La nuova edizione di Art Basel 2026 si apre sotto il segno dell’essenzialità, confermando la solidità del collezionismo europeo. Nonostante le recenti incertezze globali, l’andamento del mercato dell’arte mostra segnali di ripresa con transazioni milionarie fin dalle prime ore della fiera basilese.
Come sta cambiando il mercato globale?
I dati pubblicati nell’ultimo rapporto di UBS indicano che il mercato dell’arte globale registra una crescita del 4%. Inoltre, le recenti aste di New York dello scorso maggio confermano questa tendenza positiva.
Tuttavia, il settore vive una fase di riorganizzazione strutturale. Le recenti indiscrezioni sulla galleria Pace, diffuse prima dell’apertura, hanno sollevato qualche timore tra gli operatori. Detto ciò, i padiglioni svizzeri hanno registrato un afflusso continuo di acquirenti, soprattutto europei.
Quali sono i capolavori sold-out più costosi?
Le vendite della giornata inaugurale hanno confermato l’interesse per le opere storiche di grande rilievo. Ad esempio, la galleria Thaddaeus Ropac ha subito registrato transazioni a sei e sette cifre.
Spicca la vendita di Peinture 146 x 97 cm di Pierre Soulages per circa 3 milioni di dollari. A questa si aggiunge un dipinto di Helen Frankenthaler, scambiato per la stessa cifra. Inoltre, un’opera di Lucio Fontana è stata ceduta per 1,8 milioni di euro.
I grandi protagonisti del piano terra
In contrasto con l’anno precedente, le quotazioni record non si sono fatte attendere. Presso lo stand di Hauser & Wirth, un dipinto en plein air di Pablo Picasso del 1963 è stato venduto per 35 milioni di dollari.
Inoltre, David Gray ha ceduto un interno di David Hockney per 8,5 milioni di dollari. Anche l’italiano Alighiero Boetti ha brillato grazie alla galleria Tornabuoni Arte, che ha subito venduto un ricamo della serie Tutto.
Massimo De Carlo ha confermato che il clima generale invita alla cautela, pur mostrando ottimi segnali. La galleria ha venduto tre opere di John Armleder e un lavoro di Pietro Roccasalva per cifre comprese tra 50.000 e 130.000 euro.
| Artista | Opera | Prezzo / Valutazione | Galleria |
| Pablo Picasso | Dipinto en plein air (1963) | 35.000.000 $ | Hauser & Wirth |
| David Hockney | Studio Interior #2 | 8.500.000 $ | Gray |
| Pierre Soulages | Peinture 146 x 97 cm | 3.000.000 $ | Thaddaeus Ropac |
| Helen Frankenthaler | Sudden Wave | 3.000.000 $ | Thaddaeus Ropac |
| Lucio Fontana | Concetto spaziale, Attese | 1.800.000 € | Thaddaeus Ropac |
Chi sono le stelle dell’ultra-contemporaneo?
La fiera non vive solo di maestri storici. Tra le nuove proposte, Gladstone ha presentato una tela di Yoseph Yaeger venduta per 477.300 dollari. Nel frattempo, David Zwirner ha esposto un dipinto recente di Victor Man.
Nel complesso, gli artisti giovanissimi continuano a generare transazioni estremamente rapide. Spesso le loro opere vengono vendute più velocemente rispetto ai maestri storici del Novecento, a dimostrazione di una forte domanda speculativa.
Come si posizionano le gallerie italiane?
La presenza italiana si conferma solida e distribuita in tutte le sezioni principali della fiera svizzera. Oltre ai nomi storici, diverse gallerie nazionali hanno proposto progetti curatoriali di altissimo livello.
Ad esempio, la bolognese P420 ha registrato ottimi riscontri da istituzioni internazionali. Il dipartimento del Centre Pompidou ha manifestato forte interesse per le installazioni di Adelaide Cioni e June Crespo.
I debutti e le celebrazioni storiche
Mazzoleni ha celebrato i suoi quarant’anni di attività con un progetto multidisciplinare. La galleria ha esposto una suggestiva struttura modulare bianca creata da Agostino Bonalumi nel 1970 per la Biennale di Venezia.
Tuttavia, anche i debutti hanno riscosso grande successo scientifico e commerciale. La galleria Berry Campbell, al suo primo anno a Basilea, ha venduto opere storiche di artiste espressioniste astratte per oltre 500.000 dollari.
Nel complesso, Art Basel 2026 riafferma il proprio ruolo di capitale indiscussa per l’arte contemporanea mondiale. Nonostante i cambiamenti strategici globali, la città svizzera mantiene intatto il suo fascino rituale, attirando importanti collezionisti d’arte europei.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


