La composizione Siesta di János Vaszary ha guidato l’asta natalizia della Kieselbach Gallery, confermando il forte interesse del mercato per la grande pittura ungherese del Novecento.
Il risultato di Siesta all’asta di dicembre
Alla vendita di Natale della Kieselbach Gallery, la composizione Siesta del 1907 di János Vaszary ha raggiunto i 160 milioni di fiorini, pari a circa 417.000 euro. L’opera, considerata un capolavoro della maturità precoce dell’artista, è stata uno dei lotti più contesi della serata e ha trovato un nuovo proprietario al termine di una vivace gara di rilanci.
L’asta, organizzata a Budapest il 14 dicembre, ha riunito non solo collezionisti privati ma anche importanti istituzioni pubbliche. Inoltre, il catalogo presentava una selezione mirata di capolavori museali, rarità storico-artistiche, lavori modernisti classici e opere contemporanee di particolare interesse per il collezionismo internazionale.
Quali opere ha acquisito il Museo di Belle Arti
Nel corso della vendita, il Museo di Belle Arti ha esercitato per due volte il proprio diritto di prelazione, assicurandosi nuclei significativi per le collezioni pubbliche ungheresi. In particolare, l’istituzione ha puntato su un importante dipinto cubista e su un’opera chiave della pittura arcadica femminile.
L’opera protetta di Imre Szobotka, intitolata Natura morta cubista e datata 1912–1913, è stata aggiudicata dopo un serrato confronto tra i partecipanti per 65 milioni di fiorini, corrispondenti a circa 169.000 euro. Il rappresentante del museo ha dichiarato fin dalle prime battute l’intenzione dell’ente di acquisire il dipinto, garantendo così l’ingresso di questo raro esempio di cubismo ungherese nelle raccolte nazionali.
Nello stesso contesto, è stato ricordato che anche il precoce capolavoro di Erzsébet Korb, figura di punta della pittura arcadica ungherese, il dipinto Alteregó del 1920, è recentemente entrato a far parte della collezione pubblica.
In questo modo, il museo consolida una linea di acquisizioni che valorizza in particolare la produzione delle artiste donne tra le due guerre.
Quali record hanno segnato le opere moderniste all’asta
Tra i lotti più attesi figurava il dipinto di Béla Czóbel dal titolo Piccola città tedesca, realizzato nel periodo berlinese dell’artista intorno al 1922–1923.
L’opera, a lungo ritenuta perduta e nota finora solo attraverso fotografie in bianco e nero, è stata aggiudicata per 85 milioni di fiorini, pari a circa 221.000 euro, a conferma della forte domanda per le rarità moderniste riemerse sul mercato.
Un altro risultato di rilievo è arrivato da Béla Kontuly, esponente della cosiddetta scuola romana tra le due guerre. Una delle sue composizioni più decorative, Natura morta con arance del 1933, ha raggiunto 82 milioni di fiorini (circa 214.000 euro), collocandosi tra le aggiudicazioni più alte della serata per un artista legato a questo ambito.
Detto ciò, il nuovo record di prezzo per l’opera di György Román è stato fissato dal dipinto iconico Ragazzi in motocicletta, realizzato attorno al 1946. Il quadro è stato battuto a 42 milioni di fiorini, ovvero circa 109.000 euro, segnando un punto di svolta nella valutazione di mercato dell’artista.
Chi era János Vaszary e il perché del record di Siesta
János Vaszary è stato un pittore e grafico ungherese attivo tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. A cavallo tra Ottocento e Novecento, l’artista ha seguito da vicino le principali correnti europee, integrandole in una ricerca personale che si è estesa anche alla grafica e ai lavori di arazzeria.
Le sue opere manifestano soprattutto l’influenza del post-impressionismo francese, dell’art nouveau e della pittura en plein air della colonia di Nagybánya. Inoltre, questa capacità di sintetizzare tendenze diverse in un linguaggio coerente contribuisce oggi alla forte attrattiva delle sue composizioni presso collezionisti e musei, come testimonia la recente vendita di Siesta nel contesto dell’asta natalizia.
Nel complesso, i risultati della serata confermano il ruolo centrale del modernismo ungherese nel mercato regionale, con una domanda sostenuta sia da parte di privati sia da istituzioni.
Rispetto ad altre tornate recenti, la vendita di dicembre ha messo in luce in particolare la competizione per opere rare, documentate ma a lungo non localizzate, che quando riemergono tendono a stabilire nuove soglie di prezzo.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


