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La donazione d’arte al Musée des beaux-arts di La Chaux-de-Fonds sale a 218 opere

Una donazione d’arte al Musée des beaux-arts di La Chaux-de-Fonds si è rivelata molto più ricca di quanto inizialmente comunicato: le opere lasciate dal collezionista svizzero Philippe Bodenmann sono in realtà 218, non 150 come annunciato in un primo momento. Lo ha confermato David Lemaire, direttore del museo di La Chaux-de-Fonds, nella Svizzera occidentale, parlando di una “piacevole sorpresa” emersa solo dopo il completamento dell’inventario.

Punti chiave

  • La donazione di Philippe Bodenmann conta in totale 218 opere, 68 in più rispetto alle 150 annunciate inizialmente nel 2025.
  • Il numero definitivo è emerso solo dopo l’apertura di alcuni portfolio del collezionista rimasti sigillati.
  • La raccolta comprende arte concettuale anglo-americana, arte concreta di Zurigo e la scena Neo-Geo svizzera.
  • Tra gli artisti presenti figurano Joseph Kosuth, Lawrence Weiner, Royden Rabinowitch, Olivier Mosset, Marcia Hafif, Günther Förg, Hamish Fulton e Richard Long.
  • L’intera donazione è ora esposta nella mostra Voyages en zigzag, visitabile fino al 3 gennaio 2027.

Donazione ampliata sorprende il Musée des beaux-arts di La Chaux-de-Fonds

Il museo aveva presentato il progetto di donazione alle autorità politiche nel 2025, basandosi su un conteggio che si è poi rivelato incompleto. La cifra finale, quasi il 45% superiore a quella iniziale, cambia il peso reale dell’operazione e la porta tra i lasciti più consistenti ricevuti dall’istituzione negli ultimi anni.

Dall’annuncio iniziale all’inventario finale

Lemaire ha spiegato che le 150 opere comunicate all’inizio erano quelle effettivamente visibili negli spazi del collezionista al momento della prima verifica. “Quando abbiamo annunciato per la prima volta il progetto di donazione alle autorità politiche, non tutti i portfolio erano stati ancora aperti e l’inventario non era stato completato”, ha dichiarato il direttore.

I portfolio sigillati che hanno rivelato le opere aggiuntive

Solo l’apertura sistematica dei portfolio ancora chiusi ha permesso al museo di arrivare al numero definitivo di 218 lavori. È un dettaglio che dice molto sulla natura della raccolta: non un elenco già catalogato e pronto per la consegna, ma un patrimonio accumulato nel tempo e mai completamente inventariato prima della donazione.

Punti di forza della collezione Philippe Bodenmann

La collezione Philippe Bodenmann si distingue per la varietà di correnti rappresentate, che vanno dal concettuale anglo-americano alla scuola concreta zurighese fino al Neo-Geo svizzero. Questa ampiezza stilistica è ciò che rende la donazione particolarmente preziosa per un museo regionale.

Stili artistici e movimenti rappresentati

L’esposizione dedicata alla donazione riunisce opere che spaziano dall’arte concettuale anglo-americana all’arte concreta di Zurigo, passando per la scena Neo-Geo svizzera. Una combinazione che permette al museo di coprire con un solo lascito tre stagioni distinte della ricerca artistica del secondo Novecento.

Gli artisti chiave e le opere più importanti

Tra i nomi presenti nella raccolta figurano Joseph Kosuth, Lawrence Weiner e Royden Rabinowitch, insieme a lavori di Olivier Mosset, Marcia Hafif e Günther Förg. La collezione risulta particolarmente forte negli artisti concettuali britannici legati alla pratica del camminare come gesto artistico, in particolare Hamish Fulton e Richard Long: un filone che il museo non poteva finora vantare con la stessa profondità.

Lemaire indica come opere più significative per l’istituzione Intentio (project) di Kosuth, datata 1985, e un rilievo monocromo senza titolo di Andreas Christen del 1998. Entrambi gli artisti avevano già avuto mostre personali al museo, rispettivamente nel 1985 e nel 1994, ma prima della donazione l’istituzione non possedeva alcuna opera di Kosuth e un solo lavoro di Christen. Il direttore descrive Intentio (project) come “un’opera fondamentale nella carriera dell’artista”, che introduce “un cambiamento di scala, l’uso del colore e un rapporto con il testo molto più complesso” rispetto ai precedenti lavori “tautologici” di Kosuth e alla serie Art as Idea as Idea. Il rilievo di Christen viene definito “particolarmente spettacolare”: grazie al suo effetto plastico, l’occhio umano non riesce a percepire che si tratta di un monocromo, e le zone in ombra cambiano con il movimento della luce.

L’impatto della donazione e la mostra al museo

Al di là del numero di opere, la donazione rafforza in modo diretto l’identità storica del museo: la raccolta arricchisce in particolare il nucleo di arte concreta di Zurigo, un aspetto da sempre centrale nel profilo dell’istituzione, con diversi dipinti importanti di Max Bill.

Una donazione senza condizioni, frutto di oltre 40 anni di fiducia

Bodenmann non ha posto alcuna condizione sul lascito. Lemaire lo descrive come “un atto di grande fiducia nella nostra istituzione, che il collezionista conosce da più di 40 anni”. Proprio per la coerenza interna della raccolta, secondo il direttore, per Bodenmann era importante che venisse offerta e mostrata come un insieme unico, senza dispersioni.

La mostra Voyages en zigzag espone l’intera collezione

La collezione di Bodenmann viene mostrata nella sua interezza per la prima volta nella mostra Voyages en zigzag: La collection de Philippe Bodenmann, visitabile fino al 3 gennaio 2027. È l’occasione in cui pubblico e critica potranno finalmente vedere insieme tutte le opere che compongono il lascito, dai lavori concettuali ai rilievi monocromi, in un unico percorso espositivo.

Per un museo di dimensioni regionali come quello di La Chaux-de-Fonds, colmare lacune storiche in aree come il concettuale britannico legato al camminare o l’opera di Kosuth significa consolidare una collezione permanente che difficilmente avrebbe potuto costruire attraverso acquisizioni ordinarie. È in questo senso che la donazione supera il valore della semplice cifra: ridefinisce, opera dopo opera, il profilo con cui l’istituzione si presenterà ai visitatori nei prossimi anni.

FAQ

Quante opere ha donato Philippe Bodenmann al Musée des beaux-arts de La Chaux-de-Fonds?

Philippe Bodenmann ha donato in totale 218 opere al museo, un numero superiore alle 150 inizialmente annunciate.

Quali tipi di arte comprende la donazione Bodenmann?

La donazione comprende arte concettuale anglo-americana, arte concreta di Zurigo e arte Neo-Geo svizzera.

Ci sono artisti di rilievo tra le opere donate?

Sì, tra gli artisti presenti figurano Joseph Kosuth, Lawrence Weiner, Royden Rabinowitch, Olivier Mosset, Marcia Hafif, Günther Förg, Hamish Fulton e Richard Long.

La donazione Bodenmann è attualmente esposta al museo?

Sì, l’intera donazione è esposta nella mostra Voyages en zigzag fino al 3 gennaio 2027.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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