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Asta Okada Museum da record rilancia il mercato dell’arte asiatica

La vendita delle opere dell’Okada Museum of Art ha acceso i riflettori sul mercato dell’arte asiatica, con un’asta da record a Hong Kong.

Come si è svolta l’asta dell’Okada Museum of Art?

Sabato, da Sotheby’s Hong Kong, sono stati messi in vendita 125 capolavori provenienti dal museo giapponese fondato da Kazuo Okada. Tutte le opere sono state aggiudicate, garantendo alla vendita lo status di “white-glove”. L’incasso complessivo ha raggiunto l’equivalente di 88 milioni di dollari (più commissioni), superando nettamente una stima iniziale che la casa d’aste indicava come “superiore a 50 milioni di dollari”.

Secondo Nicolas Chow, Presidente di Sotheby’s Asia e responsabile mondiale per l’arte asiatica, si è trattato della collezione di arte dell’Estremo Oriente più significativa arrivata in asta negli ultimi anni. Inoltre, l’operazione ha fissato due record d’asta per gli artisti giapponesi Kitagawa Utamaro e Hokusai, consolidando il peso di questa raccolta nel panorama internazionale.

Quali sono stati i top lot e i nuovi record?

Il lotto più conteso è stato Fukagawa in Snow di Utamaro, realizzato agli inizi del XIX secolo. L’opera è stata aggiudicata a un collezionista privato giapponese per 7,1 milioni di dollari, dopo oltre 30 rilanci. Questo risultato ha sancito un nuovo massimo in asta per l’artista, confermando la forte domanda per i maestri dell’ukiyo-e.

Non meno rilevante è stato il risultato per The Great Wave Off the Coast of Kanagawa (1830–32), l’iconica xilografia di Hokusai.

L’opera, tra le più celebri immagini dell’arte giapponese, ha quasi triplicato la stima massima, raggiungendo 2,8 milioni di dollari, anch’essa acquistata da un collezionista privato giapponese. In questo caso la gara è durata circa otto minuti, con più di 20 offerte complessive.

La stampa fa parte della serie “Trentasei vedute del Monte Fuji”, tra i cicli più studiati nella storia dell’incisione giapponese. Alcuni esemplari di questa serie sono oggi conservati in importanti musei occidentali: il British Museum di Londra ne possiede tre, il Metropolitan Museum of Art quattro, mentre il Maidstone Museum nel Regno Unito ne custodisce uno.

Quali altri lotti hanno superato il milione di dollari?

Nel complesso, 19 opere su 125 hanno superato 1,2 milioni di dollari, confermando la solidità dell’offerta. Tra queste spicca Ya Yi fanglei, antico bronzo rituale considerato una delle più importanti testimonianze superstiti di uno dei clan più influenti della dinastia Shang, aggiudicato per 4,9 milioni di dollari.

Altre aggiudicazioni di rilievo riguardano un vaso doucai con decorazione dorata “bajixiang” del periodo Qianlong, venduto a 4,3 milioni di dollari, e un vaso a bottiglia con bocca a fiore di loto, in celadone, databile all’epoca Yongzheng, che ha raggiunto 3,9 milioni di dollari. Tuttavia, è la combinazione tra rarità storica e provenienza museale a rendere questi risultati particolarmente significativi per i collezionisti.

Dopo la chiusura dell’asta, Chow ha sottolineato come la vendita abbia “affascinato i collezionisti in tutto il mondo, dal Giappone e dalla Cina fino all’Europa e agli Stati Uniti”, generando una competizione serrata e portando a un esito completamente venduto. Questa conclusione, ha aggiunto, rappresenta un segnale forte per il mercato dell’arte asiatica, testimonianza della costante attenzione di collezionisti esperti e nuovi verso opere di tale livello.

Perché Kazuo Okada ha deciso di vendere la collezione in asta?

La cessione dei 125 lavori dall’Okada Museum si inserisce nel lungo contenzioso tra Kazuo Okada e il magnate dei casinò Steve Wynn, 83 anni. Il fondatore del museo, anch’egli 83enne e miliardario, è stato presidente di Universal Entertainment Corp., società con sede a Tokyo attiva nel settore del gioco.

Okada ha venduto le opere all’asta per coprire un conto legale da 50 milioni di dollari, relativo alle spese maturate in anni di battaglie giudiziarie legate al suo rapporto con Wynn. La decisione conferma come, in determinati casi, i patrimoni artistici privati possano diventare strumenti per liquidare obbligazioni giuridiche di grande entità.

Come è nato e come si è incrinato il rapporto tra Okada e Wynn?

Decenni fa, Okada e Wynn avviarono un rapporto di amicizia e affari, che nel 2002 li portò a fondare insieme l’operatore alberghiero e di casinò Wynn Resorts, con sede a Las Vegas. Tuttavia, pochi anni più tardi, i loro rapporti si guastarono, tra accuse reciproche di pagamenti poco chiari a funzionari pubblici in Asia, a conferma della complessità del contesto regolatorio.

Nel 2012, Okada fu estromesso dalla carica di vicepresidente di Wynn Resorts e la società procedette al riscatto, con sconto, della quota del 20% detenuta da Universal Entertainment nel capitale. La valutazione dell’operazione fu immediatamente contestata in tribunale, dando il via a una lunga disputa giudiziaria.

Nel 2018 si è giunti a un accordo stragiudiziale: Wynn e Wynn Resorts hanno accettato di versare 2,6 miliardi di dollari, chiudendo la controversia sulla rideterminazione del valore delle azioni. In questo scenario, le parcelle legali di okada sono progressivamente lievitate, fino a sfociare nel conto oggetto dell’attuale vendita di opere.

Qual è stato il contenzioso con lo studio legale di Okada?

Concluse le battaglie con Wynn, lo studio legale Bartlit Beck ha presentato a Okada una parcella complessiva di 50 milioni di dollari. L’imprenditore ha giudicato la cifra eccessiva e ha contestato l’importo. Tuttavia, lo studio ha fatto valere le proprie richieste in un arbitrato vincolante, ottenendo pieno riconoscimento del credito.

Di conseguenza, ora Okada deve onorare il pagamento. In questo contesto, la liquidazione di parte della collezione dell’Okada Museum a Hong Kong rappresenta uno strumento immediato per reperire la somma. Operazioni di questo tipo mostrano come il valore dell’arte possa trasformarsi rapidamente in liquidità a fronte di vincoli giudiziari o finanziari.

Dove si trova e che ruolo ha l’Okada Museum of Art?

L’istituzione fondata da Okada si trova immersa nei boschi nella zona montuosa di Hakone, all’interno del Parco Nazionale Fuji-Hakone-Izu, a ovest di Tokyo. Il museo ha aperto al pubblico nel 2013 e custodisce una vasta selezione di arte giapponese e asiatica, dallo stile classico a quello moderno.

Rispetto a molte collezioni permanenti, la raccolta di Okada è stata costruita anche con un’attenzione particolare alla qualità museale e alla rarità delle opere. Detto ciò, la recente asta di Hong Kong conferma come, pur nascendo con una vocazione espositiva, questi patrimoni possano essere mobilitati strategicamente nel quadro di esigenze economiche o legali complesse.

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