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Phillips aumenta le vendite del 10% e sfiora il miliardo di dollari

Nel 2025 Phillips consolida il suo ruolo nel mercato globale, con risultati a doppia cifra e una strategia che integra arte, design e oggetti di lusso in chiave contemporanea.

Come sono cresciute le vendite globali di Phillips nel 2025?

Il 2025 si è chiuso per Phillips con un deciso cambio di passo. Le vendite globali hanno raggiunto 927 milioni di dollari, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente, avvicinando la casa d’aste alla soglia simbolica del miliardo. Il cuore del business resta il canale delle aste, che ha generato 725 milioni di dollari, con un solido tasso di aggiudicazione dell’88% e un 94% per valore.

Un dato particolarmente significativo riguarda le private sales, che hanno superato i 200 milioni di dollari, registrando un incremento del 66%. Inoltre, un terzo degli acquirenti ha partecipato per la prima volta e quasi il 70% dei lotti è stato venduto online, a conferma di un cambiamento strutturale nelle abitudini dei collezionisti.

Che ruolo ha avuto l’innovazione digitale, dalla Priority Bidding alle vendite online?

Uno degli snodi centrali dell’anno è stato, a settembre 2025, il lancio della piattaforma Priority Bidding. Questo strumento ha permesso di incrementare le offerte anticipate del 275%, quasi quadruplicandole in pochi mesi, grazie a una struttura di commissioni che premia chi si muove in anticipo. In questo modo la casa d’aste interviene direttamente sulla dinamica competitiva, sia in sala sia online.

Detto ciò, l’espansione digitale non si è limitata alle nuove funzionalità. Il fatto che quasi il 70% dei lotti sia stato venduto tramite canali online mostra come la casa abbia saputo intercettare una generazione di collezionisti più giovane e abituata a transazioni digitali, in linea con trend già evidenti presso operatori come Sotheby’s e Christie’s.

In che modo sono cambiate le aste serali e l’offerta di contenuti?

Sul piano dei contenuti, le aste serali di arte hanno proposto esclusivamente opere inedite sul mercato, mai passate in asta prima. Questa scelta rafforza l’attrattiva per una clientela internazionale alla ricerca di rarità, differenziando l’offerta rispetto a cataloghi più tradizionali basati su opere già circolate.

Inoltre, a novembre 2025 la casa ha introdotto per la prima volta oggetti di storia naturale all’interno delle vendite di arte moderna e contemporanea. La selezione, riunita sotto il titolo “Out of this World“, è stata guidata da Cera, un giovane Triceratopo, che ha più che raddoppiato la stima minima e ha superato i 5 milioni di dollari.

Perché il settore degli orologi è strategico per Phillips?

Il comparto degli orologi, sviluppato in collaborazione con Bacs & Russo, ha raggiunto nel 2025 il suo miglior risultato di sempre, con un totale annuo di oltre 290 milioni di dollari. Il dato coincide con il decimo anniversario della partnership, confermando la leadership di questa divisione nel panorama internazionale.

Inoltre, la casa è stata la prima a superare la soglia dei 200 milioni di dollari annui in questo segmento per cinque anni consecutivi. Nell’arco dell’anno sono stati venduti più di 1.800 orologi e ben 36 esemplari hanno oltrepassato il milione di dollari, un record per il settore, che rafforza il posizionamento rispetto ai concorrenti storici.

Phillips: i risultati di gioielli e design nelle aste

Il dipartimento gioielli ha segnato un passaggio rilevante con la vendita a Ginevra della collezione Vanderbilt, operazione che consolida la reputazione della casa in un’area sempre più strategica per i grandi collezionisti internazionali. La combinazione tra provenienze illustri e qualità delle pietre ha attirato un pubblico globale.

Nel campo del design, l’anno è stato caratterizzato da nuovi record d’asta per figure come Judy Kensley McKie, Guy de Rougemont, Adolf Loos e Kathy Butterly. Questi risultati confermano il ruolo centrale di Phillips nel segmento, in linea con la crescente attenzione del mercato verso il design da collezione del XX e XXI secolo.

I risultati della fotografia e delle edizioni nelle aste Phillips

La fotografia ha registrato una crescita del 16%, trainata soprattutto dalla storica vendita “Visual Language: The Art of Irving Penn”, organizzata in collaborazione con la Irving Penn Foundation. L’asta ha fissato un nuovo record per il fotografo, rafforzando il ruolo delle opere fotografiche nel portafoglio della casa.

Parallelamente, la società ha ampliato la propria presenza nel mercato delle edizioni. Ha realizzato la sua prima vendita dedicata a Hong Kong e ha debuttato a New York con la vendita MODERNISM, concentrata su opere della seconda metà del Novecento e oltre. Questa strategia permette di intercettare fasce di collezionisti diverse, rispetto alle tradizionali aste di capolavori.

Qual è la visione strategica espressa dal CEO Martin Wilson?

Le parole del CEO Martin Wilson sintetizzano la traiettoria intrapresa. Il numero uno della casa sottolinea come Phillips abbia ampliato la propria visione di cosa possa essere oggi una casa d’aste, intrecciando arte, design e oggetti di lusso e raggiungendo una nuova generazione di collezionisti digitali.

Con uno sguardo già rivolto al 2026, anno del 230° anniversario, la società rivendica una rinnovata fiducia e l’ambizione di guidare, e non solo accompagnare, il futuro del collezionismo. In questo quadro, la combinazione tra innovazione tecnologica, espansione dei contenuti e apertura a nuovi pubblici appare come l’asse portante della sua strategia a medio termine.

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