Tre disegni inediti di Joan Miró, riemersi dagli archivi privati di un amico e collaboratore, arrivano ora sul mercato con stime fino a 400.000 euro.
Come sono riemersi i disegni perduti di Joan Miró
Un gruppo di tre opere su carta del pittore catalano Joan Miró, rimaste sconosciute per decenni, sarà messo all’asta sulla Costa Azzurra ad aprile. I lavori appartenevano a Edmond Vernassa, artista multidisciplinare e designer industriale, amico e collaboratore dell’artista.
Il primo foglio ad emergere è stato Le Soleil Mallorca (1972), utilizzato in campagne turistiche per l’isola spagnola negli anni Settanta. L’immagine mostra uno dei tipici “raggi-pappagallo” ovali di Miró, circondato da piccole stelle nere a puntini.
A individuare il disegno è stato il banditore Guillaume Mermoz, durante una visita all’appartamento di Vernassa a Nizza, nel sud della Francia. La scoperta ha sollevato subito un interrogativo cruciale per il mercato: potevano esistere altri fogli rimasti nascosti?
Quali disegni di Miró sono stati trovati nello studio di Edmond Vernassa
Gli eredi di Vernassa hanno deciso di ispezionare il suo storico studio. Inoltre, tra i materiali d’archivio hanno rinvenuto un vecchio tubo da poster, rimasto chiuso per anni, che conteneva due grandi disegni per parapetti interni di balconi.
Entrambi i progetti raggiungono circa nove piedi di lunghezza e sono fittamente coperti da linee, segni e forme che richiamano costellazioni. Si tratta quindi di studi di grande formato, concepiti per dialogare con l’architettura domestica.
“Non veniva aperto da decenni ed era passato da Vernassa ai suoi discendenti”, ha spiegato Mermoz via email. “Appena le linee sulla carta sono apparse, ogni dubbio è svanito: erano due opere maggiori, riconoscibili all’istante per la mano inconfondibile di Miró“.
Quando e dove saranno messe all’asta le opere di Mirò
I tre lavori saranno offerti in vendita dalla casa d’aste Métayer-Mermoz ad Antibes il 19 aprile. Inoltre, l’appuntamento si inserisce in un calendario primaverile già intenso per il disegno d’arte in Francia.
Per ciascun disegno di parapetto è stata fissata una stima tra 200.000 e 400.000 euro (pari a 231.000–463.000 dollari). Il foglio più piccolo, una doppia faccia con la figura del sole, è valutato tra 30.000 e 50.000 euro (35.000–58.000 dollari).
Prima della vendita, le opere saranno presentate a Parigi in occasione della Paris Drawing Week, in programma dal 25 al 30 marzo. In questo contesto, i disegni verranno confrontati con altri capolavori su carta del Novecento, attirando l’attenzione di collezionisti e curatori.
Qual è il ruolo dell’architettura nell’opera di Miró?
Negli anni Sessanta e Settanta, Miró sviluppò una pratica consistente di opere monumentali per spazi pubblici e architettonici, spesso a partire da grandi fogli preparatori. Tuttavia, gli interventi su elementi di architettura d’interni rimasero episodi eccezionali.
Tra i casi più noti figurano il grande muro realizzato per la sede dell’UNESCO a Parigi e il mosaico ceramico per il Palacio de Congresos di Madrid. In questi progetti l’artista ragionava su scala urbana, mentre i disegni per parapetti svelano un rapporto più ravvicinato con lo spazio abitato.
La spinta a concepire i parapetti del balcone parigino nacque probabilmente dai committenti, i galleristi e mecenati Aimé e Marguerite Maeght. Il loro appartamento, infatti, divenne una sorta di laboratorio di sperimentazione estetica, in continuità con la loro attività sul territorio.
Chi erano Aimé e Marguerite Maeght e perché contano?
I Maeght hanno avuto un ruolo centrale nello sviluppo dell’arte moderna sulla Riviera nella seconda metà del Novecento. Inoltre, a metà degli anni Sessanta fondarono la Fondation Maeght a Saint-Paul-de-Vence, oggi punto di riferimento internazionale per il modernismo europeo.
Attorno alla fondazione ruotava una scena fluida, in cui artisti come Miró, Marc Chagall e Alexander Calder condividevano idee e progetti. Rispetto a molte altre realtà museali dell’epoca, qui il dialogo tra autori, collezionisti e tecnici era particolarmente intenso.
In questo contesto, Vernassa dirigeva un laboratorio di lavorazione delle materie plastiche, con una predilezione per il plexiglass. Gli erano stati affidati i disegni per realizzare il progetto dei parapetti; i piccoli fori di spillo, ancora visibili, testimoniano l’affissione dei fogli alle pareti del suo studio.
Perché questi disegni sono importanti per collezionisti e studiosi?
Secondo Mermoz, il contesto artistico dinamico dell’epoca, dove si incontravano artisti, mercanti, collezionisti e laboratori, spiega la presenza di Vernassa nel gruppo Maeght. Inoltre, rende questi disegni particolarmente significativi per la loro storia espositiva e proprietaria.
I fogli si distinguono sia per le dimensioni eccezionali sia per la provenienza, legata direttamente alla cerchia dei Maeght. Per il mercato, rappresentano l’occasione rara di acquisire progetti di design interni che integrano pittura e architettura, un ambito poco documentato nella produzione mironiana.
Per ricostruzioni critiche e cataloghi ragionati, questi lavori su carta offriranno nuove evidenze sulle modalità con cui Miró traslava i suoi segni cosmici nello spazio tridimensionale. Il confronto con le opere pubbliche coeve sarà un terreno di ricerca particolarmente fertile.
Quali altre opere saranno offerte nella stessa asta?
Accanto ai tre disegni, la vendita di aprile comprenderà anche un nucleo selezionato di opere di altri autori del dopoguerra. Tra questi spicca una scultura di César Baldaccini, composta da lattine compresse e stimata tra 12.000 e 18.000 euro (14.000–21.000 dollari).
Sarà inoltre proposto un dipinto raffigurante una danzatrice dell’artista franco-cinese Lanlan, con una valutazione compresa tra 25.000 e 35.000 euro (29.000–40.000 dollari). Nel complesso, il catalogo costruisce un dialogo tra sperimentazioni materiche e linguaggi figurativi di diversa provenienza geografica.
Per ulteriori approfondimenti sulla figura di Joan Miró e sul suo rapporto con l’architettura si possono consultare i materiali della Fundació Joan Miró di Barcellona e gli archivi della Fondation Maeght (fondation-maeght.com).
Immagine: Juan Miró, Le Soleil Mallorca (1972). Photo: courtesy Métayer-Mermoz.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


