La Galleria Apollo del Louvre ha riaperto i battenti il 22 luglio 2026, nove mesi dopo il clamoroso furto di gioielli napoleonidi del valore di 102 milioni di dollari. La riapertura della Galleria Apollo al Louvre segna un momento simbolico per il museo parigino, che ha scelto di restituire al pubblico uno dei suoi ambienti più spettacolari pur privato dei tesori che lo rendevano celebre.
Punti chiave
- La Galleria Apollo del Louvre ha riaperto il 22 luglio 2026 dopo nove mesi di chiusura forzata.
- Nel furto sono stati sottratti gioielli napoleonidi del valore di 102 milioni di dollari in meno di otto minuti.
- I ladri, travestiti da operai edili, hanno utilizzato una scala mobile esterna per accedere alla galleria.
- È stata recuperata solo la corona di diamanti e smeraldi dell’imperatrice Eugénie, caduta durante la fuga.
- I gioielli rimanenti non torneranno nella Galleria Apollo ma saranno esposti in una location più sicura del museo.
Riapertura della Galleria Apollo dopo il furto di gioielli
La riapertura della Galleria Apollo al Louvre rappresenta un ritorno alla normalità dopo uno dei furti più audaci nella storia dei musei europei. L’evento, avvenuto in pieno giorno, ha visto un gruppo di ladri travestiti da operai edili penetrare nella galleria utilizzando una monte-meubles, una scala mobile esterna tipica dei cantieri parigini.
Dettagli del furto di gioielli del 2026
L’azione criminale è durata meno di otto minuti, durante i quali i malviventi hanno asportato nove oggetti preziosi: una tiara, una collana, degli orecchini e una spilla di epoca napoleonica. Il valore complessivo del bottino è stato stimato in 102 milioni di dollari, rendendo questo uno dei furti di gioielli più rilevanti degli ultimi decenni.
Riapertura senza i gioielli della corona
La galleria è stata riaperta al pubblico senza le vetrine che un tempo contenevano i gioielli della corona. L’unico pezzo recuperato è la corona di diamanti e smeraldi dell’imperatrice Eugénie, caduta dai ladri durante la fuga in motorino. Questo oggetto simbolico non tornerà tuttavia nell’esposizione originaria.
Modifiche alla sicurezza e futura esposizione dei gioielli della corona
Il direttore del Louvre Christophe Leribault ha annunciato significativi cambiamenti nella gestione della collezione dei gioielli della corona. La sicurezza del museo è stata completamente rivista dopo l’episodio criminoso, con investimenti importanti nelle tecnologie di protezione e sorveglianza.
Trasferimento in una sede museale più sicura
I gioielli superstiti non faranno più ritorno nella Galleria Apollo ma saranno esposti in una location più sicura all’interno del vasto complesso museale. La decisione riflette una nuova filosofia espositiva che privilegia la protezione dei beni senza però privare il pubblico della possibilità di ammirarli.
Dichiarazione del direttore del Louvre Christophe Leribault
Il direttore Leribault ha spiegato a Reuters le motivazioni di questa scelta: “La Galleria Apollo tornerà alla sua funzione originaria di galleria cerimoniale, mentre i gioielli troveranno una collocazione più adeguata dal punto di vista della sicurezza”. Questa dichiarazione ufficiale conferma il cambio di strategia nella gestione dei tesori più preziosi del museo.
Importanza artistica e storica della Galleria Apollo
Nonostante l’assenza dei gioielli, la Galleria Apollo rimane uno degli ambienti più spettacolari del Louvre. La sala, situata al secondo piano, conserva intatto tutto il suo splendore artistico e architettonico.
Affreschi storici di Charles Le Brun e Eugène Delacroix
La volta affrescata della galleria rappresenta Apollo che guida il suo carro attraverso il cielo, un progetto supervisionato negli anni 1660 da Charles Le Brun, pittore di corte di Luigi XIV. Due secoli dopo, Eugène Delacroix ricevette l’incarico di creare il dipinto centrale del soffitto: l’imponente Apollo che uccide il serpente Pitone, largo 12 metri.
Design cerimoniale del XVII secolo e arazzi
Le pareti della galleria sono adornate con 28 arazzi raffiguranti monarchi, architetti e artisti. L’ambiente fu originariamente concepito come galleria cerimoniale e opera d’arte essa stessa nel XVII secolo, come ricorda anche il sito web del Louvre che ne sottolinea il valore storico oltre che artistico.
La riapertura della Galleria Apollo al Louvre rappresenta dunque non solo la chiusura di un capitolo difficile per il museo, ma anche l’apertura di una nuova fase nella gestione e valorizzazione del patrimonio artistico, dove sicurezza e accessibilità trovano un equilibrio più maturo e consapevole.
FAQ
Quando ha riaperto la Galleria Apollo del Louvre dopo il furto di gioielli?
La Galleria Apollo ha riaperto il 22 luglio 2026, nove mesi dopo il furto di gioielli avvenuto nel 2026.
Quanto valevano i gioielli napoleonidi rubati?
I gioielli rubati avevano un valore approssimativo di 102 milioni di dollari.
I gioielli della corona rubati sono stati recuperati e sono esposti nella Galleria Apollo?
È stata recuperata solo la corona di diamanti e smeraldi dell’imperatrice Eugénie. I restanti gioielli della corona non sono esposti nella Galleria Apollo ma saranno mostrati in una location più sicura del museo.
Quali misure di sicurezza sono cambiate dopo il furto di gioielli del 2026?
Il direttore del Louvre ha dichiarato che i gioielli rimanenti saranno custoditi in una location museale più sicura, ma non sono stati specificati dettagli sulle misure di sicurezza implementate.
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Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


