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Asta Magnum Opus da Sotheby’s: 900 opere per oltre 60 milioni di dollari

Sotheby’s ha annunciato una delle operazioni più ambiziose della sua stagione autunnale: una serie di vendite battezzata Magnum Opus, che porterà all’asta oltre 900 opere d’arte e oggetti di design per un valore stimato complessivo superiore ai 60 milioni di dollari. Il venditore resta anonimo, ma la qualità della raccolta parla da sola — da Canaletto a Picasso, dall’antichità romana ai tappeti persiani del XVII secolo.

Punti chiave

  • La serie di aste Magnum Opus prende il via a ottobre con oltre 900 opere stimate oltre 60 milioni di dollari.
  • Quattro vendite a New York tra il 21 e il 23 ottobre metteranno all’asta circa 600 opere.
  • Il pezzo di punta è un torso romano in marmo del periodo giulio-claudio, stimato tra 8 e 12 milioni di dollari.
  • La collezione comprende dipinti di Canaletto, Degas, Picasso, Guardi, Fragonard, Meléndez, Ernst e van Ruisdael.
  • Le mostre di anteprima si terranno a Londra dal 27 giugno al 1° luglio e a New York dal 27 giugno al 6 luglio.

Una collezione senza precedenti in arrivo da Sotheby’s

Il nome scelto è già un programma: Magnum Opus, l’opera grande per eccellenza. Sotheby’s ha costruito attorno a questa raccolta un calendario di vendite che si estende ben oltre l’autunno del 2026, coprendo circa 25 categorie della casa d’aste — dall’arte contemporanea ai libri e manoscritti, dalla gioielleria alle stampe, fino al design. Le ultime vendite sono previste fino al 2027.

La responsabile globale delle grandi collezioni di Sotheby’s, Catherine Foster Ellison, ha sintetizzato così il senso dell’intera operazione: «Ogni opera, in ogni categoria, porta il segno di un collezionista che ha affrontato ogni acquisizione con gli stessi standard esigenti e la stessa convinzione fondamentale che gli oggetti di qualità parlino attraverso il tempo.»

Il calendario delle vendite e le mostre di anteprima

Il cuore dell’asta si concentra a New York: quattro sessioni di vendita tra il 21 e il 23 ottobre porteranno al martello circa 600 opere. Le restanti usciranno progressivamente in varie vendite tra New York e Parigi.

Prima ancora delle aste, la collezione sarà visibile al pubblico. Una mostra di anteprima aprirà da Sotheby’s Londra dal 27 giugno al 1° luglio. Parallelamente, il torso romano in marmo — il pezzo più prezioso dell’intera raccolta — sarà esposto nella sede di New York dal 27 giugno al 6 luglio. A ottobre, quattro dei cinque piani del quartier generale di Sotheby’s Madison Avenue saranno dedicati a un’esposizione completa della collezione dal 17 al 22 ottobre.

Il torso romano e le antichità: il vertice della collezione

A guidare la sezione di arte antica è un torso in marmo di un imperatore romano del periodo giulio-claudio, risalente alla prima metà del I secolo d.C., stimato tra 8 e 12 milioni di dollari. È il lotto più alto in stima dell’intera serie Magnum Opus e da solo racconta la profondità storica di questa raccolta.

Accanto al torso figura anche una testa-ritratto in marmo augustea raffigurante una fanciulla, datata tra il 27 a.C. e il 14 d.C., stimata tra 2,5 e 3,5 milioni di dollari. Pezzi che non si vedono spesso sul mercato con questa provenienza e in queste condizioni.

I grandi nomi della pittura nell’asta Magnum Opus

La sezione dei dipinti è altrettanto densa. Scott Niichel, vicepresidente di Sotheby’s per l’arte impressionista e moderna, ha descritto la selezione come un insieme di opere in cui «ogni artista si trova in un momento di autentica rilevanza» nella propria carriera.

Tra i lotti più attesi:

  • Un Canaletto stimato tra 6 e 8 milioni di dollari.
  • Un pastello di Edgar Degas raffigurante una danzatrice che aggiusta il nastro della scarpetta, stimato tra 5 e 7 milioni — un’opera che si discosta dalle composizioni precedenti dell’artista per concentrarsi su un singolo momento tra una performance e l’altra.
  • Una natura morta di Luis Meléndez con arance, noci e spezie, stimata tra 4 e 6 milioni. Lo stesso dipinto aveva stabilito un record per il pittore spagnolo quando fu venduto da Christie’s Londra nel 2012 per 5,6 milioni di dollari (circa 8,2 milioni in valori correnti).
  • Un Jacob van Ruisdael tra 2,5 e 3,5 milioni, un Picasso tra 1 e 2 milioni, un Francesco Guardi e un Max Ernst entrambi stimati tra 1 e 1,5 milioni.

Tappeti rari, mobili e ceramiche: il design al centro

Una delle sezioni più sorprendenti riguarda gli oggetti di design e le arti decorative. Benedict Carter, senior director e responsabile del dipartimento di arte islamica e indiana di Sotheby’s, ha definito due dei tappeti presenti «tra i grandi tappeti del mondo».

Il frammento di tappeto Safavide Bernheimer, proveniente dalla Persia sudorientale e datato all’inizio del XVII secolo, è stimato tra 350.000 e 500.000 dollari. Un tappeto Isfahan della Persia centrale (metà del XVII secolo) vale tra 400.000 e 600.000 dollari, mentre il tappeto da giardino von Hirsch della Persia nordoccidentale (XVII secolo) è stimato tra 200.000 e 300.000 dollari. Completa la sezione islamica una piastrella in ceramica Iznik con motivo cintamani dall’impero ottomano, datata attorno al 1580, per 120.000–180.000 dollari.

Sul fronte dei mobili europei, spiccano un paio di Marquises Luigi XVI in legno dorato attribuiti a Georges Jacob (circa 1785), stimati tra 200.000 e 300.000 dollari, e un raro paio di arazzi Chinoiserie di Bruxelles valutati tra 500.000 e 700.000 dollari. Non mancano i raffinati refrigeratori per vino in porcellana di Sèvres realizzati per Maria Antonietta nel 1784, stimati tra 30.000 e 40.000 dollari.

Perché questa vendita conta per il mercato dell’arte

Operazioni come Magnum Opus non sono semplicemente grandi aste: sono segnali sul funzionamento del mercato. Raccogliere oltre 900 opere in 25 categorie diverse, da un unico collezionista anonimo, e costruirci attorno un ciclo di vendite pluriennale è una strategia che trasforma Sotheby’s in qualcosa di più simile a un gestore patrimoniale che a una casa d’aste tradizionale.

La scelta di aprire con mostre pubbliche a Londra e New York mesi prima delle vendite serve a costruire attenzione internazionale e a qualificare la provenienza delle opere agli occhi dei potenziali acquirenti. In un momento in cui il mercato dell’arte di fascia alta mostra segnali di selettività crescente, presentare una raccolta con questa coerenza qualitativa — e con stime che partono da poche decine di migliaia di dollari fino a oltre 10 milioni — permette di attrarre una platea molto ampia di compratori. Il collezionista che cerca un Iznik ottomano e quello che punta a un Degas non sono la stessa persona, ma entrambi trovano qui un motivo per guardare.

FAQ

Cos’è la vendita Magnum Opus di Sotheby’s?

È una serie di aste che prende il via a ottobre, con oltre 900 opere che spaziano dall’antichità al XX secolo, provenienti da un collezionista rimasto anonimo. Il valore stimato complessivo supera i 60 milioni di dollari.

Quali artisti di rilievo sono inclusi nella collezione Magnum Opus?

La collezione comprende opere di Canaletto, Edgar Degas, Max Ernst, Francesco Guardi, Jean-Honoré Fragonard, Luis Meléndez, Pablo Picasso e Jacob van Ruisdael.

Quando e dove si terranno le mostre di anteprima della collezione?

Le anteprime sono previste da Sotheby’s Londra dal 27 giugno al 1° luglio e a New York, dove il torso romano sarà esposto dal 27 giugno al 6 luglio. A ottobre, la mostra completa occuperà quattro piani della sede di Madison Avenue dal 17 al 22 ottobre.

Quali sono i pezzi più importanti in vendita?

Tra i lotti principali figurano un torso romano in marmo del periodo giulio-claudio stimato tra 8 e 12 milioni di dollari, un pastello di Degas tra 5 e 7 milioni, una natura morta di Meléndez tra 4 e 6 milioni, e rari tappeti persiani tra cui il frammento Safavide Bernheimer e il tappeto da giardino von Hirsch.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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