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L’asta d’arte di Peter Simon per Frieze Week vale fino a 127 milioni di sterline

Quasi 200 opere firmate da Francis Bacon, Mondrian, Miró, Warhol, Picasso e molti altri lasceranno le pareti private di Peter Simon per finire sotto il martello di Christie’s a Londra. L’asta d’arte di Peter Simon durante la Frieze Week, in programma il 14 e il 15 ottobre, porta sul mercato la raccolta del fondatore di Monsoon con una stima complessiva che oscilla tra 87 e 127 milioni di sterline, l’equivalente di 118-172 milioni di dollari. Per Christie’s si tratta della collezione di un singolo proprietario più preziosa mai presentata a Londra in una sola settimana clou del calendario artistico.

Punti chiave

  • La vendita “Monsoon: The Peter Simon Collection” comprende quasi 200 opere divise in Evening Sale, Day Sale e vendita online il 14-15 ottobre.
  • La stima complessiva va da 87 a 127 milioni di sterline (118-172 milioni di dollari).
  • Il lotto di punta è Figure in Movement (1978) di Francis Bacon, stimato 14-18 milioni di sterline.
  • La collezione unisce modernismo britannico, capolavori europei del Novecento e arte contemporanea globale, da Bridget Riley a Beatriz Milhazes.
  • Peter Simon, fondatore di Monsoon, figura nella lista Top 200 Collectors di ARTnews dal 2005.

L’asta storica di Peter Simon durante Frieze Week

Christie’s ha scelto il momento più affollato del calendario londinese per mettere in vendita la raccolta di Peter Simon, imprenditore britannico e fondatore del marchio di moda Monsoon nato nel 1973. La vendita si articola su tre appuntamenti distinti: una Evening Sale, una Day Sale e un’asta online, per un totale che si avvicina alle 200 opere. Secondo la casa d’aste, è la collezione di un singolo proprietario di maggior valore mai offerta a Londra in una sola settimana clou come quella di Frieze.

Katharine Arnold, vice chairman di Christie’s per l’arte del XX e XXI secolo in Europa, ha descritto la raccolta come dinamica e “libera da confini geografici e temporali”, una definizione che rende bene l’impressione che si ha scorrendo il catalogo: opere lontane per epoca e linguaggio sembrano rispondere alla stessa sensibilità.

Intento e background del collezionista

Prima di diventare uno dei grandi collezionisti britannici, Simon passava le giornate con i designer di Monsoon a esaminare portfolio di disegni e stampe destinati a diventare tessuti per le collezioni di moda. “Ho sviluppato un occhio per una buona stampa”, ha raccontato, spiegando che quell’esperienza gli ha permesso di riconoscere “la miglior combinazione di colore e composizione in un quadro”. Simon compare nella lista Top 200 Collectors di ARTnews da ogni edizione a partire dal 2005, e il suo primo interesse per l’arte contemporanea è nato osservando la pittura britannica, prima di aprirsi progressivamente al resto del mondo.

Le opere di punta: Bacon e i maestri del Novecento

Il cuore della vendita resta Francis Bacon, l’artista che secondo Simon lo ha colpito più profondamente tra i pittori britannici. Il catalogo presenta due lavori quasi agli antipodi della carriera dell’artista. Study for a Figure, datato circa 1945, è stimato 4-6 milioni di sterline e appartiene alla fase drammatica seguita alla creazione di Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion, il dipinto che nel 1944 aveva lanciato Bacon sulla scena internazionale. Figure in Movement, del 1978, è invece il vero headline dell’asta, con una stima di 14-18 milioni di sterline: qui la figura emerge da un fondo scuro attraverso una pittura insieme solida e dissolta, un corpo che si torce e sembra liberarsi dalla propria materia.

Accanto a Bacon compaiono altri protagonisti del modernismo europeo che confermano l’ambizione della raccolta: Composition A, with Double Line and Yellow (1935) di Piet Mondrian, stimata 8-12 milioni di sterline, e Peinture (Les amants – Adam et Eve) di Joan Miró, del 1925, valutata 7-10 milioni di sterline.

Modernisti britannici e maestri europei

Il modernismo britannico occupa un posto centrale, con nomi come Ben Nicholson, Barbara Hepworth, Frank Auerbach e Leon Kossoff. Il rilievo 1934 di Nicholson, scolpito a mano da un unico blocco di legno, è stimato 1-2 milioni di sterline ed è un raro esemplare della serie di rilievi bianchi che ha consacrato l’artista a livello internazionale. Hepworth è presente con The Hands and The Arm, disegno del 1948 appartenente al gruppo noto come Hospital Drawings, nato dall’esperienza dell’artista nelle sale operatorie londinesi. Auerbach compare con Study of Primrose Hill (1973-74), stimato 2-3 milioni di sterline, mentre Christ Church, Stormy Day, Summer di Kossoff, del 1994, valutato 400-600 mila sterline, porta con sé una storia espositiva importante, dalla Biennale di Venezia del 1995 alla grande retrospettiva alla Tate l’anno successivo.

Sul fronte europeo, Le Siphon (1924) di Fernand Léger è stimato 3-5 milioni di sterline, la stessa fascia di prezzo di Crâne, lampe, poireaux, pichet di Picasso, natura morta del 1945 dipinta a pochi mesi dalla fine della Seconda guerra mondiale in Europa.

Una collezione senza confini: dal modernismo al contemporaneo globale

La passione di Simon per colore e pattern trova una sintesi particolarmente riuscita in una Map di Alighiero Boetti, realizzata nel 1988 e stimata 2-3 milioni di sterline, con i confini del mondo ricamati su seta e riempiti dalle bandiere delle nazioni. La stessa centralità del colore torna nell’Untitled del 1984 di Willem de Kooning, stimato 4,5-6,5 milioni di sterline, e soprattutto in Bridget Riley, presente con opere che coprono tre decenni. Tra queste, Streak 2 (1979), stimata 3,5-5,5 milioni di sterline, proviene dalla Thyssen-Bornemisza Collection e vanta una storia espositiva di rilievo, tra cui le retrospettive alla Tate Britain nel 2003 e alle National Galleries of Scotland nel 2019.

Anche il mondo pop e quello contemporaneo americano trovano spazio: Diamond Dust Shoes (1980) di Andy Warhol, stimato 1,8-2,5 milioni di sterline, supera i due metri di altezza e richiama gli anni in cui l’artista lavorava come illustratore commerciale, guadagnandosi dalla rivista Women’s Wear Daily il soprannome di “Leonardo da Vinci del commercio di scarpe”. A fianco compare Baroque Egg with Bow (Blue/Turquoise) di Jeff Koons, realizzata tra il 1994 e il 2008 e stimata 1,5-2 milioni di sterline.

Radici tessili e sguardo globale

Con l’arrivo del nuovo millennio lo sguardo di Simon si è fatto sempre più internazionale, di pari passo con l’espansione globale di Monsoon. Il collezionista ha iniziato a guardare con maggiore attenzione all’arte latinoamericana e africana, sostenendo artisti che non godevano ancora della visibilità raggiunta poi nei musei britannici. Hurvin Anderson compare con Last House (2013), stimato 2-3 milioni di sterline, opera presentata nella mostra dell’artista per il Turner Prize del 2017 e oggi di grande attualità grazie alla retrospettiva allestita dalla Tate nel 2026: il dipinto evoca un paesaggio caraibico ma raffigura in realtà la Palm House di Kew Gardens, a Londra.

La brasiliana Beatriz Milhazes occupa uno spazio importante con cinque opere, tra cui O mar (1996), stimata 700 mila-1 milione di sterline, che intreccia il linguaggio visivo della costa di Rio con il barocco brasiliano e tecniche artigianali come ricamo e crochet. Completano il quadro le opere di Cecily Brown.

La visione di Peter Simon e il futuro della collezione

Guardando l’insieme della raccolta, è difficile non leggervi una sorta di autoritratto indiretto: non per uno stile unico, ma per il modo in cui Simon ha seguito curiosità e istinto, partendo dall’esperienza concreta del colore e della superficie per arrivare a domande più profonde su come percepiamo un luogo o un’identità. L’obiettivo dichiarato del collezionista è sempre stato “costruire legami e favorire il dialogo tra mondi diversi”, e ora dice di voler intraprendere “una nuova direzione”.

Simon ha spiegato di voler liberare mente e pareti per iniziare un nuovo capitolo, motivo per cui ha deciso di portare questa raccolta sul mercato. Nel mercato dell’arte, questa scelta restituisce al collezionismo la sua natura più dinamica: possedere un’opera significa, prima o poi, decidere che è arrivato il momento di lasciarla andare.

FAQ

Quando e dove si terrà l’asta d’arte di Peter Simon?

L’asta si terrà da Christie’s a Londra durante la Frieze Week di ottobre, con appuntamenti fissati per il 14 e il 15 ottobre.

Quante opere sono incluse nell’asta di Peter Simon?

Saranno battute quasi 200 opere, distribuite in tre appuntamenti: Evening Sale, Day Sale e vendita online.

Quali sono le opere e gli artisti principali dell’asta?

Study for a Figure (circa 1945, 4-6 milioni di sterline) e Figure in Movement (1978, 14-18 milioni di sterline) di Francis Bacon sono i lotti di punta, accanto a opere di Ben Nicholson, Barbara Hepworth, Picasso, Mondrian, Miró, Boetti e altri.

Quali temi caratterizzano la collezione di Peter Simon?

La raccolta riflette un dialogo tra modernismo europeo e arte contemporanea internazionale, influenzato dal background di Simon nel mondo della moda e dalla sua sensibilità per colore, pattern e prospettiva globale.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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