HomeArte digitaleVDA Award 2025 – Arte e tecnologia per raccontare il futuro

Related Posts

VDA Award 2025 – Arte e tecnologia per raccontare il futuro

Dodici visioni creative per un racconto collettivo: è da questa idea che nasce la seconda edizione del VDA Award, il premio dedicato al dialogo tra arte e tecnologia digitale.

Le opere finaliste e la vincitrice sono state presentate in occasione di Z!ng – Zone of Innovation & Growth, il 23 e 24 ottobre, al Palacongressi di Rimini.

Niro Perrone, augmented irreality, VDA2025, Courtesy dell’artista

A guidare la selezione, il curatore Davide Sarchioni insieme ad Alex Tiezzi (Var Digital Art by Var Group). Il comitato scientifico è invece composto da Cesare Biasini Selvaggi, Ivan Quaroni, Gemma Fantacci e Serena Tabacchi. L’obiettivo: restituire una mappa attuale e sfaccettata di linguaggi ibridi che interrogano il presente, tra realtà virtuale, corpi glitchati e visioni post-umane.

2022 Future Bodies, Martina Mengon, VDA2025, Courtesy dell’artista

Oltre ai finalisti hanno partecipato Manuel Gardina, Giovanni Motta, Fabio Giampietro, Niro Perrone, Lorenza Liguori, Daniele Di Donato e Pascal Greco. Tra le opere finaliste si distinguono quelle di Matteo Mauro, The Cool Couple e Quiet Ensemble, Martina Menegon. La vincitrice assoluta è Auriea Harvey, pioniera della Net Art.

Auriea Harvey, la vincitrice del VDA Award 2025

Auriea Harvey è un’artista pioniera della Net Art. Fonde scultura, installazione e ambienti virtuali in un linguaggio attraversato da epoche e dimensioni. Le sue figure digitali «abitano spazi sospesi tra fisico e virtuale, dove archetipi mitologici si confrontano con la percezione contemporanea della presenza». L’artista spiega: «La scultura digitale è nata come una scansione 3D che ho fatto di mia nipote e suo figlio mentre dormivano… Mi ricordava la Pietà di Michelangelo». Il processo creativo parte da uno sguardo intimo: «Quando ho un’idea per una scultura… posso scolpirla con il software. È quasi come scolpire l’argilla». La prossimità emotiva e la materia viva vengono poi traslate in una dimensione digitale.

Il fruitore può scansionare il codice QR e scaricarlo sul proprio dispositivo. L’opera muta così da oggetto statico a esperienza estesa. Come spiega l’artista: «le sculture virtuali possono essere trasportate in giro per il mondo. Quando si crea qualcosa di interattivo, si può aggiungere un’altra dimensione, un po’ irreale. Spesso uso un programma chiamato ZBrush. Poi per modificare la texture e le superfici intervengo con Substance Painter. Ora è di proprietà di Adobe. Se con le dita ingrandisci la scultura virtuale troverai un cuore pulsante all’interno».

Auriea Harvey ha aggiunto poi dei nastri colorati sia alla versione digitale della scultura: stelle filanti quasi carnevalesche che rappresentano la vitalità della giovane madre.

Sul fronte del mercato, le vendite recenti di Harvey indicano un range d’asta che oscilla tra i 7.500 e 14.000 US$ per opere digitali o sculture miste.

Matteo Mauro, le Micromegalic Inscriptions per VDA Award

Micromegalic Inscriptions, Matteo Mauro, VDA2025

Matteo Mauro è un artista siciliano, basato tra Milano e Londra. Nella serie Micromegalic Inscriptions, nata nel 2016 e culminata nel 2024, trasforma la tradizione dell’incisione barocca in un linguaggio codificato. La macchina diventa estensione della mano umana. Il suo algoritmo è programmato per tracciare linee infinite che non si toccano mai. Genera quindi composizioni che ricordano rilievi orografici o trame organiche. Come spiega lo stesso Mauro: «la tecnologia impiegata è uno script che io stesso ho codificato». Risponde alla necessità umana di lasciare una traccia, traslata nel linguaggio del futuro.

Il suo linguaggio è un ibrido tra corpo, glitch e algoritmo. In termini di mercato, gli NFT della collezione Four Elements hanno registrato vendite individuali attorno ai 12 ETH (~35.000 USD ciascuno al momento) e un record complessivo superiore ai 100.000 USD. Per le opere fisiche, si segnalano aste con stime da ~€2.800-4.000 fino a oltre €13.000 per sculture in bronzo limitate.

The Cool Couple, l’impatto ambientale e il paradosso del digitale

Il duo The Cool Couple, formato da Niccolò Benetton e Simone Santilli, esplora da oltre un decennio il potere delle immagini e il loro impatto sociale. Con il lavoro ispirato al videogioco Microsoft Flight Simulator, il collettivo crea un cortocircuito tra realtà e rappresentazione. L’opera simula un volo Alitalia Milano–Roma. Non emette CO₂, ma la produzione digitale genera la stessa quantità di emissioni di un aereo. L’opera si insinua nelle pieghe dello sviluppo tecnologico rivelandone i paradossi. Navighiamo tra l’urgenza di sostenibilità e il desiderio di una mobilità senza confini.

The Cool Couple. Courtesy the artists

Il linguaggio del duo mescola ironia, critica e storytelling, svelando le contraddizioni della contemporaneità tecnologica e digitale. Si prospettano all’orizzonte NFT, cloud, consumo energetico e nuovi rituali dell’immagine.

Quiet Ensemble: il glitch e il caos tecnologico come strumenti espressivi

Quiet Ensemble, attivo da circa sedici anni, lavora sul confine tra natura e tecnologia, caos e controllo. Come spiegano i componenti: «l’errore è sempre stato fonte di ispirazione per noi… quegli elementi che di solito vengono nascosti, noi li utilizziamo come pennelli per l’artista». Il duo è partito concependo progetti ispirati agli animali e alla natura. Hanno vinto il Premio Celeste con un’installazione in cui 5 pesci rossi muovendosi all’interno di vasche funzionavano da sensori attivando e modulando il suono. Sono poi partiti dalle microtensioni elettriche della frutta per generare sonorità. In questo caso, è lo schermo rotto a diventare paesaggio elettronico.
Nel contesto del VDA Award presentano l’opera intitolata Fragile. «Uno schermo solitamente ha un ruolo di supporto… qui l’abbiamo fatto diventare l’opera stessa».
«Per la concezione di Fragile siamo partiti dalla rottura di alcuni specchi. Abbiamo creato un’installazione posizionando alcuni specchi su una piastra rovente. Esplodendo riflettevano dipinti di luce inaspettati».

Latest Posts