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Christie's supera i 120 milioni nella vendita del XXI secolo

La vendita serale del XXI secolo di Christie’s a New York conferma la tenuta del mercato contemporaneo, pur in un contesto competitivo e carico di aste ravvicinate.

Come si è chiusa la vendita serale del XXI secolo di Christie’s?

La casa d’aste ha totalizzato 123,6 milioni di dollari, sfiorando la stima massima di 126 milioni e segnando un incremento del 16% rispetto alla tornata dello scorso anno.

Tuttavia, il risultato appare contenuto se confrontato con i 706 milioni di dollari realizzati la sera precedente da Sotheby’s. In sala, al Rockefeller Center, l’atmosfera è sembrata a tratti poco vibrante.

Detto ciò, Christie’s ha gestito l’appuntamento con notevole accortezza: aspettative calibrate, uso mirato delle garanzie di terzi e riserve abbassate quando necessario per stimolare le offerte. L’approccio ha funzionato sul piano operativo, anche se a scapito di una certa suspense.

«Sì, è stato un po’ noioso, ma la partecipazione alle offerte è stata profonda e solida», ha commentato la consulente d’arte Aileen Agopian. In definitiva, sono stati venduti tutti e 45 i lotti tranne uno, segnalando una domanda comunque consistente e diffusa.

Quali record d’asta sono stati stabiliti nella serata?

L’unico invenduto è stato un dipinto del 2022 di Cecily Brown, stimato tra 4 e 6 milioni di dollari. Al contrario, sono stati stabiliti nuovi record per Firelei Báez, con 1,1 milioni di dollari, poche ore dopo che Phillips aveva fissato un precedente primato, e per Olga de Amaral, con 3,1 milioni di dollari.

I prezzi finali includono le commissioni, mentre le stime ne sono escluse.

In questo contesto competitivo, i risultati per Báez e de Amaral indicano un interesse crescente verso autori ancora in fase di consolidamento sul mercato internazionale. Inoltre, confermano come le aste serali continuino a funzionare da piattaforma di visibilità e validazione per i mid-career artists.

Perché il Christopher Wool “RIOT” ha guidato la vendita?

Il lotto di punta della serata è stato Christopher Wool con Untitled (RIOT), 1990, nella versione blu, aggiudicato a 19,8 milioni di dollari diritti inclusi. L’opera ha dato l’impressione di un ritorno a un’altra fase del mercato, quando questi lavori testuali dominavano le aste internazionali.

Secondo l’Artnet Price Database, il totale annuo delle vendite in asta di Wool è sceso drasticamente: 114,3 milioni di dollari nel 2015 contro 18,6 milioni nel 2023. Un altro Untitled (RIOT), della stessa dimensione ma nel caratteristico nero dell’artista, detiene da un decennio il suo record in asta, pari a 29,9 milioni di dollari.

La versione blu è stata acquistata dalla consulente Cecile Le Paire, presente in sala, che ha preferito non rilasciare commenti.

Nel complesso, l’aggiudicazione di RIOT conferma la resilienza dei capolavori storicizzati di Wool, nonostante il ridimensionamento complessivo del suo mercato rispetto al picco di un decennio fa.

Cosa ha caratterizzato la collezione di Stefan Edlis e Gael Neeson?

La vendita si è aperta con 19 lotti provenienti dalla collezione di Stefan Edlis, scomparso nel 2019, e di sua moglie Gael Neeson. Con una stima congiunta di 30 milioni di dollari, il gruppo ha totalizzato 49,2 milioni, segnando uno dei momenti più solidi della serata. Ulteriori opere della stessa provenienza saranno offerte nella day sale di giovedì e circa 30 pezzi saranno riservati alle aste di design di dicembre.

I due collezionisti sono noti per la coerenza e la qualità delle loro scelte. Nel 2018 hanno donato 44 opere iconiche, valutate complessivamente 500 milioni di dollari, all’Art Institute of Chicago, nel più grande lascito singolo nella storia del museo. Tuttavia, le opere rimaste a disposizione erano ancora numerose e di livello museale.

Neeson ha deciso di vendere l’appartamento di Chicago e, contestualmente, la collezione tramite Christie’s. L’intera consignment comprende più di 150 lotti, stimati complessivamente attorno ai 50 milioni di dollari, che verranno distribuiti in asta nei prossimi 18 mesi. A dichiararlo è Sara Friedlander, da poco nominata chairman per il postwar and contemporary art per le Americhe di Christie’s.

Quali sono stati i risultati di punta della collezione Edlis-Neeson?

Il lotto principale del gruppo è stato The Last Supper (1986) di Andy Warhol, aggiudicato a 8,13 milioni di dollari contro una stima pre-asta compresa tra 6 e 8 milioni. Il dipinto How Do You Do (2004) di Ed Ruscha ha realizzato 6,78 milioni di dollari, poco al di sotto della stima massima di 7 milioni.

La maggior parte delle opere della collezione era coperta da offerte irrevocabili, quindi destinata comunque alla vendita. Tuttavia, in molti casi si è registrata una competizione vivace tra più offerenti. Questo rappresenta un cambiamento netto rispetto alle stagioni precedenti, quando tali lotti finivano più spesso direttamente al garante senza rilanci significativi.

Inoltre, tra le aggiudicazioni di rilievo spicca A Clear Unspoken Granted Magic (2017) di Amy Sherald, oggi in mostra personale al Baltimore Museum of Art, venduta per 4,1 milioni di dollari. L’opera ha superato la stima alta, fissata a 3 milioni, centrando il secondo risultato in asta più elevato per l’artista.

Quali altri lotti hanno sorpreso per dinamica di gara?

Un altro momento significativo è stato l’ingresso in sala di Untitled Film Still #13 (1978) di Cindy Sherman, conteso da sette offerenti fino a raggiungere 2,27 milioni di dollari. Il risultato è pari a oltre tre volte la stima alta di 700.000 dollari. L’immagine, tra le più celebri della serie, ritrae l’artista mentre afferra un libro in una biblioteca. Edlis l’aveva acquistata da Phillips nel 2000 per 167.500 dollari.

Analogamente, Great American Nude #41 (1962) di Tom Wesselmann, un ampio lavoro su carta, ha attirato sette offerenti, portando il prezzo finale a 1,2 milioni di dollari, ben oltre la stima di 500.000-700.000 dollari. Questi esiti confermano l’appeal crescente per opere storiche ma ancora relativamente accessibili, in contrasto con i blockbuster multimilionari.

La coppia Edlis-Neeson viveva circondata anche da oggetti d’arredo firmati da artisti, tra cui una lampada di Alberto Giacometti e una consolle di Diego Giacometti. Anche per questi pezzi il mercato si è dimostrato estremamente ricettivo, a conferma dell’interesse collezionistico per il design d’autore.

Come si è comportato il design di Diego Giacometti in asta?

In particolare, la competizione per il tavolino da caffè “Berceau” Low Table, Modèle aux Renards di Diego Giacometti, datato 1974, è durata oltre sette minuti. L’opera è stata aggiudicata a 4,53 milioni di dollari, quasi il doppio della stima massima di 2,5 milioni. Il risultato conferma il posizionamento sempre più solido del design storico di autore all’interno delle grandi aste serali.

Detto ciò, non tutti i lotti hanno beneficiato di un simile slancio competitivo. Quando Christie’s ha previsto una domanda limitata, ha preferito adeguare le riserve verso il basso, garantendo comunque la vendita, seppure con margini più ridotti.

Cosa è successo ai lotti con domanda più debole?

Un caso emblematico è quello di Lake Place (2012) di John Currin, stimato tra 2,5 e 3,5 milioni di dollari. All’apertura del lotto si è presentato un solo offerente e il ritratto di gruppo è stato battuto a 1 milione di dollari, pari a 1,27 milioni con le commissioni. La decisione di ridurre la soglia minima ha comunque permesso alla casa d’aste di chiudere l’operazione.

Queste strategie riflettono un mercato selettivo, nel quale i collezionisti sono pronti a competere per i capolavori, ma diventano più cauti di fronte a opere percepite come meno rare o meno centrali nella produzione degli artisti.

Come incide il calendario serrato delle aste sul clima di mercato?

Dealer e advisor hanno segnalato una certa stanchezza per il ritmo serrato delle aste di questa settimana. Dopo la vendita Lauder della sera precedente, alle 9 del mattino tutti erano di nuovo al Breuer Building per le day sale, descritte dai presenti come molto solide. Le sessioni si sono protratte per l’intera giornata, confluendo nell’asta serale di Phillips alle 17.

Per le 19, il pubblico specialistico si è spostato da Christie’s, e a metà della vendita diverse persone hanno lasciato la sala per raggiungere un’altra asta, organizzata da Loïc Gouzer, incentrata su un unico dipinto. Inoltre, la sequenza di appuntamenti rende complesso mantenere costante l’attenzione e la disponibilità di capitale in pochi giorni.

Domani il circuito si sposta nuovamente da Christie’s per le day sale e successivamente torna al Breuer Building per l’asta serale di Sotheby’s dedicata all’Impressionismo e al Moderno. In questo contesto, la tenuta della vendita del XXI secolo appare significativa: pur senza eccessi spettacolari, dimostra la capacità della casa d’aste di orchestrare risultati solidi in un calendario estremamente affollato.

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