Per celebrare i suoi 25 anni di vendite dedicate al Surrealismo, Christie’s torna a Londra con un’asta surrealista, con un catalogo che ripercorre le molte anime del movimento europeo.
Come nasce il legame tra Christie’s e il Surrealismo?
La storia dell’arte passa anche dal suo mercato, e quella del mercato diventa, almeno in parte, storia dell’arte. In questo intreccio si inserisce il ruolo di Christie’s, che dal 1989 ha costruito un format dedicato al Surrealismo.
In quell’anno la casa ha inaugurato a Londra The Art of the Surreal Evening Sale, prima vendita internazionale interamente riservata a Dada e Surrealismo. Nel tempo, questa serie di aste ha consolidato la presenza dei due movimenti sulla mappa globale.
Le opere sono entrate in importanti collezioni private e musei, contribuendo a diffondere linguaggi che in origine erano di rottura. Detto ciò, il traguardo dei 25 anni di vendite specializzate diventa oggi l’occasione per una nuova lettura di questi percorsi.
Cosa propone l’asta surrealista del 5 marzo a Londra?
Il 5 marzo a Londra la Evening Sale dedicata al Surrealismo riunisce capolavori di René Magritte, Paul Delvaux, Dorothea Tanning, Max Ernst, Odilon Redon, Joan Miró, Pablo Picasso e Toyen. La selezione attraversa decenni e geografie, restituendo le molteplici declinazioni del movimento europeo.
Nel complesso, l’asta non si limita a radunare nomi celebri, ma mostra come l’immaginario onirico, la tensione tra visibile e invisibile e il rapporto con la psiche abbiano assunto forme diverse tra Belgio, Francia, Spagna e area ceca.
Perché Magritte guida ancora il mercato?
Top lot della vendita è Les grâces naturelles di René Magritte, con una stima di 6,5–9,5 milioni di sterline. Realizzato intorno al 1961, il dipinto è esposto dal 2009, anno di apertura del Magritte Museum di Bruxelles.
La tela concentra l’essenza poetica e concettuale dell’artista belga. Su una tavolozza chiara e luminosa compare uno dei suoi motivi più celebri, l’uccello-foglia, colto nell’istante della metamorfosi. Questa forma ibrida incarna la tensione tra natura e artificio.
Inoltre, l’immagine riflette la dialettica tra visibile e invisibile che attraversa tutto il suo lavoro, con un equilibrio tra apparente semplicità e densità filosofica. Rispetto ad altri cicli più narrativi, qui l’idea appare ridotta all’essenziale.
Ugualmente emblematica è Le choeur des sphinges (1964), stimata 5–8 milioni di sterline. Magritte costruisce un paesaggio boschivo abitato da cinque forme fluttuanti – tra cui la celebre pipa – tutte con la stessa texture lignea degli alberi sottostanti.
Il gioco delle trasformazioni, condotto con ironia e chiarezza formale, rimanda ai suoi esperimenti di collage degli anni Venti, filtrati però attraverso la piena maturità stilistica degli anni Sessanta. Tuttavia, la scena conserva una dimensione enigmatica, quasi sospesa.
Più precoce e pervasa da una sottile ambiguità narrativa è La jeunesse illustrée (1937), valutata 1,8–2,5 milioni di sterline. Una scena rurale attraversata da figure e oggetti in processione onirica, che intreccia quotidiano e fantastico.
Il dipinto fu acquistato nel 1938 da Paul-Henri Spaak, futuro primo ministro belga, dettaglio che ne attesta una provenienza di grande prestigio. In confronto ad altre opere coeve, la componente narrativa qui appare particolarmente accentuata.
Quale ruolo ha Paul Delvaux in quest’asta surrealista
Dopo risultati notevoli ottenuti nelle recenti aste londinesi, Paul Delvaux torna protagonista con due opere chiave. La prima è La Ville lunaire (1944), con una stima di 2–3 milioni di sterline, dipinta nella primavera della Liberazione.
La scena presenta un’architettura silenziosa, quasi metafisica, sospesa nella luce lunare. Figure femminili si muovono come apparizioni in uno spazio insieme classico e inquietante, cifra inconfondibile della sua visione surrealista matura.
Il dipinto è rimasto per oltre cinquant’anni nella stessa collezione privata ed è stato esposto alla grande retrospettiva al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles nel 1944 e alla Biennale di Venezia del 1954. Questa storia espositiva ne rafforza il peso sul mercato.
Di pari intensità è L’Été (1963), stimato 1,5–2,5 milioni di sterline. Qui cinque figure femminili, avvolte in abiti dalle cromie fuori dal tempo, popolano un bosco immobile, in una sospensione che richiama il teatro e il sogno.
Inoltre, il dipinto evidenzia il dialogo di Delvaux con la tradizione metafisica e la costruzione di una personale mitologia del femminile. Rispetto alle composizioni urbane, la natura diventa qui uno scenario mentale più che un paesaggio reale.
Come si distingue Dorothea Tanning nel catalogo?
Tra i lotti più magnetici figura Children’s Games (1942) di Dorothea Tanning, con una stima di 1–2 milioni di sterline. L’opera nasce in un momento cruciale del suo percorso, quando l’artista definisce un linguaggio fortemente personale.
Il dipinto mostra due bambine che strappano la carta da parati in un corridoio domestico, rivelando sotto la superficie un brulicare carnale e inquieto. L’immagine, carica di tensione psicologica, rovescia il cliché surrealista della femme-enfant.
Tuttavia, non si tratta solo di un gesto di ribellione infantile: il tema dell’emancipazione e del disagio attraversa tutta la sua opera successiva. Presentato nel 1943 alla storica mostra Exhibition by 31 Women presso la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim, il quadro fu acquistato nel 1948 dalla celebre Gypsy Rose Lee.
Questa traiettoria espositiva e collezionistica, che coinvolge figure centrali dell’avanguardia newyorkese, rafforza oggi l’interesse dei collezionisti per la pittura di Tanning, in linea con il crescente focus sulle protagoniste donne del movimento.
Che cosa rappresenta Toyen nel dialogo tra Praga e Parigi?
Un’altra voce femminile di rilievo è Toyen con Le devenir de la liberté (1946), stimato 1,2–2,2 milioni di sterline. L’opera nasce subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando l’artista ceca esce da anni di clandestinità.
Nel dipinto, la minuzia descrittiva si intreccia con un’immaginazione visionaria. Una massa di piselli si addensa sino a suggerire una figura umanoide ambigua, mentre rondini attraversano un cielo illusionistico, creando un contrasto tra leggerezza e inquietudine.
Natura e spazio domestico si compenetrano in una sorta di allegoria della rinascita, che riflette la ripresa del dialogo tra il gruppo surrealista ceco e quello parigino. Inoltre, l’opera conferma l’attenzione del mercato per la rarità delle sue tele di questo periodo.
Qual è il peso di Miró nell’asta surrealista
Dalla Renker Collection proviene Peinture (1949) di Joan Miró, valutato 1,5–2,5 milioni di sterline. Il lavoro appartiene al ciclo delle cosiddette Slow Paintings, tra le più meditate della produzione del catalano.
Forme sospese, segni calibrati e superfici meticolosamente lavorate rivelano una dimensione poetica e contemplativa, considerata tra le vette della sua carriera. In contrasto con le opere più gestuali degli anni successivi, qui ogni intervento appare misurato.
Nel complesso, la presenza di Miró accanto a Magritte, Delvaux, Tanning e Toyen sottolinea come le aste dedicate al Surrealismo siano diventate, negli anni, uno strumento essenziale per ripensare il canone del movimento, mettendo in dialogo protagonisti consacrati e voci a lungo rimaste in ombra.
IMMAGINE: RENE MAGRITTE (1898-1967) L’empire des lumières, oil on canvas, 19 1/8 x 23 1/8 in. (48.5 x 58.7 cm.), Painted in 1949, Estimate: $25 – 35 million

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


