Dopo oltre settant’anni di silenzio, la leggendaria collezione Veil-Picard dedicata soprattutto all’arte francese del Settecento torna alla luce con una selezione in asta.
Chi era Arthur Georges Veil-Picard e come nasce la collezione?
Per Arthur Georges Veil-Picard (1854-1944), grande collezionista francese, l’arte del XVIII secolo fu una vera ossessione. Tra fine Ottocento e inizio Novecento costruì, quasi nell’ombra, un insieme diventato leggendario.
La raccolta, rimasta in famiglia per oltre 70 anni, è stata a lungo sottratta allo sguardo pubblico e agli studiosi. «La collezione Veil-Picard è una sorta di mito», osserva Hélène Rihal, responsabile dei Disegni Antichi da Christie’s.
Meno noto dei Rothschild o dei David-Weill, ma a loro paragonato per qualità, Veil-Picard fu definito dal mercante René Gimpel nei suoi “Mémoires” «il primo dilettante di Parigi». Un giudizio che sottolinea il suo peso nel panorama collezionistico dell’epoca.
Che ritratto tracciano i contemporanei del collezionista?
Gimpel descrive un personaggio singolare, quasi teatrale. Nel diario del 6 marzo 1918 annota il suo ingresso lento in galleria, il cappello calato, lo sguardo allungato, il corpo raccolto, una figura insieme rustica e determinata.
Secondo il mercante, Veil-Picard non cedeva i propri pezzi, salvo rari oggetti marginali. «Questo contadino dei dintorni di Pontarlier», scrive, costruì «solo e senza consigli» una collezione magnifica, dimostrando un gusto personale e indipendente.
Nato a Besançon in una famiglia di banchieri alsaziani, collezionisti e filantropi, Veil-Picard si trasferì a Parigi in età adulta. Scelse un hôtel particulier al 63 di rue de Courcelles, nel quartiere della Plaine Monceau, oggi demolito.
Come si è formata la collezione Veil-Picard?
L’abitazione parigina si riempì progressivamente di mobili e opere del Settecento. La scelta dei pezzi avveniva senza consulenti: il collezionista acquistava direttamente, spesso in asta, guidato dal proprio occhio.
Ciò stupì i contemporanei, colpiti dal contrasto tra l’aria contadina e la raffinatezza delle acquisizioni. Tra le vendite decisive figurano la vendita Mühlbacher del 1899 e quella La Bédoyère del 1921, dove ottenne diversi capolavori.
Oggi il nucleo originario risulta disperso tra i vari rami della famiglia e alcuni grandi musei. Tuttavia, incrociando cataloghi d’asta, inventari e archivi, è possibile ricomporre un quadro abbastanza fedele dell’insieme.
Cosa andrà in asta da Christie’s a Parigi?
Le opere che saranno presentate da Christie’s nel mese di marzo costituiscono solo una piccola parte della collezione, ma rappresentano un campione significativo. In totale si tratta di una ventina di lotti.
Al centro emerge la predilezione del collezionista per Jean-Honoré Fragonard, suo artista favorito, presente con due dipinti e tre disegni. Tra questi spicca La Coquette, vicina alle celebri figure di fantasia per immediatezza e vivacità della stesura.
Accanto si trova una tela più ambiziosa, Retour à la maison, nota anche come “La famiglia felice”. Secondo la specialista Bérénice Verdier, questa versione è considerata la prima per la qualità più fresca e vibrante della pennellata rispetto alle altre due note.
Perché i dipinti di Hubert Robert sono così importanti?
Un altro punto di forza della vendita è costituito dai due dipinti di Hubert Robert. L’artista, celebre per i paesaggi e le rovine, qui sorprende con due rare scene d’interno.
I quadri raffigurano ambienti della casa di Madame Geoffrin, una delle più influenti salonnieres del Settecento. Verdier li definisce immagini emblematiche, perché condensano l’idea stessa di interno illuminista, pur con qualche licenza nella resa degli arredi.
Queste vedute sono diventate, nel tempo, l’immagine canonica di Madame Geoffrin. Inoltre, mostrano come la collezione Veil-Picard sapesse unire soggetti di società, ricerca storica e qualità pittorica, in contrasto con raccolte più uniformi dello stesso periodo.
Quali disegni rivelano il gusto di Veil-Picard?
Il capitolo dei disegni è particolarmente rivelatore. Tra le opere spiccano un Musicien di Antoine Watteau e un ritratto a pastello di Madame Hubert Robert firmato da Marie-Suzanne Roslin.
Colpisce soprattutto un foglio di minuscole dimensioni: un’Académie di Gabriel de Saint-Aubin. Vi si vede un artista che disegna un nudo disteso su un divano, scena d’atelier carica di complicità visiva.
Rihal sottolinea i “trucchi” grafici di Saint-Aubin: prima la pietra nera e la sanguigna, poi la sanguigna diluita per un effetto quasi pittorico, infine tocchi di gouache blu e bianca. Lo stesso procedimento compare nelle sue celebri acquerellate dei Salons, una delle quali era posseduta anche da Veil-Picard.
Qual è l’ampiezza reale della collezione di disegni?
Dalle vedute di parchi e giardini alle scene di seduzione, fino alle immagini delle feste pubbliche, i fogli riuniti un tempo dal collezionista restituiscono un Settecento sorridente e brillante.
Tra gli autori presenti figurano Louis-Gabriel Moreau, Jean-Michel Moreau, Nicolas Lavreince e Jean-Baptiste Huet. Una precedente vendita da Christie’s nel 2010 aveva già rivelato alcuni vertici della raccolta.
Allora emersero un raro studio per il Bénédicité di Jean-Siméon Chardin, due ritratti di Jean-Auguste-Dominique Ingres (l’architetto Bénard e Madame Pastoret), i Deux Pages di Jacques-André Portail a pietra nera e sanguigna e un busto del marchese de La Fayette scolpito da David d’Angers.
Quali opere della collezione sono oggi nei musei
Col passare del tempo, numerosi pezzi sono entrati in collezioni pubbliche. Nel 1947 un busto di Madame Adélaïde di Jean-Antoine Houdon fu donato ai musei francesi, segnando una prima dispersione ufficiale.
Nel 2004 il Louvre ricevette in pagamento di imposte i dipinti di Fragonard L’Étable e Renaud dans les Jardins d’Armide. Nel 2013 il Museo di Belle Arti di Lione acquistò due paesaggi dello stesso artista, La Fontaine e Le Rocher.
La reggia di Versailles conserva un busto di Luigi XV scolpito da Jean-Baptiste Lemoyne e un disegno di Saint-Aubin, mentre il Metropolitan Museum of Art di New York ha acquisito un disegno di Francisco de Goya raffigurante una corrida.
Cosa accadde alla collezione durante l’Occupazione?
Per comprendere la storia di questo insieme è essenziale ricorrere agli archivi. Durante l’Occupazione nazista, la collezione Veil-Picard fu sequestrata e inviata in Germania.
Alla fine della guerra, grazie alle operazioni di recupero, molte opere furono ritrovate in vari siti, tra cui la miniera di sale di Altaussee in Austria. Successivamente vennero rimpatriate in Francia e restituite ai legittimi proprietari.
Le autorità francesi procedettero allora a un inventario scrupoloso, corredato di fotografie. Questo lavoro offre oggi una visione più ampia, seppur non completa, dell’insieme originario e documenta, tra l’altro, che Veil-Picard possedeva ben sedici Fragonard.
Quali artisti dominano l’insieme tra Sette e Ottocento?
Oltre ai dipinti già citati, l’inventario segnala un ritratto di Marie-Madeleine Guimard, una Jeune fille jouant avec un chien dalla lettura ambigua e gli Amants heureux, tutti di mano di Fragonard. Un nucleo che testimonia un’attenzione particolare per questo autore.
Il collezionista nutriva anche una forte predilezione per Maurice-Quentin de La Tour, di cui acquistò vari pastelli a cifre elevate: i ritratti dell’incisore Schmidt, del marchese e della marchesa de Courcy, del pittore Watelet e della contessa de Sesmaisons, oggi al Louvre.
In parallelo, erano rappresentati anche Jean-Baptiste Perronneau, naturale contraltare di La Tour, così come Jean-Frédéric Schall, Claude Hoin e, ancora, Nicolas Lavreince. Nel complesso emerge un gusto coerente per una pittura leggera, galante e pittoresca.
Quando si terrà la vendita e come visitare l’esposizione?
La vendita della collezione Veil-Picard è organizzata da Christie’s Paris, in avenue Matignon 9, 75008 Parigi. L’asta è fissata per il 26 marzo, con una selezione accurata dei lotti.
Le opere saranno esposte al pubblico dal 21 al 25 marzo, permettendo a studiosi, collezionisti e appassionati di riscoprire da vicino un capitolo decisivo del collezionismo francese. Informazioni pratiche sono disponibili sul sito ufficiale di Christie’s (christies.com).
Per approfondire il contesto storico e museale, sono utili anche le risorse del Louvre e della collezione online del Met. La messa in vendita di questo nucleo, pur parziale, consente oggi di misurare con maggiore precisione portata e coerenza della visione di Veil-Picard.
IMMAGINE: JEAN-HONORÉ FRAGONARD (GRASSE 1732-1806 PARIS) The happy family, called Young couple contemplating a sleeping child, or The return home, or The reconciliation Oil on canvas, 70 x 89 cm Estimate : €1,500,000-2,000,000 – Courtesy Christie’s

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


