Art Basel Awards 2026 amplia il proprio raggio d’azione con 33 Medalists internazionali. Il programma, realizzato in partnership con BOSS, premia artisti, curatori, patroni e istituzioni che stanno ridisegnando la produzione culturale.
Che cosa racconta la seconda edizione?
La seconda edizione mostra un progetto ormai definito nella pratica. Dalle nuove commissioni al sostegno a lungo termine, Art Basel consolida una rete di relazioni con i suoi Medalists.
Tuttavia, il dato più rilevante è la composizione del gruppo scelto. La selezione attraversa geografie, discipline e generazioni, con un approccio che punta sull’interscambio tra prospettive diverse.
Nel complesso, l’iniziativa conferma la volontà di Art Basel di agire non solo come piattaforma espositiva, ma anche come motore di produzione e scoperta. Rientrare in una lista del genere, prodotta da un’istituzione come Art Basel non fornisce nessuna sicurezza – certo – sul futuro di questi artisti ma di sicuro lascia ben sperare che possano diventare artisti su cui puntare. Il processo si basa su nomination anonime e su una giuria di nove esperti internazionali.
Come si compone la selezione del 2026?
I riconoscimenti coprono nove categorie e premiano sia l’eccellenza artistica sia le figure che sostengono il sistema. Quindici artisti sono inclusi nelle sezioni Emerging, Established e Icon.
Inoltre, diciotto Medalists vengono selezionati tra Cross-Disciplinary, Museum & Institution, Media and Storyteller, Patron, Allies e Curator. La logica non celebra un singolo risultato, ma pratiche capaci di lasciare un impatto duraturo.
La presenza di BOSS come presenting partner conferma un legame già solido con il mondo culturale. In contrasto con premi più verticali, questa formula prova a leggere l’ecosistema in modo trasversale.
Quali sono i nomi principali?
Nella categoria Icon figurano Barbara Kruger, Howardena Pindell e Jenny Holzer. Tra gli Emerging Artist compaiono Aziza Kadyri, Carla Gueye, Diego Marcon, Precious Okoyomon, Tiffany Sia e Farah Al Qasimi.
Tra gli Established Artist ci sono Apichatpong Weerasethakul, Arthur Jafa, Julie Mehretu, María Magdalena Campos-Pons, Rirkrit Tiravanija e Theaster Gates. Nella sezione Cross Disciplinary Creator emergono Laurie Anderson, Sumayya Vally e Kulapat Yantrasast.
La selezione comprende anche Diriyah Biennale Foundation, SAVVY Contemporary, The Brick di Los Angeles, Anton Vidokle, Hilton Als, Siddhartha Mitter, Mercedes Vilardell, Pamela J. Joyner, Teiger Foundation, Independent Curators International, New Curators, Studio Museum in Harlem Artist-in-Residence Program, Azu Nwagbogu, Diana Campbell e Stuart Comer.
Perché il Global South pesa così tanto?
La selezione 2026 mostra una forte presenza di artisti, curatori e istituzioni legati al Global South. I loro lavori affrontano storia coloniale, migrazione, giustizia climatica e trasformazione urbana.
Detto ciò, il raggio d’azione non si limita alle arti visive. Le pratiche premiate attraversano cinema, performance, musica, teatro, design, architettura e pubblicazione.
Questa ampiezza riflette un mondo dell’arte sempre più interconnesso. Le reti di patronato e ricerca stanno inoltre ridefinendo il modo in cui si costruiscono mostre e programmi pubblici.
Quali risultati attende Art Basel nei prossimi mesi?
I 33 Medalists saranno celebrati durante la fiera di Basel, in Svizzera, questo giugno. Alcuni parteciperanno anche alla serie pubblica di conversazioni guidate dagli artisti.
Inoltre, i Gold Awardees saranno scelti più avanti nel corso dell’anno tramite una revisione indipendente tra pari. L’annuncio è previsto durante la Official Art Basel Awards Night di Art Basel Miami Beach, in dicembre.
I Gold Awards nelle categorie artistiche garantiscono oltre USD 250,000 l’anno in sostegno flessibile. Il pacchetto include onorari, contributi filantropici e commissioni pubbliche ambiziose.
Tra i benefici figurano anche mentorship personalizzata, opportunità di partnership e accesso alla rete globale di Art Basel. Nel frattempo, i risultati della classe 2025 stanno già producendo effetti concreti in musei e istituzioni.
Nairy Baghramian e Ibrahim Mahama presenteranno due nuove opere pubbliche a Basel questo giugno, rispettivamente su Messeplatz e Münsterplatz. Cao Fei aprirà una grande mostra al Kunstmuseum Basel nel maggio 2026.
Più avanti nell’anno, Ibrahim Mahama presenterà una mostra importante alla Fondation Cartier. Saodat Ismailova ha aperto la sua prima personale negli Stati Uniti allo Swiss Institute nei primi mesi del 2026.
Inoltre, Lydia Ourahmane porterà un nuovo corpus di lavori alla Nicoletta Fiorucci Foundation di Venezia. Lubaina Himid rappresenterà il Regno Unito alla Biennale di Venezia 2026, mentre Raw Material Company avrà un ruolo centrale nell’edizione della stessa rassegna.
Il sostegno flessibile ha già prodotto effetti misurabili: Cecilia Vicuña ha destinato la sua donazione da USD 50,000 alla Fungi Foundation. Quest’anno debutta anche il Koyo Kouoh Fellowship, sviluppato con RAW Material Company.
Il programma dura tre anni e sostiene giovani curatori, writer e operatori culturali durante Art Basel a Basel nel 2026. La prima Fellow è Aisha Aliyu-Bima, curatrice, writer, fotografa, ricercatrice e archivista. Il progetto rende omaggio a Koyo Kouoh.
Le Art Basel Awards, realizzate con BOSS, puntano così a consolidare un modello che unisce riconoscimento, sostegno e impatto di lungo periodo. Il prossimo BOSS AWARD sarà assegnato alla Official Art Basel Awards Night durante Art Basel Miami Beach, in dicembre 2026.
Per approfondire il contesto istituzionale di Art Basel, il ruolo di BOSS e le dinamiche della Biennale Foundation, il quadro resta quello di un premio sempre più orientato alla continuità. La seconda edizione conferma una traiettoria chiara: sostenere chi sta già cambiando il sistema.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


