La fine della produzione del centesimo statunitense trasforma i penny finali, in questo caso Omega, in oggetti da collezione, al centro di un’asta record da 16,76 milioni di dollari.
Come si è svolta l’asta dei penny finali?
La casa d’aste Stack’s Bowers Galleries ha venduto gli ultimi penny mai coniati dalla United States Mint in un evento definito storico, tenutosi a dicembre 2025. In catalogo figuravano 232 lotti, ciascuno composto da tre monete con il simbolo “Ω” (Omega), che ne certificava lo status di ultimi esemplari prodotti.
Ogni set includeva due centesimi coniati alla zecca di Philadelphia, tra cui uno in oro 24 carati, e un esemplare proveniente dalla zecca di Denver. Secondo la casa d’aste, il set n. 232, che riuniva gli ultimissimi penny coniati in entrambe le città, ha stabilito il record come oggetto numismatico moderno più prezioso degli Stati Uniti.
Questo set ha raggiunto la cifra di 800.000 dollari per tre soli centesimi, un risultato eguagliato complessivamente da tre dei penny finali offerti. Tuttavia, l’intero evento ha evidenziato un interesse collezionistico ben oltre le aspettative per una moneta di uso quotidiano ormai in via di scomparsa.
Perché questa asta è considerata un record nella numismatica USA?
Con un totale di 16,76 milioni di dollari, la vendita ha rappresentato l’asta più redditizia dedicata alla monetazione statunitense. La stessa Stack’s Bowers deteneva già il primato precedente, con la vendita nel 2002 di un double eagle Saint-Gaudens del 1933 per 7,5 milioni di dollari, meno della metà dell’incasso ottenuto ora.
L’evento si inserisce in una serie di aggiudicazioni importanti per il segmento delle piccole denominazioni. Nel 2022 la piattaforma Great Collections ha venduto 10 rari penny centenari per 1,1 milioni di dollari, mentre nel 2016 due centesimi del XVIII secolo hanno raggiunto 869.500 dollari da Heritage Auctions. Nel complesso, il risultato conferma un mercato molto vivace per le rarità legate alle monete di taglio più basso.
Questa è la quinta collaborazione tra Stack’s Bowers e la zecca statunitense. Tale continuità ha rafforzato la credibilità del progetto e, di conseguenza, la percezione di valore di questi ultimi penny presso i collezionisti numismatici.
Cosa rende speciali i penny finali con il simbolo Omega?
I set di penny finali proposti in quest’asta comprendevano esclusivamente monete recanti il segno “Ω”, ovvero Omega, scelto per indicare il punto finale nella storia produttiva del centesimo americano.
Inoltre, ogni combinazione di tre esemplari era stata curata in modo da sottolineare la provenienza dalle diverse zecche e la presenza di un raro pezzo in oro puro.
In una dichiarazione ufficiale, il Presidente di Stack’s Bowers Galleries, Brian Kendrella, ha definito “un onore straordinario” essere nuovamente selezionati per collaborare con la zecca. Secondo Kendrella, queste monete “hanno catturato l’immaginazione del pubblico come pochi esemplari rari” mai gestiti dalla casa d’aste.
Ha inoltre sottolineato come anche lo staff di esperti numismatici, abituato a maneggiare alcune tra le monete più note e preziose al mondo, si sia mostrato particolarmente entusiasta di lavorare sugli ultimissimi penny destinati alla circolazione prima della sospensione della produzione.
Qual è la storia del penny statunitense?
La United States Mint iniziò a coniare i centesimi nel 1793. Le prime versioni, note come “chain cents”, presentavano la testa di una donna, allegoria della Liberty, sul dritto. Nel corso del XIX secolo la zecca sperimentò diversi disegni e composizioni metalliche, riflettendo le esigenze economiche e tecnologiche del periodo.
Nel 1909, in occasione di quello che sarebbe stato il 100º compleanno di Abraham Lincoln, il suo ritratto apparve per la prima volta sul penny. L’immagine del presidente è rimasta ininterrottamente sul dritto della moneta fino alla cessazione della produzione. Rispetto ai grandi centesimi storici, gli esemplari più recenti risultano più piccoli e leggeri, composti principalmente da rame e zinco.
La progressiva perdita di centralità del contante di piccolo taglio e l’aumento dei costi di produzione hanno messo in discussione il futuro del penny ben prima della decisione finale. Questo percorso ha reso prevedibile, per molti osservatori, che la conclusione della serie numeraria avrebbe generato forte interesse collezionistico.
Perché la produzione dei penny è stata interrotta?
La zecca statunitense ha cessato la coniazione dei centesimi nel novembre 2025, dopo aver reso noto che ogni penny costava 3,69 centesimi per essere prodotto. Secondo le stime citate da NPR, lo stop consentirà agli Stati Uniti un risparmio annuo di circa 56 milioni di dollari, un dato che evidenzia l’insostenibilità economica della moneta.
Nonostante lo stop produttivo, i penny già esistenti restano a corso legale e possono ancora essere utilizzati nelle transazioni quotidiane. Tuttavia, nessun nuovo esemplare entrerà più in circolazione. In un contesto internazionale in cui alcune economie hanno già eliminato le unità più piccole, la scelta americana si inserisce in una tendenza più ampia verso la razionalizzazione del contante.
Per chi segue la numismatica, la sospensione della produzione conferisce un’aura definitiva a questi ultimi esemplari. Inoltre, secondo diverse analisi sul collezionismo di monete, la fine di una serie costituisce spesso un catalizzatore per la crescita dei valori di mercato.
Come si inserisce questa asta nel mercato numismatico globale?
L’asta dei penny finali conferma il ruolo centrale delle principali case d’asta nel dare visibilità alle rarità monetarie legate a momenti di svolta storica. In questo caso, la combinazione tra la chiusura di una lunga tradizione, iniziata nel XVIII secolo, e la certificazione ufficiale della zecca ha creato un oggetto da collezione difficilmente replicabile.
A livello internazionale, gli esiti delle grandi vendite numismatiche sono seguiti con attenzione da investitori e collezionisti. Piattaforme come Stack’s Bowers Galleries, Heritage Auctions e il portale Great Collections hanno consolidato un mercato in cui le piccole denominazioni storiche possono raggiungere cifre milionarie.
Detto ciò, il caso dei penny finali rappresenta un esempio estremo di come il valore simbolico, la rarità assoluta e la narrazione istituzionale possano convergere, trasformando una moneta di uso comune in un’icona da record.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


