Anche l’immobiliare delle grandi gallerie d’arte sta cambiando volto, e la notizia arriva da uno dei nomi più pesanti del settore. La chiusura delle gallerie Gagosian a Londra e a Basilea segna uno dei movimenti più significativi nella strategia immobiliare della mega-gallery fondata da Larry Gagosian, proprio mentre altri colossi del mercato dell’arte come David Zwirner e Pace stanno rivedendo i propri spazi fisici in giro per il mondo.
Punti chiave
- Gagosian ha chiuso lo spazio di Burlington Arcade a Londra, attivo da ottobre 2023, dopo 16 mostre.
- La galleria lascerà a breve anche la sede di Basilea, in via Rheinsprung 1, aperta nel 2019 e operativa per sette anni con 17 esposizioni.
- Gagosian mantiene invece due gallerie a Mayfair, Londra, a Grosvenor Hill e Davies Street.
- A New York la galleria ha aperto un nuovo flagship di 12.000 piedi quadrati su due piani, unendo gli spazi precedenti.
- Anche David Zwirner e Pace stanno riducendo i propri spazi espositivi, confermando un trend più ampio nel settore.
Gagosian chiude la galleria di Burlington Arcade e annuncia l’uscita da Basilea
La chiusura delle gallerie Gagosian a Londra e Basilea non è un episodio isolato, ma il risultato di scelte legate alla convenienza dei contratti d’affitto e alle opportunità del momento. Nei primi giorni di luglio Gagosian ha lasciato lo spazio al numero 28-29 di Burlington Arcade, la storica galleria commerciale nel centro di Londra, dove la sede aveva iniziato a programmare mostre nell’ottobre 2023. Un portavoce della galleria ha confermato l’operazione. Nei prossimi mesi seguirà anche l’uscita dalla sede di Basilea, in Rheinsprung 1, mentre lo staff della galleria sta già valutando “altre opportunità immobiliari” nella città svizzera.
Inizi pop-up e record espositivi
Entrambi gli spazi erano nati come operazioni temporanee. Burlington Arcade ospitava al piano terra una filiale del Gagosian Shop, il negozio della galleria dedicato a libri, edizioni ed altri prodotti a marchio degli artisti, con un piccolo spazio espositivo al piano superiore. In totale sono state allestite 16 mostre, l’ultima delle quali, dedicata ai progetti site-specific di Christo e Jeanne-Claude, si è chiusa il 18 luglio. La sede è stata lasciata libera perché il proprietario dell’immobile intende inserire un inquilino commerciale a lungo termine: al suo posto arriverà Fabergé, il celebre marchio di gioielleria, con apertura prevista per l’inverno 2026.
A Basilea la storia è simile. Gagosian aprì lo spazio in coincidenza con Art Basel del 2019, inizialmente come pop-up legato alla fiera, per poi trasformarlo in una sede permanente rimasta attiva per sette anni con 17 mostre in totale. Secondo una fonte vicina alla galleria citata da ARTnews, la logica di Larry Gagosian sarebbe pragmatica: se l’opportunità c’è, la si sfrutta; se non c’è più, si chiude senza drammi.
Continua presenza a Londra nonostante le chiusure
Nonostante l’uscita da Burlington Arcade, Gagosian non abbandona affatto la capitale britannica. La galleria continuerà a gestire le due sedi principali di Mayfair, a Grosvenor Hill e in Davies Street. A settembre lo spazio di Grosvenor Hill ospiterà “This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte”, una mostra che riunirà circa 70 opere del surrealista René Magritte accostate a lavori di artisti contemporanei: un segnale che Gagosian intende continuare a investire su Londra, pur con un perimetro più contenuto.
Espansione a New York in controtendenza rispetto all’Europa
Mentre in Europa la galleria riduce la propria presenza fisica, a New York avviene l’opposto. Gagosian ha recentemente inaugurato una nuova sede principale che riunisce in un unico spazio le operazioni precedentemente distribuite su più piani.
Nuova galleria principale che unisce gli spazi precedenti
Il nuovo flagship, su due piani per un totale di 12.000 piedi quadrati, combina le attività che si svolgevano in uno spazio temporaneo al 976 di Madison Avenue con quelle ospitate ai livelli superiori dell’edificio al 980 di Madison, lasciati liberi all’inizio dell’anno per tornare a livello strada. Gagosian aveva mantenuto uffici e sale espositive ai piani alti di quell’edificio per decenni, prima che Bloomberg Philanthropies acquistasse la maggior parte della proprietà, spingendo gran parte dell’operazione altrove.
Riconoscimento della chiusura della sede di San Francisco
Non è la prima volta che Gagosian ammette apertamente il fallimento di una scommessa immobiliare. Dal 2016 al 2020 la galleria aveva una sede a San Francisco, chiusa per mancanza di pubblico. Lo stesso Larry Gagosian, in un’intervista a Elle Decor citata dagli articoli sul caso, ha raccontato: “È semplicemente fallito. Non si presentava nessuno. Era così deprimente.” Ricordava di volare fino in California per le inaugurazioni e trovare la galleria vuota, chiedendosi cosa ci stesse a fare lì.
Trend di ridimensionamento immobiliare fra le mega-gallerie
Le uscite di Gagosian da Londra e Basilea si inseriscono in un ripensamento più generale delle strategie immobiliari delle grandi gallerie internazionali, un fenomeno che negli ultimi due mesi ha coinvolto anche altri protagonisti del mercato dell’arte.
David Zwirner e Pace riducono anche loro gli spazi fisici
David Zwirner ha chiuso la sede in un townhouse al 34 East 69th Street, nell’Upper East Side di Manhattan, dove operava da quasi un decennio. Secondo la galleria, l’uscita era pianificata da tempo e segue il completamento dell’espansione del campus di Chelsea, dove Zwirner ha progressivamente concentrato le proprie attività newyorkesi, insieme alla sede di 52 Walker a Tribeca. Pace, invece, ha compiuto un taglio più netto: dopo licenziamenti e una sostanziale riduzione del roster di artisti, ha rimesso sul mercato la sede di Hanover Square a Londra, di 8.600 piedi quadrati, ed è ora alla ricerca di uno spazio più piccolo.
Ripensamento diffuso degli spazi espositivi nel settore
Perché conta tutto questo per chi guarda al mercato dell’arte come investimento? Perché la geografia delle gallerie non è un dettaglio logistico: determina dove si concentrano vendite, mostre e capitale relazionale con i collezionisti. Quando i colossi del settore chiudono sedi europee ma aprono spazi più grandi a New York, il segnale è che le priorità commerciali si stanno riallocando verso i mercati considerati più solidi in questa fase. Per collezionisti, artisti in roster e osservatori del settore, capire dove le gallerie scelgono di investire, e dove invece si ritirano, resta uno degli indicatori più affidabili sulla salute reale del mercato dell’arte contemporanea.
FAQ
Perché Gagosian chiude gli spazi di Burlington Arcade e Basilea?
Entrambi gli spazi erano nati come pop-up e sono stati mantenuti finché gli affitti risultavano vantaggiosi; le chiusure riflettono un ripensamento strategico dell’impronta immobiliare della galleria.
Gagosian resterà attivo a Londra nonostante queste chiusure?
Sì, la galleria continua a gestire due sedi importanti a Mayfair, a Grosvenor Hill e in Davies Street.
Come si espande Gagosian altrove mentre chiude alcune sedi?
Gagosian ha recentemente aperto un nuovo flagship di 12.000 piedi quadrati a New York, che unisce gli spazi precedenti in un’unica sede più grande a livello strada.
Anche altre mega-gallerie stanno seguendo strategie immobiliari simili?
Sì, David Zwirner e Pace stanno riducendo o consolidando i propri spazi espositivi.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


