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Gioielli e gemme rare riscrivono l’asta di dicembre

Gioielli e gemme rarissime tornano protagonisti in asta a dicembre, tra New York e Abu Dhabi, dove le storie di dive e dinastie amplificano il valore dei pezzi in catalogo.

Come Abu Dhabi sta cambiando il mercato dei gioielli

Tra il 2 e il 5 dicembre, la Collectors’ Week organizzata da Sotheby’s ad Abu Dhabi ha messo in scena mostre, incontri con eredi di artisti e aste per un valore complessivo vicino al miliardo di dollari. L’evento, realizzato con l’Abu Dhabi Investment Office, riflette il nuovo baricentro del lusso contemporaneo e internazionale.

Circa un anno fa l’Abu Dhabi Investment Office ha acquisito una quota di minoranza della casa d’aste, di proprietà dal 2019 del magnate delle telecomunicazioni Patrick Drahi. Secondo il più recente report Bain-Altagamma, il Medio Oriente sarà l’unica area in crescita nel 2025, con un progresso stimato tra il 4 e il 6%. A trainare l’espansione saranno soprattutto Abu Dhabi e Dubai.

Nel segmento dei beni personali di alta gamma, saranno i gioielli a registrare l’aumento più marcato, grazie alla loro dimensione emotiva e identitaria.

Tuttavia, è nel circuito delle aste che questo valore simbolico si traduce spesso in cifre eccezionali, soprattutto quando entrano in gioco pezzi appartenuti a celebrità o caratterizzati da gemme straordinarie per rarità.

Ad Abu Dhabi è stato proposto, ad esempio, il più grande diamante fancy orange-pink al mondo, aggiudicato per 8,8 milioni di dollari. Il risultato lo rende la gemma più costosa nella sua categoria, confermando la centralità delle pietre con caratteristiche fuori scala nel nuovo lusso globale.

Perché l’asta di New York è sotto i riflettori

Le storie di passioni, dinastie e dive hollywoodiane animano anche le aste più tradizionali, da quelle di novembre a Ginevra a quelle in calendario nei prossimi giorni a New York. In questo contesto, Christie’s ha appena nominato Max Fawcett nuovo responsabile globale del dipartimento gioielli, segnando un cambio di passo strategico in un momento di forte domanda.

Il 10 dicembre, al Rockefeller Center già immerso nelle luci natalizie, Christie’s proporrà come protagonista della vendita “Magnificent Jewels” l’anello Rockefeller Kashmir.

Si tratta di un raro anello Cartier in stile Art Déco, centrato da uno zaffiro cabochon a forma di “sugarloaf” da 17,66 carati, con una stima compresa tra 1,5 e 2,5 milioni di dollari. Il gioiello proviene dalla collezione di Sandra Ferry Rockefeller, figlia di John Rockefeller III.

Nel catalogo figurano anche altri pezzi iconici legati all’epoca d’oro di Hollywood. Tra questi, un anello con diamante giallo taglio marquise Bulgari, donato da Eddie Fisher a Elizabeth Taylor per il suo 30° compleanno, e l’anello di fidanzamento con diamante di Frank e Barbara Sinatra. Inoltre, l’immagine dell’attrice Jennifer Lawrence con una collana David Webb, destinata a una prossima asta newyorkese di Sotheby’s, ribadisce il dialogo costante tra stelle contemporanee e gioielli da collezione.

Nella prima metà dell’anno, la spinta dei collezionisti ha fatto crescere del 25% le vendite di gioielli di Christie’s, controllata dalla holding Artémis di François Pinault. Il risultato è dovuto in gran parte al successo dell’asta di giugno a New York, chiusa con un incasso record di 88 milioni di dollari. Di questa cifra, ben 14 milioni provenivano dall’anello con diamante rosa appartenuto a Maria Antonietta, montato da Joel Arthur Rosenthal, in arte Jar, tra i marchi più richiesti del momento.

Qual è la nuova strategia di Sotheby’s per l’alta gioielleria

Sempre a New York, nella nuova sede nel Breuer Building al 945 di Madison Avenue, già occupato da importanti musei cittadini, Sotheby’s organizzerà i suoi “Luxury Days” dall’8 all’11 dicembre. L’appuntamento segna anche un cambiamento di posizionamento nel linguaggio adottato per le vendite più prestigiose.

Le aste dedicate ai gioielli più preziosi non si chiameranno più “Magnificent Jewels”, ma “High Jewelry“, una scelta pensata per allinearsi ai mercati digitali in forte crescita. Come spiega la casa d’aste, la nuova dicitura mira a intercettare i clienti attraverso ricerche online più mirate, sempre più guidate da algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale. In questo quadro, la denominazione diventa uno strumento competitivo tanto quanto la selezione dei lotti.

Tra i pezzi di punta figurano un diamante fancy blue da 3,48 carati e una parure Van Cleef & Arpels in diamanti e zaffiri. Se le aggiudicazioni confermeranno le aspettative, il dipartimento gioielli potrebbe superare la soglia dei 270 milioni di dollari di ricavi entro il 2024. Inoltre, il 12 novembre, una spilla proveniente da Ginevra che era appartenuta a Napoleone e si era persa sul campo di Waterloo è stata venduta per 3,7 milioni di euro, oltre quattro volte la stima massima.

Che ruolo ha Phillips nella corsa alle gemme storiche

Sebbene Christie’s e Sotheby’s generino da sole circa la metà del fatturato mondiale delle aste, come rilevato dall’Art Basel & UBS Art Market Report, Phillips sta crescendo con decisione nel segmento dei gioielli. A novembre, la vendita della collezione della famiglia Vanderbilt, altra dinastia statunitense iconica, ha realizzato 17 milioni di dollari, pari a quattro volte la stima pre-asta, con il 100% dei lotti aggiudicati.

Il top lot è stato il Vanderbilt Sapphire, uno zaffiro “sugarloaf” da 42,68 carati montato su una spilla con diamanti Tiffany & Co.. Il gioiello apparteneva a Gladys Moore Vanderbilt, pronipote di Cornelius Vanderbilt, capostipite della famiglia. Rispetto a molti altri pezzi storici, questo esemplare unisce dimensioni eccezionali, provenienza aristocratica e firma di alta gioielleria americana.

L’8 dicembre, al 432 di Park Avenue, tra i lotti più preziosi della prossima asta di gioielli di Phillips comparirà un’altra spilla Tiffany, la Fleur de Mer, disegnata da Jean Schlumberger con zaffiri e diamanti e appartenuta a Elizabeth Taylor. Nel complesso, questi appuntamenti mettono in evidenza come la combinazione di gemme straordinarie, firme iconiche e biografie da divi continui a ridefinire il valore percepito dei gioielli in asta.

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