Un dipinto olandese del Seicento tornerà agli eredi legittimi dopo quasi sessant’anni in un museo pubblico, in uno dei casi più significativi di restituzione di opere d’arte rubate dai nazisti in Olanda degli ultimi anni. Il Mauritshuis di L’Aia ha annunciato che Fishermen by the Lakeshore, tela realizzata nel 1651 da Jan van Goyen, verrà riconsegnata alla famiglia di Jacques Goudstikker, il celebre mercante d’arte ebreo la cui collezione fu saccheggiata durante l’occupazione nazista dei Paesi Bassi.
Punti chiave
- Il Mauritshuis acquistò il dipinto di Van Goyen nel 1967 per 58.000 fiorini, circa 6.000 sterline dell’epoca.
- Una nuova ricerca sulla provenienza ha collegato l’opera alla collezione di Jacques Goudstikker, morto nel 1940 mentre fuggiva dai Paesi Bassi.
- La galleria di Goudstikker, con i suoi 1.113 lavori, fu rilevata senza il consenso della vedova e parte delle opere finì nella raccolta del nazista Hermann Göring.
- Il Comitato olandese per le restituzioni ha raccomandato la restituzione a Marei von Saher, vedova del figlio di Goudstikker, e la ministra della cultura Rianne Letschert ha seguito il parere.
Scoperta e provenienza del dipinto del XVII secolo
Il caso nasce da un lavoro di ricerca interno del museo. Il Mauritshuis aveva acquistato Fishermen by the Lakeshore nel 1967 per 58.000 fiorini, una cifra equivalente a circa 6.000 sterline a quel tempo. Per decenni l’opera è rimasta esposta senza che nessuno ne sospettasse l’origine controversa. È stata una nuova indagine sulla provenienza a far emergere il collegamento con un registro appartenente proprio alla collezione di Jacques Goudstikker, il mercante ebreo morto nel 1940 mentre tentava di fuggire in Inghilterra su una nave. Questo tipo di lavoro archivistico, spesso lungo e minuzioso, è oggi lo strumento principale con cui i musei europei cercano di fare chiarezza sulle proprie collezioni.
Il saccheggio nazista e la vendita forzata della collezione
La galleria di Goudstikker, che contava 1.113 opere, fu rilevata dopo la sua morte senza il consenso della vedova, che era la principale azionista dell’attività. Secondo il Comitato olandese per le restituzioni, le vendite furono rese possibili solo grazie alla nomina di un direttore gestionale favorevole all’acquirente tedesco, mentre diverse opere erano già state trasportate in Germania prima ancora che i contratti di acquisto formali venissero firmati. Una parte di quel patrimonio, incluso il dipinto oggi restituito, finì nella collezione personale del nazista Hermann Göring. Per il comitato, questa dinamica coincide con lo schema tipico delle autorità naziste: imporre vendite forzate e poi conferire loro un’apparenza di legalità retroattiva.
La decisione olandese sulla restituzione e il cambiamento di politica
La ministra della cultura olandese Rianne Letschert ha deciso di seguire il parere formale del Comitato per le restituzioni, disponendo il ritorno dell’opera a Marei von Saher, vedova di Eduard, unico figlio di Goudstikker. La raccomandazione del comitato riflette un cambio di rotta nella politica di restituzione olandese, orientata da un rapporto del 2020 a garantire maggiore “umanità, trasparenza e buona volontà” nei casi legati alle opere saccheggiate dai nazisti.
Non è un percorso lineare, però. Vent’anni fa la restituzione di 202 opere dai musei olandesi agli eredi Goudstikker scatenò critiche pubbliche e il timore, tra i direttori museali, di perdere ulteriori pezzi delle proprie collezioni. Quella vicenda produsse un effetto boomerang: secondo Auke van Hoek, avvocato specializzato in arte dello studio Bergh Stoop & Sanders di Amsterdam, le sentenze successive diventarono più rigide, rendendo più difficile per altri richiedenti recuperare i propri beni. È un dettaglio che conta per il mercato: mostra come ogni caso di restituzione crei un precedente che condiziona le richieste future, influenzando indirettamente anche la percezione di rischio legale legata all’acquisto e alla detenzione di opere con provenienza incerta.
Perché conta per i musei e i collezionisti
Il caso Van Goyen dimostra che il rischio di provenienza non riguarda solo opere “nuove” sul mercato, ma anche pezzi acquisiti in buona fede decenni fa e già integrati in collezioni pubbliche consolidate. Per un museo, questo significa dover mettere in conto revisioni periodiche del proprio patrimonio, con possibili conseguenze sul valore assicurativo e sulla reputazione istituzionale legata a ogni singola opera esposta.
La difficoltà storica degli eredi ebrei
Judith Niessen, responsabile della collezione e della ricerca al Mauritshuis, ha raccontato a The Art Newspaper che il dipinto non era stato individuato nelle precedenti richieste di restituzione, e che per il museo era importante “fare la cosa giusta”. “Abbiamo acquistato il dipinto negli anni Sessanta in buona fede e naturalmente siamo dispiaciuti di doverci separare da esso”, ha dichiarato. “Ma non ci appartiene: ha lasciato la collezione Goudstikker in modo ingiusto.” Niessen ha aggiunto che molte famiglie ebree hanno faticato a riottenere le opere perdute nel dopoguerra: “Tutti dicevano: be’, sii solo felice di essere vivo. Penso che oggi sentiamo che bisogna rimediare, in modo sensato.”
La risposta del Mauritshuis e il significato più ampio
Il riconoscimento pubblico da parte del museo pesa quanto la decisione ministeriale. Ammettere che un’opera “non appartiene” all’istituzione, pur essendo stata comprata legittimamente decenni fa, è un segnale che altri musei europei osserveranno con attenzione. Per chi opera nel mercato dell’arte, la vicenda ricorda che il valore di un’opera non si misura solo in fiorini o sterline pagate al momento dell’acquisto, ma anche nel costo, reputazionale e legale, di una provenienza mai completamente verificata.
FAQ
Qual è il significato del dipinto Fishermen by the Lakeshore in questo caso di restituzione?
È un dipinto del Seicento acquistato dal Mauritshuis nel 1967 e successivamente collegato alla collezione di Jacques Goudstikker, saccheggiata dai nazisti.
Perché il dipinto è stato restituito a Marei von Saher?
Il Comitato olandese per le restituzioni ha stabilito che l’opera fu sottratta senza il consenso della vedova di Goudstikker e ha raccomandato la restituzione, poi approvata dalla ministra della cultura.
Come è cambiata la politica olandese sulle opere saccheggiate dai nazisti?
Dal 2020 la politica punta a maggiore umanità, trasparenza e buona volontà nei casi legati alle opere d’arte rubate dai nazisti.
Il Mauritshuis conosceva la provenienza del dipinto al momento dell’acquisto?
No, il museo lo acquistò in buona fede negli anni Sessanta e ha riconosciuto solo successivamente che l’opera aveva lasciato la collezione Goudstikker in modo ingiusto.
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Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


