La recente asta di arte moderna e contemporanea di Il Ponte del 26, 27 e 28 maggio 2026 ha superato €4,7 milioni, con il 90% dei lotti venduti e una rivalutazione media del 198%.
Perché questa vendita conferma la solidità del mercato?
La sessione d’asta di Il Ponte, articolata in quattro tornate, ha confermato la forza della domanda internazionale. Ha pesato anche il segmento dedicato a Old Master Prints and Artist’s Multiples, sempre più seguito.
Il risultato riflette un mercato attento a opere di qualità museale e a selezioni costruite con rigore. Inoltre, l’interesse ha premiato lavori con una storia espositiva solida e riconoscibile.
Nel complesso, la vendita ha mostrato una platea ampia e competitiva, con attenzione crescente per artisti storicizzati e per opere già validate dal sistema museale.
Quali artisti hanno guidato i risultati più alti?
Josef Albers è stato il protagonista della tornata con Study for Homage to the Square: Full Tenor (1959), aggiudicato a €384.000. Il dato conferma la tenuta dell’astrazione geometrica della seconda metà del Novecento.
Tuttavia, uno dei passaggi più rilevanti è arrivato con Leonor Fini. Il suo Portrait d’Italo Svevo (1928) ha raggiunto €358.400, segnando il record per una sua opera giovanile.
Dopo una gara serrata tra collezionisti, il dipinto è stato acquistato dalla Fondazione CRTrieste. Il caso evidenzia il ruolo crescente delle istituzioni nella tutela del patrimonio culturale.
Detto ciò, il risultato rafforza anche la rilettura critica di Fini. Oggi l’artista è al centro di una più ampia attenzione museale e internazionale.
Come si sono comportati gli altri maestri del Novecento?
Tra i risultati più solidi figurano Giorgio Morandi con Fiori (1946), venduto a €256.000, e Alberto Magnelli con Entente secrète (1948), fermo a €102.400.
Hanno seguito Felice Casorati con Fanciulla che dorme (1955), a €96.000, e Massimo Campigli con Ragazza con abito verde / Composizione e figure / Tre figure (1956), a €83.200.
Questi valori confermano la stabilità del mercato per i principali maestri della pittura italiana del ventesimo secolo. Inoltre, mostrano una domanda ancora selettiva ma consistente.
Quale spazio hanno trovato scultura e ricerca sperimentale?
Importante anche Medardo Rosso, presente con Enfant juif, venduto a €89.600. Si tratta di un esempio raro della sua ricerca pionieristica.
Accanto a lui, ha trovato interesse anche la scultura di Alberto Viani, Nudo seduto (1949), aggiudicata a €83.200. Il dato conferma l’attenzione verso opere tridimensionali ben documentate.
Infine, il segmento del secondo dopoguerra italiano ha registrato riscontri convincenti con Salvo, Una sera, venduto a €128.000, Enrico Baj, Commandeur, a €96.000, e Mario Schifano, Dada Festival, a €89.600.
Nel complesso, la vendita restituisce un mercato più consapevole e internazionale, lontano da logiche speculative.
Premia invece opere di qualità museale e artisti storicamente consolidati, come dimostrano anche i risultati di Tate, MoMA e The Met.
Immagine: Leonor Fini ”Portrait d’Italo Svevo” 1928, olio su tavola, cm 54×45,5. Venduto per € 358.400

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


