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Collezione d’arte di Marianne Faithfull va all’asta online

La collezione d’arte di Marianne Faithfull approda all’asta, offrendo uno sguardo intimo sui legami della musa rock con pittori, illustratori e amici di una vita.

Perché la collezione di Marianne Faithfull va all’asta

La leggenda londinese Marianne Faithfull, icona degli anni Sessanta e musa dei Rolling Stones, ha trascorso una vita complessa cercando di affermarsi come artista autonoma. Scomparsa nel gennaio 2025 all’età di 78 anni, ha lasciato un corpus musicale potente, tra blues viscerale e alt-rock. Ora una parte dei suoi beni approda sul mercato con Bonhams, inclusi otto lavori d’arte a lei particolarmente cari.

L’asta rientra nella vendita online “Sound & Cinema”, format ricorrente dedicato alla cultura pop di Bonhams. In questa edizione figurano 159 lotti, di cui 29 provenienti direttamente dall’eredità della cantante e attrice.

Il conferente è con ogni probabilità Nicholas Dunbar, figlio sessantenne di Faithfull nato dalla relazione con il gallerista londinese John Dunbar, sposato prima dei celebri legami con Mick Jagger.

“Ogni pezzo racconta una storia e riflette il suo spirito e il suo gusto inimitabile”, ha dichiarato Dunbar a proposito di questo nucleo di ephemera, arredi e arte. Inoltre ha aggiunto che è arrivato il momento che questi oggetti trovino nuove case, auspicando che donino ai prossimi proprietari la stessa gioia che portarono a Marianne.

Qual è il cuore artistico dell’asta Bonhams

Il fulcro della selezione è un ritratto di Faithfull realizzato dalla pittrice sudafricana Marlene Dumas. Si tratta di una stampa del 2014, numerata 100/100, con una stima tra 3.300 e 3.900 dollari. Sul margine compare l’iscrizione “Say it in—Broken English”, richiamo diretto al suo storico album solista del 1979, Broken English.

Secondo le note di catalogo, Faithfull aveva incluso due opere di Dumas in una mostra collettiva curata con l’ex marito alla Tate Liverpool nel 2012. Questo invito spinse l’artista a realizzare il ritratto, esposto poi in “Marlene Dumas: The Image As Burden” allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 2014. L’esposizione viaggiò quindi alla Tate Modern nel 2015, dove Dumas donò a Faithfull questa versione durante l’anteprima privata.

Il ritratto fu da lei appeso nel proprio appartamento parigino, a conferma del valore affettivo dell’opera oltre che artistico. Nel complesso, questo lotto sintetizza il dialogo tra musica, pittura e amicizie intellettuali che ha definito la vita della cantante, ponendo l’accento sulla sua sensibilità collezionistica piuttosto che solo sulla fama rock.

Quali altri ritratti e opere personali sono in vendita?

Accanto al lavoro di Dumas compaiono altri sette pezzi con storie ugualmente intime. Un olio anonimo ritrae Faithfull prima del successo: lo si intuisce dall’acconciatura e dall’aria giovanile. Nello stesso lotto figura anche un disegno che mostra una Marianne ancora più giovane. Insieme, i due lavori sono stimati tra 2.000 e 2.600 dollari.

In netto contrasto con questi ritratti, un collage policromo a tecnica mista dei primi anni Duemila, firmato dal cartoonist australiano Martin Sharp, presenta un linguaggio più sperimentale. Valutato 1.300–2.000 dollari, si discosta in modo marcato dai celebri poster musicali degli anni Sessanta che resero famoso Sharp. L’artista era un caro amico di Faithfull, e questo legame conferisce ulteriore peso collezionistico al lavoro.

La vendita include anche un disegno di Anita Pallenberg, icona degli anni Settanta e probabilmente la confidente più stretta della cantante. Le due si conobbero negli anni Sessanta, quando Pallenberg frequentava prima Brian Jones e poi Keith Richards dei Rolling Stones. Amiche fino alla morte di Pallenberg nel 2017, condivisero decenni di vita personale e creativa.

Gli artisti amici: da Pallenberg a Bisch

Pallenberg realizzò il disegno Babylon (1994) mentre studiava moda al Central St. Martins di Londra. Il lavoro, valutato tra 1.000 e 1.300 dollari, testimonia l’intreccio tra stile, musica e arti visive che caratterizzò quell’epoca. Rispetto a opere più commerciali, questo foglio racchiude una dimensione privata, legata al percorso formativo dell’autrice.

Faithfull fu legata anche all’artista francese Thierry Bisch, del quale va in asta l’opera Butterflies (2003), abbinata in lotto a un’astrazione anonima e non titolata, con una stima complessiva di 520–790 dollari. Inoltre, la cantante acquistò il dittico a monotipo Falsehood I e Falsehood II (1995–1996) dell’artista di Melbourne Giuseppe Romeo tramite l’amico gallerista australiano William Mora, figlio dell’artista franco-australiana Mirka Morka. Il valore atteso per questo lavoro si colloca tra 790 e 1.100 dollari.

Questi lotti delineano una rete di rapporti personali che attraversa Londra, Parigi, Amsterdam e Melbourne. Detto ciò, suggeriscono anche una linea coerente di interesse per pratiche figurative e sperimentali, spesso legate a figure di culto più che a nomi da blue chip.

Quali oggetti iconici completano i 29 lotti in catalogo

Oltre ai lavori su carta e alle tele, la sezione dedicata alla cantante comprende una serie di oggetti personali. Tra questi figurano borse firmate con stima compresa tra 520 e 790 dollari, che restituiscono l’impronta del suo stile quotidiano. Inoltre spicca un baule appartenuto all’attrice Carrie Fisher, poi donato a Faithfull, valutato 1.300–2.000 dollari, che intreccia due differenti mitologie pop, quella rock e quella cinematografica.

Tra i lotti più curiosi compaiono anche i diari di Marianne, con stima tra 2.000 e 2.600 dollari. Insieme agli oggetti di moda e ai pezzi d’arredo, questi materiali configurano un’asta che è anche archivio di una biografia culturale, capace di interessare sia collezionisti di memorabilia sia appassionati di arte contemporanea.

L’intero nucleo sarà esposto presso Bonhams Knightsbridge durante la vendita online, in programma dal 25 novembre al 3 dicembre. Informazioni dettagliate sui lotti e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale della casa d’aste, che colloca questa operazione all’interno della propria strategia di valorizzazione delle icone della cultura pop recente.

Nel complesso, la collezione d’arte di Marianne Faithfull in asta non è solo un insieme di cimeli, ma un ritratto stratificato di relazioni, gusti e collaborazioni creative. Per i collezionisti più attenti, questi 29 lotti offrono l’opportunità di ricostruire, attraverso oggetti e opere, la trama invisibile che ha accompagnato una delle voci più singolari del secondo Novecento.

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