L’asta di Design Lab di Cambi riunisce arredi e oggetti storici, ripercorrendo la nascita del modernismo italiano e internazionale attraverso una selezione mirata di lotti.
Che cosa propone l’asta Design Lab di Cambi
Il 24 febbraio 2026, a Genova, Cambi Casa d’Aste inaugura la Live Auction 1133 “Design Lab”, una sessione unica che comprende 479 lotti dedicati al design storico italiano e internazionale. La vendita attraversa un ampio arco cronologico, dagli inizi del Novecento agli anni Cinquanta, con particolare attenzione alle scuole e ai maestri che hanno definito il gusto moderno.
In catalogo figurano mobili, lampade, specchi e oggetti d’autore, con una forte presenza di manifatture veneziane e protagonisti del modernismo lombardo. Inoltre, il taglio curatoriale costruisce un racconto coerente sugli sviluppi del progetto d’interni in Europa nella prima metà del XX secolo.
Quali designer storici emergono nella selezione?
Tra i nomi di spicco spiccano Gio Ponti, Barovier & Toso, Max Ingrand, Paolo Buffa e Osvaldo Borsani, insieme alle storiche fornaci di Murano. La presenza incrociata di architetti, progettisti di interni e maestri vetrai restituisce un panorama articolato del design europeo del periodo.
Tuttavia, la vendita non si limita alle sole firme più note. Il catalogo intreccia infatti nomi affermati e produzioni di manifatture storiche, creando un contesto adatto sia a collezionisti esperti sia a chi si avvicina per la prima volta al mercato del design d’epoca.
Il vetro di Murano centrale in questa asta Cambi di design
Un ruolo di rilievo è riservato al vetro artistico, emblema della produzione muranese del Novecento. In questo ambito si distingue il lotto 39 attribuito a Barovier & Toso, raffinata testimonianza della tradizione vetraria veneziana.
Il lotto comprende una lampada in vetro soffiato che mette in evidenza la ricerca formale e la cosiddetta “eleganza luminosa” propria delle fornaci di Murano. L’esemplare è accompagnato da una stima di 1.500–2.000 euro, fascia che lo rende potenzialmente accessibile rispetto ai record del segmento.
Quali sono i lotti chiave dell’asta Cambi firmati da Max Ingrand e dagli Scarpa?
Di particolare interesse per il collezionismo del dopoguerra è il lotto 61 di Max Ingrand, figura chiave nella ricostruzione e nella cultura della luce nel secondo Novecento. Il lotto riunisce quattro appendiabiti modello 1997, riconoscibili per le linee essenziali e l’impiego di materiali di alta qualità, con una stima di 1.500–2.000 euro.
Detto ciò, il catalogo valorizza anche il design imbottito italiano. Il lotto 237, attribuito ad Afra e Tobia Scarpa, propone un divano Soriana con struttura in tubolare cromato e rivestimento in tessuto, esempio di equilibrio tra comfort e ricerca formale, stimato 4.000–6.000 euro.
Come si chiude l’asta di design di Cambi con Andrea Salvetti
La sequenza dei lotti trova una conclusione significativa con il numero 464, firmato da Andrea Salvetti. Si tratta di un mobile contenitore che coniuga funzione ed eleganza, inserendosi idealmente nel dialogo tra artigianato artistico e design contemporaneo.
La stima compresa tra 8.000 e 10.000 euro colloca questo pezzo nella fascia alta della vendita. Inoltre, la sua posizione conclusiva nel catalogo ne sottolinea il ruolo di sintesi tra memoria del progetto e linguaggi più recenti del collezionismo di arredi.
Design Lab per il mercato del design
L’insieme dei lotti offre una panoramica coerente sull’evoluzione del progetto d’interni in Europa nella prima metà del Novecento, con un’attenzione specifica alla produzione italiana. Nel complesso, la vendita si presenta come un laboratorio di lettura storica del design, in cui ogni pezzo contribuisce a definire una mappa di riferimenti stilistici e produttivi.
L’asta costituisce un’opportunità interessante per collezionisti e appassionati: accanto agli oggetti più iconici compaiono proposte con stime contenute, che permettono di accedere a firme storiche con budget calibrati. In questo senso, la selezione conferma la vitalità del settore nel mercato contemporaneo e ribadisce il ruolo delle case d’asta come osservatori privilegiati dei trend del design storico.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


