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Le mostre da non perdere a Bologna dopo ArteFiera

Finita ArteFiera rimane a Bologna una costellazione di mostre di arte contemporanea da visitare in tranquillità e senza la fretta dei giorni di burn-out.

Corpo Tessuto 01

Fino al 15 febbraio è possibile visitare nel cuore di Bologna, Piazza Maggiore, nella sede EXtraBO, la personale di Simone Miccichè. Corpo Tessuto 01 è a cura di Francesco Liggieri e Federica Fiumelli. Protagonisti sono la kefiah, un drappo andino e un tessuto nordafricano che non si limitano a essere accessori indossabili. Sono infatti un simbolo, che racchiude, piega per piega, un significato altro. La tradizione e la cultura, le rivendicazioni sociali, il patrimonio di un popolo, le ingiustizie e i disequilibri geopolitici.

Miccichè è un maestro nel rendere minuziosamente, con tratti ravvicinati, la morbidezza, il colore della tinta, la sensazione di movimento. Il tessuto viene così umanizzato, si trasforma in involucro, in corpo vivo.

@ eXtraBO
Piazza Nettuno, 1/AB – Bologna

https://www.culturabologna.it/events/corpo-tessuto-01

Le mostre a Bologna: Permanent Loss Of Signal

Presso la bella sede di PIETRO trovate la mostra di Valerio D’Angelo a cura di Niccolò Giacomazzi. Visitabile fino al 15 marzo su appuntamento, l’esposizione colpisce per l’uso dello spazio, per la pulizia formale e l’essenzialità del concept. Un’antenna che occupa quasi l’intera stanza si muove in loop alla ricerca di un segnale che tarda ad arrivare. Lacerti di ordigni ormai obsoleti e filtri opalescenti. Poi su un altare un astronauta caduto, alza il braccio come in un gesto benedicente. Il mistero si infittisce e la narrazione assume sviluppi che il visitatore può integrare. Le pareti affrescati, memoria di un passato prossimo, si unisce ai nuovi sviluppi del progresso tecnologico. La corsa alla conquista dello spazio, di un mondo alieno, l’attrazione verso l’ignoto e la promessa di un futuro più brillante.

Pietro, via Galliera 20, Bologna

Il MAMbo con la mostra dedicata a John Giorno

John Giorno: The Performative Word, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere Courtesy MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna Foto di Ornella De Carlo

We Gave a Party For The Gods And The Gods All Came, Everything Is Delusion Including Wisdom: tagliente come queste frasi dipinte su tele, è l’arte di John Giorno. In mostra al MAMbo fino al 3 maggio 2026John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi.

Nella Sala delle Ciminiere la sua opera-manifesto, Dial-A-Poem, in una versione scultorea “monumentale” e allo stesso tempo contenuta. I fruitori possono avvicinarsi a dei telefoni con cornetta e tastiera anni Sessanta. Digitando un numero, senza poter scegliere, ascolteranno una poesia di 3 minuti tra la selezione del Paese corrispondente. Si tratta di un’opera che continua le volontà dell’artista anche dopo la sua morte nel 2019. Grazie alla Giorno Poetry System conta ormai di ben 282 registrazioni di 132 tra artisti visivi, musicist*, poeti e poetesse.

La mostra di John Giorno al MAMbo

Mattia Moreni al MAMbo

Al piano di sopra trovate, oltre alla collezione del MAMbo, la piccola mostra sul pittore Mattia Moreni. Pittura che trabocca con vitalità dalle tele come una cascata di pennellate scroscianti. Un’urgenza espressiva che lascia a bocca aperta. Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965 è un omaggio all’antologica curata da Francesco Arcangeli negli anni Sessanta. L’esposizione è visitabile fino al 31 maggio 2026.

La mostra di Mattia Moreni al MAMbo

More Than This, la mostra dei pittori veneziani dell’Atelier F

Il direttore Costantino Dorazio nell’ambito di art city ha sposato l’idea che un museo di arte moderna come la Pinacoteca possa aprire i propri spazi all’arte contemporanea. Il progetto è partito grazie al sostegno della Fondazione Coppola. More Than This a cura di Daniele Capra parte dall’esperienza di formazione dell’Accademia di Venezia, in particolare da Atelier F del pittore Carlo Di Raco.
Nonostante gli esiti pittorici siano iconograficamente e stilisticamente molto differenti, si riesce a comprendere, solo osservando i dipinti, come gli artisti condividano lo stesso humus, facendo parte di una comunità di visione.

Quali sono gli artisti? Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella.

Fino al 5 aprile 2026
Pinacoteca di Bologna – Sala Incamminati
Via Belle Arti 56 – Bologna

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