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Specchi di Lalanne da Yves Saint Laurent guidano vendita da 15 milioni

Una straordinaria serie di specchi di Claude Lalanne, commissionata da Yves Saint Laurent, torna sul mercato in una vendita che potrebbe ridefinire le quotazioni del design da collezione.

Come nacque la commissione di Yves Saint Laurent a Claude Lalanne?

Nel 1974 Yves Saint Laurent chiese alla sua artista prediletta, Claude Lalanne, di creare due specchi per il Salon de Musique del suo appartamento parigino. L’idea iniziale crebbe rapidamente: entro il 1985 i pezzi erano diventati 15, tutti incorniciati in bronzo dorato e animati da foglie elettrodeposte prese direttamente dal suo giardino.

Questa commissione contribuì a trasformare lo specchio in un vero marchio stilistico di Lalanne, portando le sue fantasie botaniche oltre la scala dei gioielli e dell’argenteria. In questo contesto, la serie apparve subito come un punto di svolta sia per l’artista sia per il collezionismo di design del tardo Novecento.

Perché i de Gunzburg hanno deciso di mettere in vendita gli specchi?

Per gli ultimi 15 anni la dimensione monumentale dell’insieme è stata un problema per i secondi proprietari, Jean e Terry de Gunzburg. La coppia acquistò la composizione nel 2009 durante la leggendaria asta di tre giorni da $443 milioni dedicata alla collezione Yves Saint Laurent, ma non riuscì mai a esporre tutti i pezzi.

Pur possedendo residenze a New York, Parigi, Londra e nel sud della Francia, non trovarono uno spazio che valorizzasse integralmente gli specchi di Lalanne. Detto ciò, la scelta di venderli oggi intercetta un mercato notevolmente più maturo e ricettivo rispetto a quello di fine anni 2000.

Come sarà strutturata la vendita da Sotheby’s nel 2024?

L’insieme degli specchi sarà proposto con una stima compresa fra $10 milioni e $15 milioni, quando arriverà alla sede di Sotheby’s nel Breuer Building il 22 aprile. L’asta rientra nella vendita della collezione di design dei de Gunzburg ed è presentata dalla casa d’aste come la più preziosa single-owner sale di design mai organizzata.

La vendita comprende 123 lotti e potrebbe superare i $40 milioni, a testimonianza di oltre quattro decenni di collezionismo onnivoro nel design del XX secolo. Inoltre, il catalogo spazia dall’Art Déco alle avanguardie del dopoguerra, delineando un percorso storico coerente ma non convenzionale. Informazioni aggiuntive sul calendario sono consultabili sul sito di Sotheby’s.

Perché Les Lalanne dominano le stime di aggiudicazione?

Gran parte di questa valutazione è legata a Les Lalanne, la coppia francese formata da Claude e François-Xavier Lalanne, le cui sculture giocose e surrealiste hanno visto impennare i prezzi negli ultimi tre anni. A dicembre un celebre bar a forma di ippopotamo è stato venduto da Sotheby’s per $31,4 milioni, nuovo record per un’opera Lalanne.

In precedenza, uno specchio Végétale di Claude era stato aggiudicato da Sotheby’s, nella vendita della collezione di Paul Karpidas, per $3,5 milioni, suo secondo miglior risultato in asta. Tuttavia, il nucleo degli specchi di Saint Laurent si distingue per scala, provenienza e coerenza, fattori che contribuiscono alla stima attuale particolarmente elevata.

Quanto hanno pagato originariamente i de Gunzburg per gli specchi?

Per comprendere l’evoluzione del mercato, basta ricordare che nel 2009 i de Gunzburg pagarono gli specchi 1,9 milioni di euro, pari allora a circa $2,4 milioni. Il confronto con la stima odierna mette in luce un incremento a più multipli nell’arco di poco più di un decennio.

Oltre agli specchi, l’asta propone 16 lotti firmati Lalanne. Tra questi spiccano una coppia di pecore serene e molto lanose, parte del gregge del 1965 di François-Xavier e già appartenute a Saint Laurent, offerte separatamente con una stima tra $700.000 e $1 milione ciascuna.

Quali sono gli altri capolavori Lalanne in catalogo?

Tra i pezzi più monumentali figura la mela dorata Pomme d’Hiver (2009), alta circa due metri (sei piedi e otto pollici), valutata tra $3 milioni e $5 milioni. Si tratta di un’opera iconica per scala e potenza scultorea, destinata a catalizzare l’attenzione dei collezionisti internazionali.

Accanto a questa appare un lampadario a dieci luci, di gusto dichiaratamente tradizionale, interamente composto da elementi che richiamano il coccodrillo, con una stima fra $500.000 e $700.000. Nel complesso, la sezione dedicata a Lalanne traduce in numeri l’ascesa del trend di mercato sulle loro opere, alimentato da rarità e forte domanda dei collezionisti.

Come i de Gunzburg hanno costruito il loro interno “New York fuori, Parigi dentro”?

I de Gunzburg descrivevano il loro pied-à-terre nell’Upper East Side come “New York fuori, Parigi dentro”, una definizione che guidava la disposizione dei pezzi dei principali designer francesi. Questa impostazione rendeva l’appartamento un ambiente curato fin nei dettagli, dove ogni oggetto dialogava con il contesto architettonico.

Un ruolo di rilievo è affidato a una coppia di imponenti armadi in mogano di Alexandre Noll, falegname autodidatta che considerava il legno un materiale da rivelare più che da lavorare. Le due strutture sono stimate tra $700.000 e $1 milione e sintetizzano la sua visione scultorea e organica del mobile.

Quali altri designer francesi del Novecento saranno in asta?

Tra i lotti più attesi spicca un divano di Jean Royère, il caldo modello color scampo Ours Polaire (1952). Disegnato per l’appartamento parigino di sua madre e battezzato per la morbidezza e la massa che ricordano un orso polare, potrebbe raggiungere $600.000 – $800.000 in asta.

La coppia di poltrone coordinate, in una tonalità caramello, presenta la stessa stima, creando un insieme coerente per i collezionisti di design francese di metà secolo. Inoltre, la presenza di questi arredi mette in rilievo l’interesse dei de Gunzburg per progetti nati da legami familiari e personali, non solo da icone musealizzate.

Quali opere di Giacometti e Ruhlmann completano la collezione di design?

La vendita include anche un’elegante lampada da terra in bronzo patinato di Alberto Giacometti, una delle quattro lampade del celebre scultore svizzero presenti in catalogo. Il pezzo è stimato tra $250.000 e $350.000 e rappresenta il ponte ideale tra scultura e oggetto funzionale.

Attorno a questo nucleo di illuminazione si articola il tappeto a spirale viola e blu di Émile-Jacques Ruhlmann, lavoro che costituì il fulcro da cui la coppia sviluppò l’intera collezione. Il tappeto è proposto con una stima di $150.000 – $200.000 e testimonia l’attenzione per il dettaglio decorativo tipico dell’Art Déco. Ulteriori approfondimenti sul designer sono disponibili sul sito del Metropolitan Museum of Art.

Chi sono Jean e Terry de Gunzburg e come hanno formato la loro collezione?

Dopo aver lasciato la maison Yves Saint Laurent, dove contribuì alla creazione del celebre correttore Touche Éclat, Terry de Gunzburg ha fondato il marchio di cosmetica di lusso By Terry. Il marito, Jean de Gunzburg, è stato direttore scientifico della società biofarmaceutica francese Da Volterra, portando in dote un approccio analitico anche al collezionismo.

Insieme hanno formato una raccolta di design e arte di qualità eccezionale. Secondo Florent Jeanniard, co-responsabile mondiale del dipartimento design di Sotheby’s, nel tempo “Jean e Terry de Gunzburg hanno plasmato una delle collezioni di design più intellettualmente rigorose e coerenti dal punto di vista estetico del nostro tempo”. Inoltre, Jeanniard sottolinea come la loro casa newyorkese fosse un ambiente artistico completo, dove creazioni fondamentali dei maggiori artisti e designer del XX secolo convivevano in straordinaria armonia.

Cosa accadrà alla collezione d’arte dei de Gunzburg?

Una seconda asta, in programma a maggio, porterà sul mercato anche la collezione d’arte della coppia, che comprende opere di Pablo Picasso, Mark Rothko e Agnes Martin. Rispetto al nucleo dedicato al design, questo segmento offrirà un quadro ulteriore delle loro scelte, estendendo il dialogo dalle arti applicate all’arte moderna e contemporanea.

Nel complesso, la doppia vendita consacra i de Gunzburg come protagonisti di lungo corso nel collezionismo internazionale, unendo rigore intellettuale, gusto francese e radicamento newyorkese.

Per il mercato, il passaggio in asta di questi nuclei rappresenta un banco di prova per le valutazioni attuali del design storico e delle blue chip dell’arte del XX secolo, come indicato anche da analisi di mercato pubblicate da Artprice.

immagine: The present lot, shown in the residence of Yves Saint Laurent and Pierre Bergé, Paris Photograph by Pascal Chevallier

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