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A Roma, nuove scoperte archeologiche nel Parco delle Acacie

Nella capitale, emerge una nuova scoperta archeologica. Si tratta probabilmente di un luogo dedicato al culto di Ercole. È stato rivelato durante gli scavi della Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura nel Parco delle Acacie. Ci troviamo nella periferia romana, lungo la Via di Pietralata.

Sono state riportate alla luce due ampie vasche monumentali, un sacello che si ipotizza sia legato al culto di Ercole, più due tombe di età repubblicana.

Questo nuovo ritrovamento dimostra come in antichità Roma fosse una città diffusa. Reperti di pregio, infatti, si trovano anche lontani dal centro della metropoli originaria. Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma e responsabile per l’attuazione di un programma urbanistico nell’area del Parco delle Acacie 2, esprime il suo punto di vista. Sottolinea come le aree periferiche siano da esplorare e potrebbero essere depositarie di “memorie profonde”.

L’area archeologica

Le indagini, iniziate nell’ottobre del 2022, circoscrivono una vasta area di circa 4 ettari, e hanno la direzione scientifica di Fabrizio Santi. L’archeologo condivide le ipotesi al momento contemplate: le due vasche potrebbero aver avuto un uso sia cultuale che produttivo.

È stato innanzitutto messo in luce un asse viario sconosciuto che doveva collegare la Nomentana con la Tiburtina. Il tratto di strada si articola in due tratti distinti: uno, in terra battuta, è in prossimità di via di Pietralata; l’altro, vicino a via Feronia, è tagliato nel tufo.

L’area è interessata dal passaggio di un corso d’acqua, un fosso, che sfociava nell’Aniene.

Le scoperte del Parco delle Acacie

Sul pendio di tufo, sono stati scavati due corridoi distinti e paralleli (dromoi). I corridoi conducono rispettivamente a due tombe a camera (IV–inizio III secolo a.C.). La tomba A sfoggia una facciata monumentale e due camere a grotticella. La seconda, riferita probabilmente al capostipite di una famiglia facoltosa, ha un sarcofago in travertino.

Il piccolo edificio di culto è a pianta quadrangolare (4,5 per 5,5 metri). Ha murature in opera incerta di tufo e tracce di intonaco sulle pareti interne.
Nel sacello è stata trovata una base quadrata coperta di intonaco bianco, verosimilmente l’altare. Si sta cercando la base di allocazione di una statua. Si pensa potesse ospitare una scultura di Ercole, divinità tipica della via Tiburtina che collegava Roma a Tibur, ossia Tivoli. Nella città termale era infatti un grande santuario dedicato a Ercole Vincitore, protettore dei commerci.

Soprintendenza Speciale Roma

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