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Collezione Himalaya von Schroeder: 37 tesori in asta Bonhams a Hong Kong

La collezione Himalaya di Ulrich von Schroeder apre il sipario su rarità himalayane raccolte in oltre cinque decenni ed ora andrà in asta.

Che cosa comprende questa vendita?

La vendita si intitola Reverence: Important Himalayan Art from the Collection of Ulrich von Schroeder e riunisce 37 opere tra sculture, manoscritti e oggetti rituali. Inoltre, la selezione spazia dalle piccole sculture buddiste fino a rarità manoscritte su foglia di palma, tutte provenienti dalla collezione personale e corredate dalla relativa documentazione. Per un profilo del collezionista, si veda il Profilo di Ulrich von Schroeder.

Dove e quando si terrà l’asta?

L’evento è programmato per ottobre 2025 a Hong Kong e sarà organizzato da Bonhams. Per questo motivo la vendita è accompagnata da una serie di preview internazionali, volte a mostrare la qualità della collezione prima dell’asta.

In particolare, la selezione sarà esposta a Pechino, Shanghai e Taipei; così, collezionisti e curatori avranno diverse occasioni di studio e ispezione preventiva.

Chi era Ulrich von Schroeder e quale storia racconta la sua collezione?

Ulrich von Schroeder è uno storico dell’arte e collezionista che ha dedicato la vita allo studio dell’arte himalayana. Fin dal primo viaggio in Nepal, compiuto a 22 anni, la sua passione si è tradotta in ricerche sul campo e in pubblicazioni di riferimento.

Nel 1981 pubblicò Indo-Tibetan Bronzes, la prima cronologia completa della scultura tibetana in metallo, e nel 2001 diede alle stampe il suo capolavoro in due volumi, Buddhist Sculptures in Tibet. Questi lavori hanno profondamente influenzato gli studi sulla scultura tibetana; inoltre, la voce bibliografica è consultabile su WorldCat.

Perché questa collezione è rilevante per mercato e cultura?

Innanzitutto, la collezione riflette oltre cinquant’anni di ricerca metodica; dunque offre non solo oggetti di pregio ma anche un corpus documentale che arricchisce il patrimonio iconografico dell’arte himalayana. Il valore culturale è alto perché molti pezzi provengono da contesti monastici o da aree poco rappresentate sul mercato.

Secondariamente, Dora Tan, Responsabile dell’asta, sottolinea che ogni opera è stata selezionata per il suo significato artistico e per la qualità della provenienza. Inoltre Mark Rasmussen ha osservato l’importanza scientifica della raccolta: «Ulrich von Schroeder is a true pioneer—the first to chart the stylistic evolution of Tibetan sculpture with a systematic approach», come riportato nel comunicato di Bonhams.

Quali sono i lotti di punta e le loro stime?

Tra i pezzi annunciati compaiono opere che coniugano imponenza formale e rarità storica. Di seguito i lotti principali in evidenza.

  • Figura di Durga in lega di rame dorato (Nepal, 1550–1650): composizione dinamica con superficie dorata; stima HK$ 5.000.000–7.000.000.
  • Avalokiteshvar, statua bronzea alta 61 cm, proveniente dal Kashmir: raro esempio di grande formato in mani private; stima HK$ 5.000.000–7.000.000.
  • Manoscritti miniati su foglia di palma: pezzi di raffinata fattura, rappresentativi di pratiche devozionali e artistiche locali.

Tali stime evidenziano la presenza di pezzi di grande rilievo per collezionisti e istituzioni e confermano l’interesse per la scultura himalayana sul mercato internazionale.

In che modo la collezione riflette l’evoluzione degli studi sull’arte himalayana?

La raccolta documenta in modo quasi cronachistico le ricerche condotte da von Schroeder. Il rigore nelle datazioni e nelle attribuzioni testimonia il metodo adottato negli anni ’60 e ’70; inoltre, le sue pubblicazioni del 1981 e del 2001 restano punti di riferimento per studiosi e curatori.

Di conseguenza, la vendita non è un semplice evento commerciale, ma anche un’occasione di riflessione accademica. Conservatori e storici potranno così ricostruire filoni stilistici e itinerari produttivi grazie a documentazioni complete e certificate.

Cosa devono considerare i potenziali acquirenti e le istituzioni?

I collezionisti sono invitati a valutare attentamente la provenienza e lo stato di conservazione delle opere; questi elementi accrescono il valore sia culturale sia economico. La provenienza dalla collezione di Ulrich von Schroeder rappresenta infatti una garanzia di autenticità e di valore storico.

Musei e fondazioni potrebbero considerare l’acquisizione come un’opportunità per arricchire depositi tematici sull’arte tibetana e himalayana, contribuendo alla tutela e allo studio di tali tradizioni.

Per pratica tecnica, prima di formulare un’offerta è buona prassi richiedere il condition report dettagliato e, se necessario, eseguire analisi sul materiale e sulle patine. Durante le preview è consigliabile ispezionare direttamente le superfici per valutare restauri precedenti e la patina originale. Per la conservazione, consultare un conservatore specializzato per indicazioni su pulitura, trattamento dei metalli e controllo microclimatico: interventi invasivi possono incidere sul valore storico. Inoltre, per contestualizzare i valori d’asta è utile consultare le analisi di mercato e le cronache disponibili sul nostro sito: Overview of the Art Market 2025 e la sezione dedicata alle aste.

Dati essenziali sulla collezione Schroeder

  • Titolo della vendita: Reverence: Important Himalayan Art from the Collection of Ulrich von Schroeder.
  • Numero di opere in vendita: 37 opere.
  • Sede dell’asta: Hong Kong; casa d’asta: Bonhams
  • Mese dell’asta: ottobre 2025
  • Anteprime previste: Pechino, Shanghai, Taipei.
  • Lotti principali e stime: Figura di Durga (HK$ 5.000.000–7.000.000); Avalokiteshvar, statua bronzea alta 61 cm (HK$ 5.000.000–7.000.000).
  • Pubblicazioni chiave di Ulrich von Schroeder: Indo-Tibetan Bronzes (1981); Buddhist Sculptures in Tibet (2001).
  • Dichiarazioni citate: Dora Tan (Responsabile dell’asta); Mark Rasmussen (Direttore Internazionale, Bonhams).

Infine, mentre l’asta si avvicina, la collezione Himalaya von Schroeder si conferma non soltanto come un inventario di oggetti rari, ma come un corpus che racconta decenni di ricerca nel campo dell’arte himalayana. In definitiva, il valore di queste opere si misura tanto nella loro bellezza quanto nel contributo offerto alla conoscenza e alla diffusione della cultura tibetana e himalayana.

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