Il celebre Hippopotamus Bar di François-Xavier Lalanne stabilisce un nuovo record d’asta, confermando la forza del mercato internazionale per le sue sculture funzionali.
Come il nuovo Hippopotamus Bar ha battuto ogni record d’asta
Il 10 dicembre 2025 un raro Hippopotamus Bar del 1976 di François-Xavier Lalanne ha superato di gran lunga le stime, raggiungendo 31,4 milioni di dollari dopo una gara serrata di 26 minuti. L’opera, proposta da Sotheby’s, ha fissato il nuovo massimo d’asta per lo scultore francese, segnando un passaggio chiave nell’evoluzione dei valori delle sue opere.
La scultura, in rame martellato a mano, acciaio e legno, assume la forma di un ippopotamo, animale totemico per l’artista. Tuttavia non è solo una figura zoomorfa: l’opera nasconde un articolato bar, con vani celati per portabottiglie, secchiello per il ghiaccio, vassoio per gli hors d’oeuvre e spazi per i bicchieri. Questa combinazione di scultura e design d’uso è centrale per il suo fascino collezionistico.
Perché questo esemplare di Hippopotamus Bar è unico
Il pezzo venduto proviene da una commissione della mecenate Anne Schlumberger, figura di spicco del collezionismo europeo del secondo Novecento. Il bar ippopotamo si presenta come un piccolo palcoscenico domestico, un “teatro di possibilità” dove la funzione pratica si intreccia con l’immaginario ludico tipico di Lalanne.
Inoltre, si tratta del primo e unico esemplare in rame dell’intera serie Hippopotamus Bar, concepito come prototipo per le edizioni successive. La sua natura di pièce unique accresce la rarità e giustifica in parte il risultato record. L’opera era accompagnata da due disegni preparatori, un elemento che contribuisce a rafforzarne la storicità e la desiderabilità sul mercato.
Quali altri lavori dei Lalanne erano inclusi nella vendita Schlumberger
Il bar-ippopotamo guidava una selezione significativa di opere su commissione realizzate da Lalanne e dalla moglie Claude Lalanne. Tra i lotti spiccava una poltrona in bronzo con patina dorata, progettata da Claude, decorata da tralci vegetali e scimmie, aggiudicata per 1 milione di dollari. A questa si affiancava una coppia di cancelli in bronzo, anch’essi di Claude, creati per il giardino di Schlumberger, che ha raggiunto 787.400 dollari.
Queste opere evidenziano il ruolo dei Lalanne nell’ambito del design d’autore, dove i confini tra arredo, scultura e architettura di giardino risultano volutamente sfumati. Inoltre confermano la capacità della coppia di dialogare con gli spazi privati dei committenti, trasformandoli in scenografie quotidiane.
Cosa racconta la collezione di Anne Schlumberger
In una dichiarazione diffusa prima della vendita, la famiglia Schlumberger ha sottolineato come la collezione della madre rispecchiasse “l’ampiezza della sua curiosità” e la sua attitudine a creare collegamenti tra discipline diverse. Il nucleo riuniva infatti pittura, scultura, design e gioiello in un percorso tanto spontaneo quanto sorprendente.
Per Anne Schlumberger il collezionismo non era un fatto di mera decorazione, ma uno strumento per attivare relazioni e conversazioni tra opere e persone. Inoltre, secondo i familiari, l’Hippopotamus Bar e molti altri pezzi della sua casa incarnavano il suo senso di meraviglia, il gusto per l’ironia e un forte amore per la vita quotidiana resa speciale dall’arte.
Come si è evoluto il mercato di François-Xavier Lalanne
Il risultato ottenuto dal bar ippopotamo si inserisce in una dinamica di mercato già in forte crescita. Nel 2023 il precedente record per François-Xavier Lalanne era stato fissato a 19,4 milioni di dollari con la scultura Rhinocretaire I (1964), venduta da Christie’s. L’opera, anch’essa ibrida, celava al suo interno un bar e una scrivania, confermando l’interesse dei collezionisti per le sue creazioni funzionali.
Nel 2025 si sono registrati altri risultati di rilievo: la scrivania Grand Rhinocrétaire II ha raggiunto 16,4 milioni di dollari, mentre l’Ostrich Bar ha toccato i 12,5 milioni di dollari, entrambi passati in asta da Sotheby’s. Rispetto al nuovo record di 31,4 milioni, questi valori mostrano un’ascesa rapida nella fascia alta del mercato dei Lalanne.
Qual è il ruolo delle collezioni private nei risultati dei Lalanne
Il successo dell’asta Schlumberger si inserisce in una serie di vendite provenienti da importanti collezioni private. La white-glove auction della raccolta di Pauline Karpidas da Sotheby’s Londra ha visto la vendita di nove opere firmate Les Lalannes, con aggiudicazioni comprese tra 930.000 e 4,9 milioni di dollari. In quel contesto, lo specchio e l’applique Végétale di Claude hanno totalizzato 4,8 milioni di dollari.
Questi risultati indicano come la provenienza da collezioni note contribuisca in modo decisivo alla costruzione del valore. Inoltre, il confronto tra i lotti di Schlumberger e Karpidas mette in luce una costanza di domanda nella fascia alta, con una competizione intensa per i pezzi più rari, complessi e legati a storie collezionistiche ben documentate.
Chi erano Claude e François-Xavier Lalanne
Claude e François-Xavier Lalanne si incontrano a Parigi nel 1952. Da allora lavorano fianco a fianco nello studio di Ury, a sud della capitale francese. La loro produzione, che conta diverse migliaia di opere, esplora in modo sistematico il mondo animale e vegetale, trasformando tavoli, sedute, cancelli e contenitori in presenze scultoree abitate dal fantastico.
La coppia ha sempre perseguito una sintesi tra funzionalità e immaginazione, creando oggetti d’uso che sono al tempo stesso sculture autonome. Claude muore nel 2019, François-Xavier nel 2008, lasciando un’eredità sostenuta da un ampio patronato internazionale. Secondo l’Artnet Price Database, il loro mercato registra oggi almeno cinque opere oltre la soglia dei 10 milioni di dollari, dato che conferma il posizionamento nella fascia blue-chip del design da collezione.
Quali prospettive per il mercato dei Lalanne dopo questo record
Il nuovo primato del Hippopotamus Bar da 31,4 milioni di dollari rafforza l’idea di una domanda globale sostenuta per le opere dei Lalanne, in particolare per i pezzi unici o di prima generazione. Tuttavia, la concentrazione dei risultati più alti su esemplari funzionali e zoomorfi suggerisce un mercato selettivo, attento a riconoscere il pieno potenziale iconico solo a una parte della produzione.
Nel complesso, il caso Schlumberger evidenzia come la combinazione di rarità materiale, provenienza illustre e narrativa forte possa spingere le stime ben oltre i livelli recenti. Resta da osservare se i prossimi cataloghi d’asta confermeranno questa traiettoria o se i collezionisti adotteranno un approccio più prudente dopo un risultato così eclatante.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


