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Restituzione dei reperti siriani trafugati: 36 opere, 5 milioni di dollari

Trentasei reperti archeologici, per un valore complessivo superiore ai 5 milioni di dollari, sono tornati in Siria dopo anni di indagini condotte dagli investigatori di New York. La restituzione dei reperti siriani trafugati, annunciata mercoledì, rappresenta uno dei capitoli più rilevanti della lotta al traffico di antichità che da tempo coinvolge musei, mercanti e procure americane, e riporta al centro dell’attenzione il valore economico e simbolico di opere che hanno attraversato mezzo mondo prima di essere fermate.

Punti chiave

  • 36 antichità, valutate oltre 5 milioni di dollari, sono state restituite alla Siria dagli investigatori di New York.
  • Tra i pezzi figurano un rilievo in pietra proveniente da Palmyra e 14 mosaici sottratti a una villa romana collegata al mercante Georges Lotfi.
  • Lotfi, accusato nel 2022 di possesso criminale di reperti rubati in Siria e Libano, è attualmente ricercato da Interpol e dalle autorità di New York.
  • Il procuratore di Manhattan Alvin L. Bragg ha inoltre annunciato il sequestro di 13 pezzi dal Metropolitan Museum of Art, portando il totale dal 2017 a oltre 402 reperti per un valore di più di 98,7 milioni di dollari.

Restituzione dei reperti siriani trafugati: cosa contiene il lotto

Il gruppo restituito a Damasco comprende oggetti di straordinario valore storico, sottratti al patrimonio siriano in momenti diversi e attraverso rotte di contrabbando distinte. Gli investigatori del Manhattan District Attorney’s Office hanno definito l’operazione un passo concreto nella riparazione di anni di spoliazioni sistematiche del patrimonio archeologico siriano.

Il rilievo di Palmyra e i mosaici romani legati a Lotfi

Tra i pezzi restituiti spicca un rilievo in pietra calcarea proveniente dall’antico sito di Palmyra, realizzato alla fine del II secolo d.C. per una camera funeraria e raffigurante un uomo reclinato circondato da donne e bambini. Pesante più di 450 chili, secondo gli investigatori di Manhattan, il rilievo sarebbe stato staccato a colpi d’ascia dai saccheggiatori, che sono riusciti a mantenere intatte le figure scolpite. L’opera fu contrabbandata dalla Siria fino a Dubai, prima che Palmyra venisse distrutta dall’ISIS tra il 2015 e il 2017.

Accanto al rilievo, il lotto include 14 mosaici descritti come “straordinari”, sottratti a una villa di epoca romana in territorio siriano e collegati al mercante Georges Lotfi. Tra questi figura una monumentale porzione di pavimentazione del III secolo a.C. che raffigura le nozze del dio Telete ed Eros, in compagnia di Afrodite e delle Tre Grazie: un pezzo sequestrato nel 2021 da un deposito riconducibile allo stesso Lotfi.

Chi è Georges Lotfi, il mercante ricercato da Interpol

Georges Lotfi non è un nome nuovo per l’unità antitraffico della procura di Manhattan: per un periodo è stato addirittura una fonte per l’Antiquities Trafficking Unit, prima che le indagini si rivoltassero contro di lui. Nel 2022 è stato accusato formalmente di possesso criminale di reperti rubati provenienti da Siria e Libano, un’accusa che ha segnato una svolta clamorosa nel suo rapporto con gli inquirenti newyorchesi.

Oggi Lotfi risulta ricercato sia dalle autorità di New York che da Interpol, e la sua posizione resta uno dei nodi ancora aperti dell’inchiesta. Il caso mostra quanto le reti di riciclaggio di antichità possano intrecciarsi con figure che, almeno per un certo periodo, avevano avuto un ruolo di collaborazione con gli stessi organi investigativi che oggi le perseguono.

I sequestri al Metropolitan Museum of Art

Parallelamente alla restituzione dei reperti siriani, il procuratore di Manhattan Alvin L. Bragg, Jr. ha annunciato il sequestro di 13 pezzi dal Metropolitan Museum of Art, un’operazione che porta il numero complessivo di antichità sottratte al museo dal 2017 a oltre 402, per un valore stimato superiore ai 98,7 milioni di dollari. Sono cifre che raccontano la scala reale del fenomeno: non episodi isolati, ma un flusso continuo di opere entrate nelle collezioni museali attraverso canali oggi considerati compromessi.

La collaborazione tra il museo e la procura di Manhattan

Già a luglio il Met aveva descritto questi sequestri come parte di un lavoro condiviso con l’ufficio del procuratore per liberare la propria collezione da opere risultate rubate. È una posizione che il museo ha ribadito più volte, distinguendo tra la responsabilità di custodia e la necessità di correggere errori del passato, spesso legati a canali di acquisizione poco trasparenti.

Perché la ricerca sulla provenienza cambia le regole del mercato

Lucian Simmons, responsabile del team di esperti di provenienza del Met, ha sottolineato il valore della collaborazione con la procura in una dichiarazione: “Il Met non vuole opere d’arte rubate nella nostra collezione. [L’ufficio del procuratore] è stato un partner fondamentale in questo lavoro, in particolare per la sua capacità di sbloccare informazioni che altrimenti resterebbero inaccessibili”.

Questa frase riassume un punto centrale per chi opera nel mercato dell’arte antica: senza l’accesso a documenti giudiziari, informazioni doganali e dati investigativi che i musei da soli non potrebbero ottenere, gran parte delle provenienze contestate resterebbe irrisolta. Per collezionisti, case d’asta e istituzioni, ogni sequestro di questo tipo ridefinisce il rischio legale ed economico legato all’acquisizione di antichità prive di una documentazione solida, e alza l’asticella della due diligence richiesta prima di qualsiasi transazione su reperti archeologici di area mediorientale.

La vicenda di Lotfi, in particolare, dimostra come anche figure ben inserite nei circuiti investigativi possano finire dall’altra parte del tavolo: un segnale che il mercato delle antichità, per quanto opaco, non è più un territorio dove la provenienza incerta passa inosservata.

FAQ

Quali reperti sono stati restituiti alla Siria dagli investigatori di New York?

Sono stati restituiti 36 reperti archeologici valutati oltre 5 milioni di dollari, tra cui un rilievo in pietra da Palmyra e 14 mosaici provenienti da una villa romana collegata a Georges Lotfi.

Chi è Georges Lotfi e qual è la sua situazione legale?

Georges Lotfi è un mercante d’antichità accusato nel 2022 di possesso criminale di reperti rubati in Siria e Libano. È attualmente ricercato dalle autorità di New York e da Interpol.

Qual è il coinvolgimento del Metropolitan Museum of Art nei casi di antichità trafugate?

L’ufficio del procuratore di Manhattan ha sequestrato dal 2017 più di 402 antichità dal Met, per un valore superiore a 98,7 milioni di dollari, e il museo collabora attivamente per eliminare dalla collezione gli oggetti risultati rubati.

Che ruolo ha la ricerca sulla provenienza nel recupero dei reperti trafugati?

Gli esperti di provenienza del Met lavorano insieme all’ufficio del procuratore per accedere a informazioni altrimenti inaccessibili, verificare l’origine delle opere e garantire che i reperti trafugati vengano rimossi dalle collezioni.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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