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Mercato dell’arte in Asia, Sotheby’s rilancia con la nuova guida

Il mercato dell’arte in Asia sta vivendo una fase di riposizionamento strategico, tra nuova domanda di collezionisti e importanti scelte gestionali delle grandi case d’asta.

Chi è Masumi Shinohara e come arriva a guidare Sotheby’s in Asia?

Nel aprile 2024 Masumi Shinohara, giapponese di nascita e cresciuto in Francia, entra in Sotheby’s Japan dopo una lunga carriera nel lusso. In precedenza aveva seguito le attività di Valentino in Giappone e Corea per tre anni, dopo esperienze in gruppi come Mitsubishi, L’Oréal ed Ermenegildo Zegna.

Prima di compiere un anno nel nuovo incarico, viene promosso amministratore delegato per l’Asia, succedendo a Nathan Drahi, figlio del proprietario di maggioranza di Sotheby’s, Patrick Drahi. La nomina arriva in una fase di profonda trasformazione per l’industria globale.

Il contesto è quello di un mercato che mostra segnali di ripresa dopo quasi tre anni di contrazione. Nel 2024 Sotheby’s e Christie’s hanno registrato un aumento delle vendite complessive, ma le aste serali autunnali di Hong Kong non hanno raggiunto le aspettative.

In che modo il lusso ha influenzato la visione di Shinohara?

Shinohara racconta ad Artnet di aver sempre percepito il mondo delle aste come profondamente intellettuale e, al tempo stesso, molto umano. A suo avviso, è un ambito in cui conoscenza, passione e relazioni generano risultati straordinari, coniugando narrazione del patrimonio e dinamiche di mercato.

La sua relazione con l’arte nasce però ben prima della carriera nel lusso. Nato in Giappone, è cresciuto a Parigi, dove ha vissuto complessivamente 23 anni. Il padre, affascinato dalla cultura francese, lo portava fin da bambino a Giverny, Auvers-sur-Oise, Barbizon e Firenze.

In famiglia si discuteva quotidianamente di mostre, con una particolare attenzione all’Impressionismo e all’arte moderna. Negli anni Ottanta e Novanta il padre gestiva a Parigi un’attività legata a marchi come Christian Dior e Fendi, il che permetteva al futuro dirigente di assistere alle sfilate.

Quando è stato contattato da Sotheby’s, Shinohara ha avuto la sensazione di vedere collegati i diversi “punti” del proprio percorso. Le esperienze personali con l’arte si sono intrecciate con ciò che aveva imparato nel lusso: valorizzare l’heritage, la manifattura, lo storytelling e la relazione con il cliente.

Come è cambiata Hong Kong con le nuove sedi per le aste?

Il 2025 ha rappresentato una svolta per il mercato delle aste in Asia. Le tre principali case internazionali, tra cui Sotheby’s, hanno potuto organizzare vendite dal vivo nei propri spazi a Hong Kong, superando il modello di grandi sessioni concentrate due volte l’anno in sedi esterne.

Con l’apertura di Sotheby’s Maison nel cuore di Central, la casa può pianificare un calendario annuale completo. Inoltre, gli spazi permanenti permettono di costruire un programma più articolato di vendite tematiche e curate, con una maggiore flessibilità.

Un esempio è la mostra di scultura “Corpus—Three Millennia of the Human Body“, allestita durante la settimana di Art Basel Hong Kong 2024. L’iniziativa ha attirato numerosi collezionisti internazionali presenti in città per la fiera.

Ora i lotti possono essere esposti per due o tre settimane prima dell’asta, mantenendo al contempo un’offerta dedicata ai clienti che preferiscono la riservatezza delle vendite private. Nel 2025 il volume di queste transazioni è cresciuto di quasi il 40 percento su base annua.

Più del 70 percento dei nuovi acquirenti è arrivato alla casa proprio attraverso le vendite private. Inoltre, l’afflusso garantito dalla posizione centrale ha generato una crescita media mensile delle vendite, tra private e retail, del 10 percento rispetto al 2024.

Qual è lo stato attuale del mercato dell’arte in Asia?

Shinohara si dice fiducioso per i prossimi mesi, alla luce dei risultati a Hong Kong, dove nel 2024 è stato registrato il più alto numero di nuovi offerenti degli ultimi 14 anni. Si tratta di un segnale rilevante per l’intera area.

Inoltre, i collezionisti asiatici partecipano sempre più alle aste globali. A novembre 2024, circa un terzo delle offerte nella vendita di punta di New York proveniva da compratori della regione, con un coinvolgimento trasversale alle categorie.

Un caso emblematico è l’acquisto, da parte di Valuence Japan Inc., della cosiddetta “Original Birkin” in un’asta a Parigi, per 10 milioni di dollari. Si tratta della borsa più costosa mai venduta all’asta, indicativa della forza della domanda asiatica per oggetti eccezionali.

Sotheby’s Asia ha inoltre ottenuto il primato per l’opera più preziosa venduta nel continente nel 2024. Si tratta di un antico rotolo calligrafico di Rao Jie, aggiudicato per 250 milioni di dollari di Hong Kong (pari a 32 milioni di dollari).

Detto ciò, non tutte le macro-aste hanno soddisfatto le previsioni, in particolare le evening sale di Hong Kong. Questo suggerisce un mercato selettivo, in cui i top lot eccezionali attirano ancora forte competizione, mentre altri segmenti risultano più prudenti.

Quali aree asiatiche offrono oggi il maggiore potenziale?

Per Shinohara, la priorità è rafforzare la copertura geografica e il rapporto con i clienti dell’area. La Cina continentale rappresenta ancora una fonte significativa di opportunità, nonostante la fase di aggiustamento economico.

Inoltre, il Sud-Est asiatico si sta affermando come regione dinamica, con particolare attenzione a Thailandia e Singapore. In questi Paesi è cresciuto il numero di family office, che possono diventare interlocutori chiave per collezionismo e investimento in beni da collezione.

Parallelamente, sono in aumento le attività provenienti dal Giappone e da Taiwan. Questi mercati, spesso considerati maturi, stanno mostrando un rinnovato interesse per le aste internazionali e per la diversificazione delle collezioni.

Come si comportano i nuovi collezionisti asiatici?

Secondo Shinohara è difficile parlare di un unico profilo asiatico, vista l’estrema eterogeneità dell’area. Tuttavia, osservando le abitudini emergono alcune tendenze condivise e alcune differenze interessanti tra i vari Paesi.

I giovani collezionisti giapponesi tendono spesso a iniziare da orologi o arte contemporanea locale, per poi spostarsi su altre categorie. In Cina, invece, il primo passo riguarda di frequente le opere di arte cinese, prima di un eventuale ampliamento.

Nel Sud-Est asiatico prevale l’interesse per gli artisti nazionali. In Vietnam, ad esempio, molti partono da Le Pho, mentre in Indonesia la porta d’ingresso è spesso rappresentata da Christine Ay Tjoe. Solo in un secondo momento si passa ad altri ambiti.

C’è però un denominatore comune: la tendenza al cross-category collecting. In Asia è molto più diffusa rispetto a Europa e Stati Uniti, con collezionisti che combinano arte moderna, contemporanea, design, oggetti storici e beni di lusso in un unico insieme coerente.

In che modo Sotheby’s intercetta i collezionisti del futuro

La strategia sviluppata per il mercato dell’arte in Asia alla Maison mira a raggiungere i futuri grandi collezionisti attraverso canali molteplici. Gli spazi di Hong Kong sono allestiti mescolando arte moderna e contemporanea, arte cinese, arredi del XIX secolo e libri, per proporre una visione “lifestyle” del collezionismo.

Inoltre, sono state avviate iniziative come masterclass dedicate, organizzate nei nuovi spazi. La casa ha anche intrapreso un tour presso diversi family office, presentando la Birkin record e opere appartenenti ad altre categorie, con l’obiettivo di illustrare la trasversalità dell’offerta.

Rispetto a un modello più tradizionale, questa impostazione vuole favorire percorsi di scoperta e connessioni tra categorie diverse. In questo modo, un appassionato di orologi può avvicinarsi alla pittura moderna, o un collezionista di arte cinese alla fotografia contemporanea.

Quale ruolo avranno lusso e oggetti alternativi nel mercato dell’arte in Asia

Shinohara riconosce il grande potenziale di categorie come il lusso, le borse iconiche o persino i fossili di dinosauro. Tuttavia, respinge l’idea di un passaggio strutturale dall’arte verso questi segmenti solo perché oggi registrano ottime performance.

Per Sotheby’s, le diverse categorie sono considerate complementari. Gli oggetti di lusso rappresentano un forte motore di crescita, ma l’arte mantiene un ruolo centrale nell’identità della casa d’aste e nell’ecosistema del collezionismo globale.

Nel complesso emerge l’immagine di un mercato asiatico selettivo, più maturo e articolato rispetto al passato, ma ancora in espansione. La sfida per gli operatori internazionali è accompagnare questa evoluzione, intercettando le nuove generazioni e valorizzando, al tempo stesso, la profondità storica delle raccolte.

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