Le lettere di John Keats a Fanny Brawne, un insieme sottratto anni fa e poi riemerso, andranno all’asta da Sotheby’s New York a giugno, con una stima tra 1,5 milioni e 2,5 milioni di dollari.
Perché questo nucleo epistolare conta tanto?
Si tratta di otto lettere di Keats, rilegate in un volume di pelle, scritte tra 1819 e 1820. In quei mesi il poeta romantico, colpito dalla tubercolosi, affidava spesso alla scrittura la relazione con la fidanzata.
Keats e Brawne si conobbero a Hampstead, vicino a Londra. Al fratello, il poeta descrisse lei come “beautiful and elegant, graceful, silly, fashionable, and strange”. I due si fidanzarono in segreto alla fine del 1819.
Cosa rivelano le lettere di Keats sul rapporto tra i due?
Il carteggio fa parte di un corpus più ampio di quasi 40 lettere. Dentro quelle pagine convivono l’ardore dell’amore giovane, la riflessione sulla bellezza, la fama e la propria mortalità. Keats sarebbe morto a Roma nel 1821, a 23 anni.
Tuttavia, il nucleo più prezioso è anche quello più fragile sul piano storico. La prima lettera nota, datata luglio 1819, fu scritta durante l’autoesilio sull’Isola di Wight. Il poeta la compose al mattino, definendolo “the only proper time” per scrivere a una ragazza amata.
In quella lettera, Keats immaginava per entrambi una breve metamorfosi in farfalle per tre giorni d’estate, perché “such days with you” avrebbero potuto contenere più piacere di cinquanta anni comuni. È una delle formulazioni più note della sua prosa amorosa.
Come sono sopravvissute e perché non portano quasi mai timbri?
Sette lettere su otto non hanno timbri postali. La ragione è semplice: venivano recapitate a mano. Keats era convalescente a Wentworth Place, mentre Brawne viveva nella casa accanto con la madre, Frances, che talvolta faceva da infermiera.
Detto ciò, la vicinanza non attenuava l’ansia. In una lettera del febbraio 1820, Keats scrisse che la malattia stava tra lui e lei come una barriera. Aggiunse che pensieri simili gli erano sembrati deboli quando era in salute, mentre ogni battito era per Fanny.
Dopo la morte del poeta, Brawne nascose le lettere. Alla sua scomparsa passarono ai tre figli avuti con Louis Lindo, mercante ebreo. Nel 1878 accettarono di pubblicarle, ma nel 1885 le vendettero, suscitando riprovazione pubblica.
Come reagì Oscar Wilde?
Oscar Wilde condannò apertamente quella vendita. Scrisse: “These are the letters which Endymion wrote, to one he loved in secret, and apart”. Aggiungeva che i mercanti del mercato d’asta contrattavano per ogni nota macchiata.
Il giudizio di Wilde ha contribuito a fissare il valore simbolico del carteggio, ben oltre quello economico. Il dossier è diventato un caso di storia letteraria, oltre che di mercato.
Chi le possedeva e come sono riemerse?
All’inizio del XX secolo, le otto lettere entrarono nella collezione di John Hay Whitney. La famiglia aveva costruito la propria ricchezza con editoria e finanza, e viveva nella tenuta di Manhasset, Long Island.
Tuttavia, negli anni Ottanta le lettere furono rubate insieme ad altri 27 libri rari. Il caso ha trovato solo una soluzione parziale lo scorso anno, quando un uomo si presentò da B&B Rare Books a Manhattan chiedendo aiuto per vendere i testi di Keats, insieme a opere di Wilde e dei fratelli Grimm.
I librai non credettero alla storia del lascito. Chiesero di trattenere i volumi mentre venivano calcolate le stime e poi avvertirono le autorità. Ad aprile di quest’anno, 17 libri sono stati restituiti ai discendenti Whitney dall’Antiquities Trafficking Unit dell’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan.
La presentazione pubblica avverrà a Sotheby’s Londra tra il 12 e il 15 maggio, prima del trasferimento negli Stati Uniti per la vendita del 24 giugno nella sezione Fine Books and Manuscripts. Nel complesso, si tratta di uno dei più importanti carteggi d’amore della lingua inglese.
Le lettere di John Keats a Fanny Brawne uniscono valore letterario, storia collezionistica e un raro intreccio di perdita e sopravvivenza. Per questo l’asta di giugno attirerà l’attenzione di bibliofili, collezionisti e studiosi.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


