HomeAsteAsta Phillips totalizza $67,3 milioni e rilancia tra Bacon e Ernst

Related Posts

Asta Phillips totalizza $67,3 milioni e rilancia tra Bacon e Ernst

Nel cuore della settimana delle aste di New York, l’asta serale di Phillips dedicata all’arte moderna e contemporanea ha segnato risultati interessanti, con un netto recupero rispetto al 2024.

Come si inserisce Phillips nella settimana clou delle aste newyorkesi?

La settimana di vendite a New York ha mostrato un mercato in ripresa, trainato da Christie’s e Sotheby’s. Lunedì, Christie’s ha registrato una solida performance, mentre martedì Sotheby’s ha catalizzato l’attenzione con la vendita di Portrait of Elisabeth Lederer di Gustav Klimt (1914–16) a 236,4 milioni di dollari, stabilendo molteplici record e attenuando i timori sullo stato del mercato.

Mercoledì 19 novembre 2025, la serata di Phillips dedicata all’arte moderna e contemporanea è apparsa decisamente più misurata.

Tuttavia, pur con un ritmo meno spettacolare rispetto ai concorrenti, la casa d’aste ha messo a segno un risultato in crescita e ha mostrato una sorprendente forza in segmenti non tradizionali, come i reperti paleontologici.

Quali sono i numeri chiave della vendita serale Phillips?

La vendita, compatta con soli 33 lotti, ha totalizzato 67,3 milioni di dollari. Si tratta di un incremento del 24,4% rispetto ai 54,1 milioni registrati alla stessa asta nel 2024. Inoltre, il risultato si colloca nella fascia alta della stima pre-asta, compresa tra 48,3 e 68,6 milioni di dollari.

Detto ciò, il confronto con il 2023 resta impietoso: quell’anno il totale aveva raggiunto 154,6 milioni di dollari, grazie anche ai conferimenti della Triton Collection Foundation. Nel complesso, i compratori hanno giudicato le stime ragionevoli, tanto che sei dei dieci lotti principali hanno superato le aspettative, considerando le commissioni.

Le stime, come di consueto, erano espresse senza diritti, mentre i prezzi finali li includevano.

Quanti lotti sono rimasti invenduti e quali?

Solo due lotti non hanno trovato acquirenti, un dato che conferma una buona tenuta complessiva. Uno era un dipinto senza titolo del 2022 della britannica Jadé Fadojutimi, tra i nomi in più rapida ascesa sul mercato primario. L’opera era stimata tra 800.000 e 1,2 milioni di dollari, ma non ha raggiunto la soglia richiesta.

L’altro invenduto è stato “The Thunderbolt“, una pepita d’oro che Phillips aveva presentato come “la pepita d’oro più lunga mai rinvenuta”, con un peso di circa otto libbre.

Inoltre, nonostante l’enfasi promozionale, il lingotto naturale non ha trovato un compratore sulla stima di 1,25–1,5 milioni di dollari, a riprova che non tutto ciò che luccica convince i collezionisti.

Che ruolo ha avuto Phillips nel mercato dei giovani artisti?

Negli ultimi anni Phillips si è costruita una reputazione come piattaforma privilegiata per la consacrazione record di artisti emergenti. In questa tornata, però, la spinta speculativa è apparsa più contenuta, segno di un atteggiamento più prudente da parte degli operatori.

L’unico nuovo record d’artista è arrivato per Firelei Báez, rappresentata da Hauser & Wirth e reduce da una serie di mostre museali. La sua nuova quotazione massima in asta è ora di 645.000 dollari.

Nel frattempo, il pubblico in sala a New York ha mostrato attenzione ma senza l’euforia degli anni più caldi del mercato contemporaneo.

Come si è comportato il Francis Bacon di punta?

Il lotto di maggior valore è stato Study for Head of Isabel Rawsthorne and George Dyer (1967) di Francis Bacon, che ha raggiunto 16 milioni di dollari diritti inclusi, posizione centrale rispetto alla stima di 13–18 milioni. L’opera era stata conferita dall’uomo d’affari cinese Zhang Chang.

Tuttavia, per il venditore l’esito è stato penalizzante. Quando aveva acquistato il dipinto nel 2015 da Christie’s a Londra, aveva pagato 12,2 milioni di sterline, equivalenti allora a 19,2 milioni di dollari.

Adeguando la cifra all’inflazione della sterlina, il costo attuale sarebbe intorno a 17 milioni di sterline, pari a circa 22 milioni di dollari, il che evidenzia una perdita sostanziale.

Quali altri highlight hanno segnato l’asta?

Una scultura di Max Ernst, Dans les rues d’Athènes (1960), già appartenuta alla sua quarta e ultima moglie, l’artista Dorothea Tanning, è stata la sorpresa della serata. Inoltre, il lavoro ha raggiunto 1,5 milioni di dollari, oltre il triplo della stima bassa di 400.000 dollari.

Forte rialzo anche per un dipinto senza titolo di Joan Mitchell, passato da Christie’s nel 2018 per 9,1 milioni di dollari e approdato ora a 14,3 milioni di dollari.

In parallelo, Ruth Asawa ha registrato due ottimi risultati: una lampada sospesa degli anni Ottanta è stata aggiudicata a 1,01 milioni di dollari contro una stima alta di 600.000 dollari, mentre un’altra, realizzata negli anni Settanta, ha raggiunto 900.000 dollari rispetto a una stima massima di 500.000 dollari.

Qual è il contesto museale e di galleria per Mitchell e Asawa?

Entrambe le eredità sono gestite dalla galleria David Zwirner, che attualmente presenta una mostra di Mitchell a Chelsea e una retrospettiva di Asawa presso il Museum of Modern Art. Questo duplice presidio istituzionale e commerciale consolida l’interesse dei collezionisti, in linea con la tendenza degli ultimi anni a privilegiare artiste storiche rivalutate.

Inoltre, i risultati ottenuti in asta confermano l’allineamento tra esposizione museale, programmazione di galleria e domanda del mercato secondario, elemento ormai cruciale per la costruzione di valori stabili.

Perché il triceratopo Cera è diventato il protagonista della serata?

La vera curiosità della vendita è stata l’inclusione, per la prima volta in un’asta serale di Phillips, di un reperto paleontologico di grande richiamo: un giovane triceratopo soprannominato Cera. Descritto come “lo scheletro di triceratopo giovanile più completo mai rinvenuto“, era esposto in galleria come un’installazione spettacolare.

Consignato da un collezionista svizzero non identificato, il fossile ha raggiunto 5,4 milioni di dollari, contro una stima di 2,5–3,5 milioni. Nel complesso, il risultato supera nettamente le aspettative e indica un forte appetito per i reperti naturalistici da parte di collezionisti abituati a dominare anche il contemporaneo. Dopo l’aggiudicazione del fossile di 66 milioni di anni, il banditore Henry Highly ha scherzato: “E ora, passiamo a qualcosa di un po’ più contemporaneo”.

Quali altri reperti naturali sono stati venduti?

Accanto al triceratopo, è stato proposto anche un coccodrillo marino fossile, risalente a circa 180 milioni di anni fa e conservato in forma di ouroboros, con il corpo disposto ad anello, evocando quasi un lavoro di arte contemporanea. Inoltre, questa suggestiva testimonianza preistorica è stata aggiudicata per 774.000 dollari, rafforzando l’idea che il mercato per fossili e scheletri monumentali sia tutt’altro che marginale.

Rispetto alle tradizionali categorie di pittura e scultura, questi lotti rappresentano una diversificazione dell’offerta che attrae nuovi segmenti di clientela, inclusi collezionisti di storia naturale e musei.

Come si è posizionata l’arte contemporanea iconica nel catalogo?

Dopo l’intermezzo paleontologico, il catalogo è tornato ai capisaldi del contemporaneo con Exercise (1984) di Jean-Michel Basquiat, realizzato durante una vacanza alle Hawaii. L’opera ha ottenuto 3,8 milioni di dollari, inserendosi in una fascia coerente con il mercato recente dell’artista, pur senza segnare record.

Nel complesso, il mix di maestri del dopoguerra, artiste storiche rivalutate e presenze iconiche come Basquiat ha contribuito a consolidare il profilo della serata, anche se senza l’effetto dirompente visto nelle aste record di altre case. Inoltre, la dinamica delle offerte ha mostrato una selettività crescente da parte dei collezionisti, pronti a competere solo su lotti considerati davvero di qualità museale.

Qual è stato il clima in sala e cosa suggerisce per il mercato?

Al termine della vendita, molti presenti si sono precipitati a scattare selfie con il triceratopo Cera, trasformato di fatto nella star dell’evento. Subito dopo, il pubblico si è diretto verso la sede di Christie’s per l’asta serale dedicata al XXI secolo, proseguendo una maratona di vendite che ha coinvolto tutte le principali case d’asta.

Nel complesso, la serata di Phillips suggerisce un mercato in graduale assestamento, dove i capolavori certificati continuano a performare bene, mentre gli scommettitori sui nomi emergenti mostrano maggiore cautela. Tuttavia, la crescita del totale rispetto al 2024 e l’ottimo esito dei lotti più particolari indicano che, pur con qualche cautela, i compratori restano attivi e pronti a spingersi su terreni nuovi, dai Bacon ai dinosauri.

Latest Posts