Nel 2026 il mercato del Surrealismo torna sotto i riflettori con una spettacolare scenografia ideata da Salvador Dalí al centro dell’asta parigina di Bonhams.
Salvador Dalí torna in asta con il suo più grande lavoro noto di scenografia
La casa d’aste Bonhams riporta sul mercato il più grande lavoro conosciuto di Salvador Dalí, un monumentale allestimento scenico ideato nel 1939 per il balletto surrealista Bacchanale. L’opera, considerata un unicum nella produzione dell’artista catalano, viene stimata intorno ai 200.000-300.000 dollari, cifra ambiziosa ma in linea con l’attuale interesse per il Surrealismo.
Si tratta di un set teatrale di dimensioni eccezionali: tredici pannelli e quattro tele, per una superficie complessiva di circa sessantacinque per cento piedi. Dalí lo concepì come motore visivo di quello che definì il suo primo “balletto paranoico-critico”, un progetto che intrecciava scena, psiche e mito.
Come nasce il monumentale allestimento per Bacchanale
L’opera debuttò al Metropolitan Opera di New York nel novembre 1939. Il fulcro iconografico è il Monte di Venere, ma l’insieme si espande in un paesaggio di rimandi mitologici e onirici, che sfuma continuamente prima di offrire punti di riferimento riconoscibili allo spettatore.
Dalí non si limitò alla pittura: scrisse il libretto, concepì i costumi e chiamò a collaborare Léonide Massine dei Ballets Russes de Monte Carlo. Inoltre coinvolse Coco Chanel per le creazioni sartoriali, che tuttavia non raggiunsero mai gli Stati Uniti a causa dell’inasprirsi della situazione politica europea alla fine degli anni Trenta.
Nel complesso, la produzione di Bacchanale rappresentò una sorta di crogiolo dell’eccesso tardo anni Trenta, sospeso tra glamour e presagio di crisi. La scenografia oggi in asta ne è una rara testimonianza materiale, rimasta a lungo lontana dal grande pubblico.
Perché Bonhams punta su Parigi per il Surrealismo
Bonhams propone il set come fulcro della sua quarta asta annuale dedicata al Surrealismo, in programma il 26 marzo a Parigi. La specialista Emilie Millon ha sottolineato come l’opera immerga lo spettatore nell’universo daliniano, dove psicoanalisi, mitologia e storia dell’arte si fondono in una dimensione a metà tra palcoscenico e febbre visionaria.
Secondo Millon, anche attraverso le fotografie i pannelli sembrano letteralmente “respirare”, confermando la capacità dell’artista di trasformare un fondale in un organismo visivo vivo. In questo contesto, la scelta di collocare il lavoro al centro della vendita parigina sottolinea la volontà di presidiare il segmento alto del collezionismo surrealista.
Bonhams ha investito in questa strategia già nel 2021, rinnovando i propri spazi nella capitale francese. Inoltre ha scommesso sul ritorno del ruolo centrale di Parigi nel mercato dell’arte, una mossa che appare oggi coerente con la crescita delle vendite nella città.
Qual è la storia di mercato di questa scenografia
L’attuale stima è circa il doppio del risultato ottenuto dal lavoro da Sotheby’s New York nel 2018, quando la scenografia aveva già registrato un’aggiudicazione sopra la media per un’opera di questo genere. Da allora il percorso espositivo del set ha contribuito ad accrescerne il profilo culturale e collezionistico.
Dopo la vendita del 2018, l’opera è stata presentata al pubblico a Madrid, poi nuovamente nella stessa città al Círculo de Bellas Artes e infine a Milano. Questo itinerario europeo ne ha affinato l’aura, consolidandone lo status di capolavoro scenico surrealista e ampliandone la riconoscibilità presso musei, curatori e collezionisti privati.
Detto ciò, la nuova stima di 350.000 dollari riflette non solo la rinnovata visibilità, ma anche un contesto di mercato profondamente mutato per l’arte del Novecento legata all’immaginario onirico.
Come sta performando oggi il mercato del Surrealismo
Il Surrealismo, come categoria collezionistica, continua a sorprendere gli analisti. Mentre altri comparti del mercato hanno mostrato segni di rallentamento negli ultimi anni, questo segmento ha mantenuto un andamento costante e spesso espansivo, superando le aspettative di molti osservatori.
Dal 2020 le vendite complessive di opere surrealiste sono cresciute di oltre +60%. Nel 2022 il totale ha superato i 600 milioni di dollari, livello quasi eguagliato anche nel 2024. Questi dati indicano una domanda robusta e diversificata, sostenuta sia da collezionisti consolidati sia da nuovi attori.
Inoltre, la vendita della collezione Pauline Karpidas da parte di Sotheby’s a Londra nell’autunno 2024 ha confermato il dinamismo del settore. In quella occasione, opere di Dalí, Magritte ed Ernst hanno alimentato una competizione vivace in sala.
| Anno | Volume vendite Surrealismo |
| 2020 | Base di riferimento |
| 2022 | > 600 milioni di dollari |
| 2024 | Valore quasi equivalente al 2022 |
Nel complesso, il 75% dei lotti surrealisti proposti nella vendita Karpidas era nuovo sul mercato e ha generato più di 41 milioni di dollari. Questo tasso elevato di “fresh to market” testimonia una fiducia notevole da parte dei conferenti, in netto contrasto con altri segmenti più prudenti.
Perché Parigi è tornata un hub per le aste
Parigi appare oggi particolarmente reattiva a questo clima. La decisione di Bonhams di rinnovare il proprio spazio parigino nel 2021 ha anticipato un ritorno del baricentro europeo verso la capitale francese, dopo anni di predominio di Londra e New York nel calendario delle grandi vendite.
Durante la settimana di aste parigine dello scorso anno, in coincidenza con Art Basel nella capitale, Christie’s e Sotheby’s hanno totalizzato oltre 200 milioni di dollari complessivi. Si è trattato di un aumento netto rispetto all’anno precedente, che ha confermato l’attrattività della città per gli operatori internazionali.
In questo scenario, la scelta di concentrare una vendita tematica sul Surrealismo proprio a Parigi rafforza il posizionamento della piazza come luogo privilegiato per la trattazione dell’avanguardia storica e delle sue riletture contemporanee.
Quali altri lotti chiave accompagneranno Dalí in asta
Il catalogo dell’asta di marzo non si affida unicamente al set scenico di Dalí. Tra i principali “magneti” figurano undici opere di Francis Picabia, tra cui il dipinto La Polonaise del 1940, presentato con una stima in linea con quella dell’allestimento daliniano.
Inoltre, sarà offerto un dipinto di grande intensità della pittrice belga Jane Graverol, intitolato Tête en l’air, con una valutazione appena sotto i 40.000 dollari. L’opera si colloca idealmente in quello spazio nitido e perturbante spesso associato a Magritte, pur evidenziando una voce artistica autonoma.
Questi lotti, insieme alla scenografia di Bacchanale, delineano un catalogo compatto ma ad alto tasso di identità, che punta sia su nomi affermati sia su figure ancora in fase di riscoperta critica.
Quali segnali offre la precedente asta di Surrealismo di Bonhams
La vendita parigina dedicata al Surrealismo organizzata da Bonhams lo scorso anno si era chiusa con un totale di circa 1 milione di euro. Più della metà dei lotti aveva trovato un acquirente, segnale di un interesse solido anche per i lavori di fascia media.
Per la nuova edizione di primavera, le sole opere già conferite raggiungono 1,5 milioni di euro in valore stimato. Ciò suggerisce un clima di maggiore fiducia e lascia prevedere una sala particolarmente vivace all’apertura delle porte, specie alla luce del traino esercitato dal grande lavoro di Dalí.
Per maggiori informazioni sull’asta e sul catalogo completo è possibile consultare i siti ufficiali di Bonhams, Sotheby’s e Christie’s, che offrono anche dati aggiornati sull’andamento del mercato del Surrealismo.
In definitiva, la prossima vendita parigina sembra destinata a misurare non solo il valore di mercato del monumentale allestimento scenico di Salvador Dalí, ma anche la tenuta complessiva di un settore che, a differenza di altri, continua a mostrare segnali di crescita strutturale.
IMMAGINE Courtesy Bonhams Paris

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


