La partnership tra Antonio Colomboni e Baci Perugina rientra pienamente nella categoria delle collaborazioni atte a intervenire in profondità sui suoi codici simbolici.
Oltre l’estetica per riscrivere un classico italiano: dal cartiglio alla relazione umana, una nuova idea di prodotto, da bene di consumo a dispositivo socio-culturale.
Non si tratta di un’operazione isolata, ma di una collaborazione continuativa che si sviluppa nel tempo e attraverso diverse ricorrenze – San Valentino, Pasqua e Natale – costruendo un vero e proprio percorso evolutivo. Un percorso in cui il prodotto non viene semplicemente “decorato”, ma progressivamente trasformato in un linguaggio capace di adattarsi alla contemporaneità.

San Valentino: quando il cartiglio diventa immagine
Uno dei momenti più significativi di questa collaborazione coincide con l’edizione speciale 2024 di San Valentino in cui Baci Perugina introduce una rottura radicale rispetto alla propria tradizione centenaria.
Per la prima volta, dopo oltre un secolo, i cartigli – da sempre caratterizzati da frasi d’autore – rinunciano completamente alla parola per lasciare spazio all’immagine. Le illustrazioni di Antonio Colomboni prendono il posto del testo e trasformano il messaggio in un sistema visivo fatto di simboli: occhi innamorati, stelle, bocche, lettere, elementi naturali.
Questa scelta non è soltanto estetica, ma profondamente legata al contesto contemporaneo. In una quotidianità sempre più veloce e satura di stimoli, l’immagine diventa un linguaggio immediato, capace di attraversare culture e generazioni senza bisogno di traduzione. Il cartiglio smette quindi di essere una citazione da leggere e diventa uno spazio aperto, interpretabile, in cui ciascuno può proiettare il proprio significato.
È un passaggio sottile ma decisivo: Baci Perugina non comunica più un messaggio definito, ma costruisce un’esperienza emotiva più libera e personale.
“Per i cartigli di Baci ho scelto un concetto universale dell’amore, un sentimento che va oltre un rapporto di coppia e si estende dai familiari agli amici fino ai propri animali domestici – dichiara l’illustratore Antonio Colomboni – Lavorare a questo progetto per me è stato come entrare nella storia: da sempre Baci ha infatti veicolato le emozioni attraverso le frasi dei suoi cartigli, e poter inserire al loro posto i miei disegni mi fa sentire parte della rivoluzione. Disegni che in maniera esplosiva e colorata compongono le confezioni dei Baci”.
L’evoluzione sensoriale: “Senti l’Amore”
Negli sviluppi successivi, questa ricerca non si ferma al piano visivo ma si espande verso una dimensione più ampia. Con l’edizione speciale 2025 “Senti l’Amore”, il brand introduce per la prima volta l’ascolto come parte integrante dell’esperienza.
All’interno dei cartigli, accanto alle illustrazioni di Antonio Colomboni, compare un QR Code che permette di ascoltare le frasi d’autore. Il gesto iconico di scartare un Bacio si arricchisce così di un nuovo livello: non solo leggere o guardare, ma anche ascoltare.
Le immagini anticipano il contenuto sonoro, creando una relazione tra visivo e uditivo che rende l’esperienza più coinvolgente e condivisibile. Il cartiglio diventa una soglia tra fisico e digitale, tra oggetto e contenuto, segnando l’ingresso del prodotto in una dimensione pienamente phygital.
Non è più solo un piccolo messaggio da custodire, ma un momento da vivere e potenzialmente da condividere con gli altri.
La Connection Box: il prodotto come spazio di relazione
Il passaggio più interessante, anche dal punto di vista sociale, arriva con l’edizione 2026 “Connection Box”. Qui il cartiglio compie un’ulteriore trasformazione: al posto di frasi o immagini, compaiono domande. Domande pensate per stimolare il dialogo, per rompere il ghiaccio, per portare le persone a raccontarsi.
L’idea nasce da un insight attuale e condiviso: oggi siamo sempre più connessi digitalmente, ma sempre meno abituati a raccontarci davvero. Secondo recenti ricerche (Institute for Family Studies 2023), il 51% degli italiani dichiara di non avere un amico intimo, mentre il 64% degli utenti dating non sa come iniziare una conversazione; i giovani, invece, passano con gli amici il 40% di tempo in meno rispetto a vent’anni fa. Viviamo tra messaggi, notifiche e call, ma facciamo sempre più fatica a creare legami profondi.
In questo contesto, Baci Perugina utilizza il proprio gesto più iconico, scartare un cioccolatino, per creare uno spazio di relazione reale. Una domanda tira l’altra, un Bacio apre una conversazione, e il semplice consumo si trasforma in esperienza condivisa di scoperta e conoscenza reciproca.
Le grafiche di Antonio Colomboni, con il loro linguaggio pop, ironico e immediato, contribuiscono a rendere questa edizione non solo funzionale ma anche visivamente distintiva, un vero oggetto da collezione.
In questo caso, il prodotto smette definitivamente di essere un semplice bene di consumo e diventa un dispositivo relazionale, capace di incidere sulle dinamiche sociali contemporanee.
“La Connection Box nasce dal desiderio di sollecitare le persone a ritagliarsi uno spazio di qualità per parlarsi” – racconta Chiara Richiedei, Marketing Manager Baci Perugina.
Pasqua: con la sorpresa d’autore l’arte entra nel prodotto
Se San Valentino rappresenta il terreno della sperimentazione sul linguaggio, la Pasqua diventa il momento in cui l’intervento artistico si espande all’intero sistema prodotto.
Le uova di Baci Perugina progettate da Antonio Colomboni non si limitano a un nuovo packaging, ma costruiscono un immaginario coerente ispirato alla primavera. Le grafiche raccontano un’esplosione di colori, emozioni e vitalità, in cui i personaggi si trasformano in elementi naturali, fiori e paesaggi.
Particolarmente interessante è il modo in cui questa visione si estende anche all’interno del prodotto. Pure le sorprese infatti, dei magneti illustrati, sono firmati dall’artista diventando vere e proprie “finestre sulla primavera”, prolungando l’esperienza oltre l’atto di scartare.
Si crea così una continuità tra esterno e interno, tra confezione e contenuto, che rafforza l’identità visiva e rende l’oggetto più memorabile. L’arte non è più applicata, ma integrata in ogni livello dell’esperienza.
“Baci continua il suo percorso di innovazione dimostrandosi, ancora una volta, un brand al passo con i tempi, capace di reinventarsi continuamente e veicolare emozioni positive” – dichiara Chiara Richiedei, Marketing Manager Baci Perugina.
Natale: il dono come oggetto culturale
Anche nel contesto natalizio, questa proficua collaborazione ha trovato spazio espressivo e comunicativo. Qui l’intervento artistico non rompe il codice, ma lo rafforza e lo espande rimanendo più fedele alla tradizione.
Il Natale è il momento del dono per eccellenza, e proprio per questo il packaging assume un ruolo ancora più centrale. Le illustrazioni di Antonio Colomboni trasformano le confezioni di Baci Perugina in oggetti visivamente riconoscibili, capaci di inserirsi nei rituali domestici e sociali legati alle festività.
Il prodotto non è più soltanto qualcosa da regalare, ma diventa esso stesso parte del regalo, un oggetto che porta con sé un’estetica e un immaginario autoriale. In questo senso, il lavoro dell’artista contribuisce a rafforzare il valore simbolico del brand, rendendolo più contemporaneo e senza tradirne l’identità storica.
Una collaborazione che diventa linguaggio
Osservata nel suo insieme, la collaborazione tra Antonio Colomboni e Baci Perugina mostra una traiettoria chiara: dall’immagine alla multisensorialità, fino alla relazione.
Non si tratta di applicare l’arte al prodotto in modo esclusivamente decorativo, ma piuttosto di utilizzare il linguaggio artistico e le peculiarità di una visione autoriale per ridefinire il modo in cui il prodotto stesso comunica, coinvolge e connette le persone.
In un mercato saturo e altamente competitivo, questo tipo di approccio dimostra come l’integrazione tra arte e impresa possa generare valore non solo in termini estetici, ma anche culturali, sociali e relazionali.
Il risultato è un prodotto che non si limita a essere riconoscibile e collezionabile, ma che riesce a rimanere rilevante nel tempo, adattandosi ai cambiamenti della società e dei suoi linguaggi.
Media artist attivo dal 2013, con oltre 80 esposizioni in tutto il mondo. Le
sue opere fanno parte del catalogo di Heure Exquise!, distributore delle
collezioni audiovisive del Musée du Louvre e del Musée d’Orsay. È stato
selezionato per eventi e rassegne di rilievo, tra cui il XVI Videoart
Yearbook curato dal critico d’arte Renato Barilli, la Collettiva Giovani
Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa e The Wrong Biennale,
ottenendo nel corso degli anni numerosi premi e riconoscimenti.
La sua ricerca artistica è stata inoltre inserita nel volume “L’arte del XXI
secolo. Temi, linguaggi, artisti” di Viviana Vannucci, docente e curatrice
internazionale.
Parallelamente all’attività artistica, opera come Art Director nel campo
della comunicazione multimediale. Muovendosi a cavallo tra arte e
comunicazione, ha coniato il termine “Artivator” per definire un nuovo
ruolo dell’artista: attivatore culturale per brand, territori e realtà esterne
al sistema dell’arte. È anche autore del manifesto letterario del
Metaluddismo, pubblicato nell’aperiodico Il Foglio Clandestino.



