Un inedito disegno preparatorio di Michelangelo per la volta della Cappella Sistina, scoperto tramite una foto inviata online a Christie’s, si prepara a debuttare in asta.
Come è stato scoperto il nuovo disegno di Michelangelo
La vicenda prende avvio nel marzo 2025, quando Giada Damen, specialista del Dipartimento Disegni Antichi di Christie’s, riceve una notifica ordinaria sul computer.
Un proprietario anonimo della West Coast aveva caricato alcune immagini attraverso il portale digitale “Request an Auction Estimate” della casa d’aste.
Le fotografie mostravano un piccolo studio di un piede, appena 5¼ × 4⅝ pollici, tracciato nella tipica matita rossa prediletta dai maestri rinascimentali. L’opera era giunta al mittente per eredità dalla nonna ed era rimasta nella stessa famiglia europea dalla fine del Settecento, con un’attribuzione mai chiarita.
“Appena ho visto la foto ho capito che la qualità era altissima e che apparteneva all’epoca giusta”, ha raccontato Damen in una nota di Christie’s. Tuttavia, pur intuendo di trovarsi di fronte a qualcosa di speciale, la studiosa ha scelto di non affrettare le conclusioni.
In cosa consiste lo studio per la Sibilla Libica?
Il foglio mostra il piede destro della monumentale Sibilla Libica affrescata da Michelangelo sulla volta vaticana. Si tratta di uno studio preparatorio eseguito in gesso rosso, destinato a definire con precisione il movimento e l’anatomia della figura.
L’opera verrà offerta da Christie’s New York il 5 febbraio 2026, con una stima tra 1,5 e 2 milioni di dollari. Secondo la casa d’aste, è il primo studio non documentato per la volta sistina ad approdare sul mercato pubblico.
Inoltre, la scala estremamente contenuta del foglio, poco più di cinque pollici nel lato maggiore, permette di cogliere da vicino la concentrazione del segno e la rapidità del processo creativo dell’artista.
Come si è svolto il complesso iter di autenticazione?
Dopo la segnalazione online, Damen ha avviato un’indagine durata sei mesi. Ha viaggiato immediatamente per esaminare il disegno dal vivo e, ottenuto il consenso del proprietario, lo ha trasferito nella sede newyorkese di Christie’s per un’analisi approfondita.
Il processo di autenticazione ha coniugato tecnologie avanzate e metodo tradizionale. L’infrarosso riflettografico ha rivelato sul verso del foglio disegni nascosti, celati dal cartoncino di montaggio, compatibili con la grafia italiana del XVI secolo nell’orbita di Michelangelo.
Il punto di svolta è arrivato quando Damen ha riconosciuto sorprendenti analogie con un celebre foglio conservato al Metropolitan Museum of Art di New York. Le due opere condividono la stessa matita rossa, un’impostazione tecnica simile e studi connessi alla Sibilla Libica.
Inoltre, una copia del disegno del Met custodita alle Gallerie degli Uffizi a Firenze ha fornito l’anello mancante: questo riprende gli stessi studi della versione newyorkese, ma include anche il medesimo piede rappresentato nel foglio presentato da Christie’s.
Qual è stato il momento decisivo del confronto con il Met?
L’autenticazione ha raggiunto l’apice quando Damen ha organizzato un confronto diretto tra i due fogli nelle sale di studio del Metropolitan Museum. “Ero emozionatissima. Era evidente che i due studi fossero opera della stessa mano, nello stesso momento”, ha ricordato.
Da quel confronto ravvicinato è emerso che il disegno di Christie’s è stato eseguito in contemporanea al foglio del Met, con la stessa matita rossa e per il medesimo progetto monumentale.
Mentre il disegno newyorkese presenta studi della schiena, della testa, del piede sinistro, delle dita e della mano sinistra della Sibilla, il nuovo disegno ne raffigura il piede destro, completando di fatto il “puzzle” iconografico dopo oltre cinque secoli.
Entrambi i fogli mostrano inoltre sul verso studi anatomici in gesso nero, attribuibili alla mano inconfondibile del maestro. Il disegno destinato all’asta rivela segni evidenti di essere stato ritagliato da un foglio più grande, in linea con le modalità di lavoro documentate per altri studi preparatori michelangioleschi.
Che ruolo ha avuto la provenienza storica nell’attribuzione?
La solidità dell’attribuzione è rafforzata da una caratteristica iscrizione a inchiostro bruno: “Michelangelo Bona Roti”, tracciata da una mano del XVI secolo. La stessa formula compare su diversi disegni autenticati dell’artista, compreso il foglio del Met, delineando una chiara scia di provenienza.
Attraverso questa indicazione, gli studiosi hanno potuto seguire il percorso dell’opera dai membri della cerchia immediata del maestro nel Cinquecento fino a una collezione italiana del XVII secolo. Nel XVIII secolo il foglio entra nella raccolta di Armand Louis de Mestral de Saint-Saphorin (1738–1806), diplomatico svizzero al servizio del re di Danimarca, per poi passare per successione familiare all’attuale proprietario.
Detto ciò, il disegno non era mai apparso sul mercato né citato nella letteratura specialistica. È rimasto per secoli in mani private, sconosciuto alla comunità accademica e assente dai database istituzionali internazionali.
In che modo il disegno di Michelangelo si collega alla volta della Cappella Sistina
Il nuovo studio è collegato a una delle imprese più celebri della storia dell’arte occidentale: gli affreschi della volta della Cappella Sistina. Il disegno è databile attorno al 1511–1512, nella seconda fase di lavoro sull’enorme superficie voltata.
La Sibilla Libica occupa l’estremità orientale della volta e sintetizza la maestria di Michelangelo nell’anatomia e nel movimento. La figura è raffigurata in una torsione accentuata, con i piedi che premono con forza sulla piattaforma, a sostegno di un corpo tre volte la dimensione naturale.
Lo studio in gesso rosso mette in luce l’attenzione quasi ossessiva ai particolari anatomici, una delle ragioni principali della fama del maestro fiorentino presso gli storici e i collezionisti.
Perché questo ritrovamento è cruciale per il mercato dei maestri antichi
Le implicazioni per il mercato dei maestri antichi sono notevoli. Dei circa 600 disegni michelangioleschi giunti fino a noi, solo una minima parte rispetto alle migliaia prodotte, appena una cinquantina è legata al cantiere sistino. Ancora più rilevante, meno di 10 disegni di Michelangelo risultano oggi in mani private, mentre la quasi totalità è custodita nei grandi musei.
“La scoperta di uno studio legato alla Cappella Sistina, forse la chiave di volta del Rinascimento italiano, è uno dei momenti più memorabili della mia carriera”, ha dichiarato Andrew Fletcher, Global Head del Dipartimento Old Masters di Christie’s. A suo giudizio, la scoperta di Giada Damen, avvenuta oltre 500 anni dopo l’esecuzione del foglio, incarna al meglio la competenza della casa d’aste.
Fletcher ha aggiunto che, nel campo dei maestri antichi, è difficile immaginare un ritrovamento più significativo. Inoltre, ha sottolineato l’entusiasmo di poter offrire l’opera in vendita a New York il 5 febbraio, prevedendo un forte interesse da parte del collezionismo internazionale.
Come hanno reagito gli studiosi ed esperti internazionali
L’attribuzione ha ricevuto l’approvazione unanime dei principali specialisti internazionali di arte rinascimentale, conferendo ulteriore peso all’autenticità del foglio. Questo consenso si fonda su anni di studio e di confronto tra pari nel mondo accademico.
“Fare questa scoperta è stata un’opportunità che capita una sola volta nella vita”, ha commentato Damen, che ha messo a frutto decenni di esperienza in questo ritrovamento eccezionale. Ha spiegato di aver studiato il disegno per nove mesi con i colleghi del Dipartimento Disegni Antichi, esprimendo soddisfazione per poter condividere ora il risultato con il pubblico e con il mercato.
Damen ha rivolto un ringraziamento particolare al proprietario anonimo per la fiducia accordata a Christie’s e per la costante collaborazione. Ha inoltre riconosciuto il contributo decisivo dei maggiori esperti consultati, tutti concordi nel riconoscere la paternità michelangiolesca del foglio.
Quando e dove sarà possibile vedere il disegno di Michelangelo prima dell’asta
Prima della vendita di febbraio, il pubblico avrà la possibilità di vedere dal vero questo straordinario ritrovamento. Il disegno sarà esposto nella sede di Christie’s in King Street a Londra dal 27 novembre al 2 dicembre 2025, in un contesto museale temporaneo.
Successivamente, l’opera sarà presentata negli spazi espositivi gratuiti di Christie’s al 20 Rockefeller Center di New York nel febbraio 2026, nei giorni che precedono l’asta. Si tratta di un’occasione rara per ammirare da vicino un foglio inedito di uno dei più grandi artisti della storia.
L’intimità del formato, appena oltre i cinque pollici nel lato maggiore, consentirà ai visitatori di apprezzare le più sottili variazioni di tratto e la freschezza del gesto creativo dell’artista, normalmente percepibili solo negli studi su carta.
Cosa rivela questo caso sul potenziale delle scoperte d’arte oggi
Questo ritrovamento dimostra che, nonostante la convinzione diffusa che i grandi capolavori siano ormai tutti identificati, esiste ancora un notevole margine per nuove scoperte. In particolare, il percorso digitale che ha innescato l’intera vicenda mostra come le piattaforme online possano favorire l’incontro tra opere dimenticate e competenze specialistiche.
Inoltre, la storia mette in risalto il ruolo insostituibile della competenza connoisseuriale nel processo di autenticazione. Se da un lato le indagini scientifiche e l’imaging avanzato hanno offerto prove importanti, dall’altro la scoperta si è basata in ultima istanza sull’occhio allenato e sulla profonda conoscenza storico-artistica di una specialista.
Per un confronto con altre attribuzioni recenti nel settore, si possono ricordare casi come il Flute Player di Gerrit Dou, aggiudicato per 3 milioni di sterline, o importanti pezzi Fabergé che hanno superato diversi milioni in asta. In tutti questi episodi, ricerca e mercato si sono intrecciati in modo analogo.
Quali sono le aspettative per l’asta per il disegno di Michelangelo
Avvicinandosi la data della vendita, il settore si attende una forte competizione tra musei e grandi collezionisti privati. La combinazione di provenienza impeccabile, unanime riconoscimento accademico e legame diretto con uno dei cicli più celebri della storia dell’arte rende questo foglio un lotto-trofeo di livello eccezionale.
La valutazione stimata tra 1,5 e 2 milioni di dollari riflette non solo la qualità intrinseca dell’opera, ma anche la sua rilevanza storica e la rarità estrema di simili testimonianze. In questo scenario, il caso si inserisce nel trend che ha visto negli ultimi anni capolavori di maestri antichi, come importanti Rembrandt, raggiungere cifre record in asta.
Per chi colleziona, l’opportunità di acquisire un disegno sconosciuto di Michelangelo legato alla Cappella Sistina rappresenta una chance generazionale, capace di ridefinire il profilo di una collezione. In un mercato sempre più competitivo, l’emergere di opere di questa portata è paragonabile ai grandi ritrovamenti citati sopra e conferma quanto il segmento dei maestri antichi resti centrale anche nell’era contemporanea.
Nel complesso, la parabola di questo piccolo foglio in gesso rosso, passato da una foto inviata senza pretese a protagonista di una grande asta internazionale, testimonia come la storia dell’arte continui a svelare capitoli inattesi. Dal tavolo di lavoro di Michelangelo, oltre 500 anni fa, alla ribalta del mercato globale, il percorso dell’opera illumina ancora una volta il dialogo ininterrotto tra ricerca, collezionismo e memoria culturale condivisa.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.



