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L’asta Christie’s ad Abu Dhabi arriva dopo il +300% di vendite mediorientali

Il 1° novembre 2026 Christie’s terrà la sua prima asta Christie’s ad Abu Dhabi dedicata all’arte moderna e contemporanea, un appuntamento che segna anche i vent’anni della casa d’aste negli Emirati Arabi Uniti. La vendita, ospitata all’Abu Dhabi Edition hotel e intitolata “MAWASIM: 20 Years of Modern and Contemporary Middle Eastern Art”, proporrà oltre 70 opere firmate da artisti come Paul Guiragossian, Samia Halaby, Mohamed Melehi, Marwan Kassab-Bachi, Inji Efflatoun e Nabil Nahas. Non è solo una celebrazione: la scelta di Abu Dhabi, invece di Dubai, racconta un cambiamento più profondo negli equilibri del mercato artistico regionale.

Punti chiave

  • Christie’s festeggia i suoi 20 anni negli Emirati con la prima asta di fine art ad Abu Dhabi, il 1° novembre 2026.
  • La vendita “MAWASIM” offre più di 70 opere di arte moderna e contemporanea mediorientale e nordafricana.
  • Otto lotti arrivano dalla Dalloul Collection e cinque dalla Barjeel Art Foundation, tra i principali collezionisti della regione.
  • Le stime top vanno dai 100.000 ai 500.000 dollari per opere di Melehi e Guiragossian.
  • Sotheby’s ha aperto una sede ad Abu Dhabi nel 2025 e Frieze Abu Dhabi debutta dal 19 al 22 novembre 2026 con 84 gallerie.

Christie’s festeggia 20 anni negli Emirati con la sua prima asta ad Abu Dhabi

Vent’anni dopo essere diventata la prima casa d’aste internazionale a organizzare una vendita negli Emirati, Christie’s sposta il suo palco d’asta da Dubai ad Abu Dhabi. La casa aveva tenuto la sua prima vendita nella regione nel 2006, proprio a Dubai, aprendo di fatto il mercato locale delle aste internazionali. Oggi, quel traguardo viene celebrato non replicando l’evento nella stessa città, ma spostandolo nella capitale, segno di come gli equilibri geografici del mercato si stiano ridisegnando.

L’asta MAWASIM: opere, artisti e stime

Tra i lotti più attesi c’è Noces (Wedding) di Paul Guiragossian, opera monumentale del 1958-59, con una stima tra 300.000 e 500.000 dollari. L’astrazione del 1978 Yesterday di Samia Halaby e Kopf (Head) di Marwan Kassab-Bachi, del 1987, sono valutate entrambe tra 200.000 e 300.000 dollari. Il dipinto A30 di Mohamed Melehi, realizzato nel 1962 durante gli anni romani dell’artista marocchino, dovrebbe invece raggiungere tra 100.000 e 150.000 dollari.

Un traguardo storico: dal 2006 di Dubai al 2026 di Abu Dhabi

Per gran parte di questi due decenni, Dubai e Abu Dhabi hanno occupato ruoli diversi nell’ecosistema artistico degli Emirati. Dubai ha sviluppato una solida rete di gallerie e fiere, mentre Abu Dhabi ha investito in un enorme progetto museale concentrato sull’isola di Saadiyat. Quella distinzione oggi appare meno netta: Christie’s, che aveva contribuito a lanciare Dubai come centro d’asta, scommette adesso su Abu Dhabi per una vendita costruita non attorno ai nomi occidentali più blasonati, ma su artisti della regione MENA.

Collezioni di rilievo e domanda crescente dei collezionisti

Otto opere della vendita provengono dalla Dalloul Collection di Beirut, cinque dalla Barjeel Art Foundation di Sharjah: entrambe le collezioni, guidate rispettivamente da Basel Dalloul e Sultan Sooud Al Qassemi, figurano nella Top 200 Collectors list di ARTnews. Non è un dettaglio secondario: lo scorso novembre, la vendita londinese di Christie’s dedicata proprio alla Dalloul Collection aveva incassato 4,1 milioni di sterline, con il 93% del valore venduto e l’85% dei lotti aggiudicati. Oltre metà dei lotti aveva superato la stima massima e otto record d’asta erano stati stabiliti nel corso della serata. Il 38% degli acquirenti era nuovo per Christie’s, con il 21% appartenente alla generazione dei millennial, segnale di una base di collezionisti in espansione. Tra i risultati più significativi, Poem di Saloua Raouda Choucair aveva raggiunto 393.700 sterline, il 363% sopra la stima massima, mentre Untitled di Sliman Mansour aveva toccato 323.850 sterline, l’80% sopra stima.

Il mercato dell’arte di Abu Dhabi cresce tra musei, Sotheby’s e Frieze

Perché conta: la scelta di Abu Dhabi arriva in un momento in cui la città sta rapidamente affiancando un mercato commerciale dell’arte all’infrastruttura culturale costruita nell’ultimo ventennio. Il Louvre Abu Dhabi è ormai consolidato e il Guggenheim Abu Dhabi apre l’11 dicembre 2026, proprio mentre Frieze e Sotheby’s intensificano la loro presenza in città. Nel 2024, il fondo sovrano ADQ, con sede ad Abu Dhabi, ha investito 1 miliardo di dollari nelle casse di Sotheby’s, un dato che spiega bene l’interesse strategico del capitale locale per il settore.

Sotheby’s e Frieze Abu Dhabi nell’espansione regionale

Sotheby’s ha inaugurato una nuova sede ad Abu Dhabi nel 2025, descritta come parte di un “impegno di lungo periodo” verso i collezionisti della regione: il programma culmina nella Collectors’ Week, all’inizio di dicembre 2026, con asta di gioielli, orologi, auto e immobili, oltre a una mostra che spazia dagli antichi maestri all’arte contemporanea. Nel frattempo, dal 19 al 22 novembre, debutta Frieze Abu Dhabi a Manarat Al Saadiyat, con 84 gallerie da 64 città e 37 paesi, tra cui nomi come Gagosian, Pace, Thaddaeus Ropac e Timothy Taylor. La fiera nasce in collaborazione con il Department of Culture and Tourism di Abu Dhabi e raccoglie l’eredità dei 17 anni di attività di Abu Dhabi Art. L’entusiasmo, tuttavia, è stato in parte frenato dal conflitto in corso in Iran, che ha creato preoccupazioni logistiche e di sicurezza, con costi di spedizione ai massimi storici e sospensioni di voli verso alcune città del Golfo. Nonostante questo, i collezionisti della regione restano attivi: dopo un rallentamento nei momenti di massima tensione politica, l’attività è ripresa rapidamente.

Le prospettive del settore: la voce di Christie’s

“Quest’anno segna vent’anni dalla prima asta di arte moderna e contemporanea di Christie’s a Dubai”, ha dichiarato Meagan Kelly Horsman, managing director di Christie’s UAE, sottolineando la “crescente riconoscibilità internazionale degli artisti mediorientali” nel corso di questi due decenni. Resta da capire se Christie’s intenda rendere le aste ad Abu Dhabi un appuntamento fisso o se questa vendita resti un episodio legato all’anniversario: la scelta della città, in ogni caso, è già di per sé un segnale eloquente sulla direzione che il mercato dell’arte del Golfo sta prendendo.

FAQ

Qual è il significato dell’asta di Christie’s ad Abu Dhabi nel 2026?

Segna il ventesimo anniversario di Christie’s negli Emirati Arabi Uniti e la sua prima asta di fine art ad Abu Dhabi, evidenziando la crescita del mercato artistico della città.

Che tipo di opere saranno presenti nell’asta MAWASIM di Christie’s?

La vendita comprenderà oltre 70 opere di arte moderna e contemporanea mediorientale e nordafricana, firmate da artisti di rilievo della regione.

Come si è evoluta la scena artistica di Abu Dhabi rispetto a quella di Dubai negli ultimi 20 anni?

Dubai ha sviluppato una consistente scena di gallerie e fiere, mentre Abu Dhabi si è concentrata sulla costruzione di grandi istituzioni culturali; oggi la capitale sta però espandendo anche il proprio mercato commerciale dell’arte.

Che ruolo giocano i collezionisti e le istituzioni regionali nell’asta in arrivo?

Collezioni importanti come la Dalloul Collection e la Barjeel Art Foundation conferiscono opere alla vendita, riflettendo un forte coinvolgimento dei collezionisti della regione.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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