Un piatto in porcellana di Lowestoft del Settecento, definito eccezionalmente raro, riemerge dopo decenni di anonimato in soffitta e si prepara a un importante passaggio in asta.
Perché il piatto Lowestoft ritrovato in soffitta è così speciale
Un piatto in porcellana di Lowestoft descritto come “eccezionalmente raro” è stato scoperto in una soffitta dopo oltre mezzo secolo e si appresta a raggiungere decine di migliaia di sterline in asta. La casa d’aste Woolley and Wallis lo definisce un esemplare “storicamente importante”, realizzato presso la Lowestoft Porcelain Factory nel Suffolk.
Datato 1766, il piatto, con un diametro di 0,7 piedi (22,7 cm), è stato ritrovato accuratamente avvolto in trucioli di legno in una vecchia cassa da tè. Si trovava all’interno di una collezione di quasi 80 pezzi, conservata in una proprietà londinese e rimasta inosservata per decenni.
Quali sono le stime e il contesto della vendita all’asta?
Il piatto è stimato tra 10.000 e 20.000 sterline e sarà offerto nell’ambito della vendita “British and Continental Ceramics and Glass” a Londra, in programma di giovedì. In questo contesto, l’opera spicca per rarità, provenienza e rilevanza storica rispetto ad altri manufatti ceramici coevi.
John Axford, Presidente della casa d’aste e specialista di arte e ceramica asiatica, ha dichiarato che è “un grande piacere” offrire in vendita una collezione rimasta nascosta per 57 anni. La lunga assenza dal mercato contribuisce a rafforzare l’interesse dei collezionisti e degli studiosi.
Chi ha formato la collezione e perché è rimasta nascosta?
La raccolta comprende rari esempi di porcellana inglese del XVIII secolo, oltre a ceramiche e stoneware, ed è stata assemblata dalla compianta Annemarie Lobbenberg. La stilista, appassionata collezionista, aveva selezionato con cura ogni pezzo, costruendo un nucleo di opere oggi considerato di grande pregio.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1971, i beni più preziosi furono imballati e riposti, restando inaccessibili fino a pochi mesi fa. Tuttavia, proprio questo lungo periodo di oblio ha preservato la collezione in condizioni eccezionali, rendendo il recente ritrovamento particolarmente significativo per il mercato specialistico.
Perché questo esemplare è considerato il “gioiello” della raccolta?
Secondo Woolley and Wallis, tra tutti i pezzi è proprio il piatto in porcellana a essere considerato il “rare gem” e la “crème de la crème” della collezione. Gli esperti sottolineano come unisca qualità estetica, rarità e documentazione storica, tre elementi che raramente si ritrovano nello stesso oggetto.
Annemarie Lobbenberg, nata in quella che oggi è la Repubblica Ceca e fuggita in Inghilterra dalla Germania nazista nel 1938, acquistò il piatto quando apparve l’ultima volta sul mercato aperto, nel 1968. Inoltre, la sua storia personale di collezionista rifugiata aggiunge un ulteriore livello narrativo alla provenienza dell’opera.
Quali sono le caratteristiche storiche e decorative del piatto in porcellana Lowestoft
Realizzato presso la rinomata Lowestoft Porcelain Factory, fondata negli anni 1750, il piatto conserva la dedica originale e la data. Questo dato è cruciale per la ricostruzione della produzione della manifattura e per lo studio della porcellana inglese del Settecento.
La decorazione, eseguita in blu sotto smalto, raffigura un’auricola in fiore e include motivi simbolici, insieme a una dedica manoscritta a “Charles Ward… July the 5 1766“. Tali elementi iconografici e testuali offrono informazioni dirette sul contesto sociale e collezionistico dell’epoca.
Che ruolo ha la documentazione accademica nella valutazione dell’opera
Il piatto è stato formalmente documentato, vale a dire analizzato e pubblicato in letteratura accademica, museale o specialistica. Ciò ne rafforza l’autorevolezza storica e ne aumenta l’attrattiva agli occhi dei collezionisti di ceramica antica.
Ad esempio, l’opera è illustrata e discussa nella guida di riferimento di Geoffrey A. Godden, “The Illustrated Guide to Lowestoft Porcelain”, pubblicata nel 1969. Questo volume resta ancora oggi una delle principali fonti per gli studiosi della produzione di Lowestoft.
Quanto è raro un ritrovamento di questo livello
“Reperti di questa qualità, con una provenienza così chiara e una tale importanza per gli studi, sono eccezionalmente rari”, ha commentato John Axford. Secondo lo specialista, pochi oggetti del XVIII secolo combinano in modo così convincente integrità materiale, storia documentata e continuità collezionistica.
Inoltre, Axford sottolinea che “pezzi di questo tipo sono eccezionalmente scarsi, perché pochissimi esemplari sopravvissuti parlano direttamente dal XVIII secolo e risultano saldamente ancorati al corpus degli studi”. Nel complesso, il piatto ritrovato in soffitta si configura come un raro punto d’incontro tra mercato, ricerca e memoria storica.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


