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Asta Sotheby’s svela la collezione Rossi tra mobili e arte moderna

La prossima asta Sotheby’s dedicata alla collezione di Jean-Marie Rossi riunisce capolavori del Settecento francese e importanti dipinti del Novecento, riflettendo un gusto collezionistico raro.

Chi era Jean-Marie Rossi nel panorama del mercato d’arte?

Figura centrale dell’antiquariato parigino, Jean-Marie Rossi (1930-2021) fu un mercante emblematico, capace di coniugare rigore storico e curiosità moderna. Nel marzo 2024 la sua raccolta, formata in oltre 65 anni di attività, sarà dispersa da Sotheby’s in una grande vendita parigina.

Il catalogo riunisce oltre 350 lotti, dagli arredi del XVIII secolo con provenienze prestigiose fino a opere di arte moderna, offrendo un ritratto completo del suo sguardo. Secondo il presidente di Sotheby’s, Mario Tavella, Rossi era «impressionante e pieno di humour, con un gusto sicuro e rigoroso».

In che modo Rossi ha segnato il collezionismo di mobili francesi?

Tavella ricorda i primi incontri con il mercante a Londra, quando organizzava le sue prime aste. Rossi era tra i pochi ad appassionarsi ai mobili francesi giunti in Inghilterra durante la Rivoluzione e, negli anni Novanta, ancora presenti sul mercato londinese.

Quando lo si vedeva arrivare in sala d’aste, spesso insieme a colleghi come Maurice Segura o Michel Meyer, era un segnale positivo per la vendita. Al contrario, la sua assenza lasciava presagire un risultato meno brillante, a conferma della sua influenza sul mercato.

Quali sono i pezzi più significativi provenienti dalla residenza privata?

Tra i vertici della raccolta, Tavella cita innanzitutto il grande dipinto di Paul Jouve, Éléphants sacrés de Madura, stimato 150.000-250.000 €. L’opera occupava l’intero spazio del salone nella casa di Rossi a Rueil-Malmaison.

Di fronte al grande quadro era collocato un importante tavolo di Carlo Bugatti, realizzato tra il 1908 e il 1911 e concepito per esporre i bronzi del figlio Rembrandt Bugatti, valutati 120.000-180.000 €. Questa messa in scena rivelava l’attenzione del mercante per il dialogo tra arti decorative e scultura.

Al piano superiore si trovava un nucleo cruciale di nove tele di Jean Fautrier, tra cui Otages n. 19, con stima di 400.000-600.000 €, appartenente alla serie dedicata alle esecuzioni della Gestapo. Tale gruppo evidenzia l’interesse di Rossi per un’espressione moderna segnata dalla storia.

Cosa arriva dagli spazi della galleria Aveline?

Un altro insieme di lotti proviene dai due piani della galleria Aveline, storico indirizzo parigino del mercante. Sebbene la dimensione privata e quella professionale condividessero molte affinità, non coincidevano del tutto, come sottolinea Tavella.

Nella sede di Place Beauvau, Rossi espose in particolare mobili del XVIII secolo timbrati dai più grandi ebanisti francesi. Tra questi spicca una commode romana con impiallacciatura di fiori giapponesizzanti, realizzata intorno al 1760 per il matrimonio della principessa Ottavia Odescalchi, dal carattere sorprendentemente moderno per un pezzo settecentesco.

Accanto a essa figura un importante bureau piatto in bois de violette, con testa femminile in marqueterie, attribuito a Noël Gérard e proveniente dalla collezione Hubert de Givenchy, con stima di 200.000-300.000 €. Questo gruppo illustra con chiarezza la qualità museale della scelta di Rossi nel campo dell’arredo antico.

Come sarà allestita l’asta della collezione Rossi

L’allestimento della vendita sarà curato da François-Joseph Graf, architetto d’interni e amico vicino del mercante, chiamato a ricreare l’atmosfera raffinata dei suoi ambienti. L’operazione assume così anche la forma di una messa in scena, che sottolinea l’unità di gusto tra casa e galleria.

Parallelamente, la dispersione della collezione sarà accompagnata dalla pubblicazione del volume “Brèves rencontres. 65 ans de découvertes de Jean-Marie Rossi pour la galerie Aveline”, scritto da Christophe Huchet de Quénetain e edito da Éditions Feu et Talent e Gourcuff Gradenigo. Il libro offrirà una lettura storica e critica del percorso del mercante.

Quando e dove si svolgerà l’asta della collezione Rossi?

La vendita organizzata da Sotheby’s si terrà al numero 83 di rue du Faubourg Saint-Honoré, 75008 Parigi, una delle sedi più prestigiose della maison. Le sessioni in presenza sono programmate per il 10 e 11 marzo, con ampia selezione di arredi e opere su catalogo.

Inoltre è prevista una vendita online, aperta dal 5 al 12 marzo, che consentirà una partecipazione internazionale più ampia rispetto a quella fisica. Nel complesso, l’insieme delle aste offrirà un’occasione rara per misurare, sul mercato, l’eredità estetica di Jean-Marie Rossi.

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