir John Fortescue, cugino di secondo grado della successora e sorellastra di Maria, Elisabetta I. Fortescue insegnò latino alla futura regina e si occupò della sua biblioteca dopo la morte, distribuendo manoscritti a figure che avrebbero contribuito alla nascita della British Library e della Bodleian Library di Oxford.
Chi ha realizzato le mappe e perché l’atlante non può lasciare il Regno Unito?
L’autore materiale delle mappe rimane ignoto. Lo stile rimanda a un cartografo probabilmente trasferitosi in Inghilterra dai Paesi Bassi o dalla Spagna, capace di apprendere rapidamente le esigenze locali.
Questo rende l’atlante non solo un manufatto librario, ma anche una testimonianza del dialogo tra culture cartografiche europee nel pieno del XVI secolo, periodo cruciale per l’espansione marittima.
Detto ciò, il volume è soggetto a un divieto di esportazione da parte delle autorità britanniche. Chi lo acquisterà in primavera dovrà quindi conservarlo sul territorio nazionale oppure metterlo a disposizione per una possibile acquisizione da parte di un museo o biblioteca pubblica del Regno Unito.
Qual è il ruolo del New York Antiquarian Book Fair?
Il New York Antiquarian Book Fair si tiene al Park Avenue Armory, al 643 Park Ave, New York, dal 3 aprile al 3 maggio. La manifestazione è considerata uno degli appuntamenti più importanti per il mercato internazionale del libro antico.
Inoltre la presenza di un esemplare di tale rilievo, con un prezzo richiesto di 1,6 milioni di dollari, conferma il crescente interesse dei collezionisti per i documenti legati alla prima età moderna e alla formazione delle potenze europee.
Nel complesso, questo atlante rappresenta un raro crocevia tra storia dinastica, cartografia precoce, mercato antiquario globale e politiche di tutela del patrimonio, il che ne rende probabile l’approdo finale in una grande collezione pubblica.
Immagine: Atlante di Maria I Tudor. Photo courtesy of Barry Lawrence Ruderman Antique Maps Inc.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


