Il mercato dell’arte brasiliano cresce mentre il Paese si prepara a un voto presidenziale carico di tensione. ArtRio, la principale fiera d’arte del Brasile, ha aperto le porte a Rio de Janeiro il 16 settembre in un clima politico teso, a poche settimane dalle elezioni di inizio ottobre, ma i numeri raccontano una storia diversa da quella dell’incertezza: la crescita del mercato dell’arte brasiliano continua, sostenuta da nuovi collezionisti e da un’attenzione internazionale crescente. La sedicesima edizione della fiera riunisce 76 gallerie, in gran parte brasiliane, fino al 20 settembre alla Marina da Glória.
Punti chiave
- ArtRio 2026 ha aperto con 76 gallerie partecipanti, quasi tutte brasiliane, nella sua sedicesima edizione.
- La fiera coincide con la campagna per le elezioni brasiliane di inizio ottobre, che vedono Luiz Inácio Lula da Silva contendersi la riconferma con Flávio Bolsonaro.
- Secondo il Global Art Market Report di UBS e Art Basel, i mercanti brasiliani hanno registrato un aumento del 21% delle vendite su base annua nel 2025.
- Il 23% dei collezionisti brasiliani ha iniziato a collezionare arte solo negli ultimi cinque anni, la quota più alta rilevata dal sondaggio.
- Tra i visitatori di rilievo figura Sheikha Al-Mayassa bint Hamad Al Thani, presidente di Qatar Museums, prima grande collezionista mediorientale a visitare ArtRio.
ArtRio 2026 apre tra tensioni politiche in Brasile
La fiera si svolge in un clima segnato dalla polarizzazione politica del Brasile, a pochi giorni dal voto presidenziale. Diversi partecipanti al preview di mercoledì 16 settembre indossavano adesivi a sostegno di Luiz Inácio Lula da Silva, il presidente uscente di sinistra, in corsa per la riconferma contro Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente in carcere per un tentativo di golpe dopo la sconfitta elettorale del 2022.
Il contesto delle elezioni brasiliane
Il voto è fissato per i primi giorni di ottobre e la contesa tra Lula e Bolsonaro resta al centro del dibattito pubblico brasiliano. Poco prima dell’apertura della fiera, la Corte Suprema del Brasile è stata coinvolta in uno scontro politicizzato sulle indagini per corruzione, interpretato da molti osservatori come un riflesso dello scontro di potere tra i due schieramenti.
L’effetto della politica sul mercato dell’arte
La tensione legata alla polarizzazione politica ha reso alcuni collezionisti più cauti nelle spese in vista del voto, secondo quanto riportato da alcuni presenti alla fiera, in un parallelismo con l’atteggiamento osservato tra i collezionisti statunitensi prima delle elezioni del 2024. Nonostante ciò, Maria Luz Bridger, direttrice artistica di ArtRio, racconta che le gallerie avevano già chiuso vendite durante la cena pre-preview di martedì. “Sono un po’ sorpresa, perché ci sono le elezioni in due settimane, quindi normalmente c’è molta incertezza. Ma il mercato va davvero bene”, ha dichiarato Bridger, sottolineando come l’evento serva a creare un rapporto più intimo tra i grandi collezionisti e le gallerie.
La sedicesima edizione di ArtRio: numeri e gallerie
La sezione principale della fiera, Panorama, ospita gallerie di primo piano note al circuito internazionale, tra cui Mendes Wood DM, Nara Roesler e Galleria Continua, insieme a mercanti attivi sul territorio brasiliano. Un padiglione più piccolo, dedicato a presentazioni solo e duo e a progetti istituzionali, si trova vicino alla Marina da Glória e propone opere di formato più contenuto, spesso a prezzi più accessibili.
Diversità artistica e provenienza delle gallerie
La maggior parte degli espositori proviene da Rio de Janeiro e San Paolo, ma una sezione dedicata alle pratiche contemporanee brasiliane accoglie anche gallerie da città come Brasília, Vitória e Belo Horizonte, evidenziando la varietà delle produzioni artistiche del Paese: tessuti, lavorazioni in legno, perline, ceramiche e tecniche miste.
Temi politici nell’arte brasiliana in mostra
Molti artisti brasiliani affrontano temi politici nelle proprie opere, e la selezione presentata ad ArtRio non fa eccezione. Nello stand di Mendes Wood DM è esposta A Rota do Bicho da Seda n. 5 (2026) di Anna Bella Geiger, artista multidisciplinare di 93 anni considerata una leggenda vivente a Rio de Janeiro, che riflette su confini fisici e ideologici usando la Via della Seta come metafora. Alla Janaína Torres Galeria è invece esposto Público Alvo (2020) di Osvaldo Carvalho, dedicato alla brutalità della polizia nei quartieri più abbandonati di Rio. “I target sono soprattutto giovani neri e uomini neri, visti come pericoli”, spiega Luisa Moser, responsabile vendite della galleria, aggiungendo che tre opere della serie Balada di Carvalho incorporano proiettili trovati nei luoghi colpiti da episodi di violenza armata vicino al suo studio.
Crescita e attenzione internazionale per il mercato dell’arte brasiliano
Il Brasile resta il secondo mercato dell’arte più grande dell’America Latina e continua ad allargare la propria base di collezionisti. I dati confermano che la crescita del mercato dell’arte brasiliano non è un fenomeno isolato, ma un trend consolidato: secondo il Global Art Market Report di UBS e Art Basel, i mercanti brasiliani hanno registrato un aumento del 21% delle vendite su base annua nel 2025.
Nuovi collezionisti e dati di crescita
Un sondaggio condotto da Art Basel e UBS nel 2025 mostra che i collezionisti brasiliani presentano la quota più alta di nuovi entranti nel settore, con il 23% che ha iniziato a collezionare arte solo negli ultimi cinque anni. Bridger conferma che questo dato coincide con l’esperienza degli espositori di ArtRio, molti dei quali lo scorso anno hanno venduto proprio a collezionisti nuovi al mercato. Tra le gallerie estere presenti c’è Tomás Redrado Art, galleria di Miami dedicata all’arte latinoamericana, alla sua prima partecipazione: il fondatore Tomás Redrado racconta di poter contare su una solida base di collezionisti già a Rio de Janeiro, elemento che ha favorito i risultati commerciali dello stand, dove sono esposte tre opere dell’artista argentina Guadalupe Reyna.
L’arrivo di collezionisti internazionali di rilievo
Tra le presenze più significative spicca Sheikha Al-Mayassa bint Hamad Al Thani, presidente di Qatar Museums, considerata una delle collezioniste più influenti al mondo, con un budget di acquisizione stimato attorno al miliardo di dollari. La sua visita, avvenuta prima della cena esclusiva di pre-apertura, segna la prima volta che ArtRio accoglie una collezionista mediorientale di questo peso, secondo quanto riferito da Bridger.
Il radicamento locale resta comunque il motore principale della fiera. La dealer Anita Schwartz, che ha fondato la sua galleria a Rio quasi trent’anni fa, ricorda come il quartiere di Gávea si sia trasformato in un polo artistico sempre più rilevante: “Anno dopo anno diventa sempre più grande. Con la nascita della fiera si è creata un’atmosfera e oggi abbiamo un mercato che cresce a ritmi incredibili”. Sulla stessa linea Márcio Botner, co-fondatore di A Gentil Carioca, che sottolinea come l’espansione della base locale di collezionisti stia portando nuovo pubblico alla fiera: “Il mercato locale è importante, e sta crescendo. Arrivano nuovi collezionisti che vanno educati”.
FAQ
Qual è il contesto politico che circonda ArtRio 2026?
ArtRio 2026 ha aperto in un clima di incertezza politica alle porte delle elezioni brasiliane, con il presidente Lula in corsa per la riconferma contro Flávio Bolsonaro e uno scontro politicizzato che ha coinvolto anche la Corte Suprema.
Quante gallerie partecipano ad ArtRio 2026 e da dove provengono?
La sedicesima edizione di ArtRio conta 76 gallerie partecipanti, in gran parte brasiliane, con molti espositori provenienti da Rio de Janeiro e San Paolo.
In che modo la situazione politica si riflette nelle opere esposte ad ArtRio?
Diversi artisti brasiliani presenti alla fiera affrontano nelle loro opere temi politici come la violenza, la brutalità della polizia e i confini, sia fisici che ideologici.
Quali segnali di crescita mostra il mercato dell’arte brasiliano nonostante le tensioni politiche?
I mercanti brasiliani hanno registrato un aumento del 21% delle vendite su base annua nel 2025, il 23% dei collezionisti ha iniziato a collezionare arte solo negli ultimi cinque anni, e la base locale di collezionisti a Rio de Janeiro continua ad ampliarsi.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


