Nel cuore di Colonia, l’asta “50 LOTS – MY CHOICE” di Lempertz celebra mezzo secolo di attività di Henrik Hanstein, intrecciando capolavori antichi, gioielli rari e maestri del Novecento.
Perché l’asta di Lempertz segna un traguardo per Hanstein
Il 4 dicembre 2025 la casa d’aste Lempertz, a Colonia, organizza la vendita “50 LOTS – MY CHOICE” per celebrare i 50 anni di carriera di Henrik Hanstein come banditore. L’appuntamento riunisce cinquanta opere e oggetti scelti personalmente, senza confini di epoca o categoria.
La selezione, volutamente eclettica, intende rispecchiare la natura multiforme del mercato e, al tempo stesso, la passione individuale e il talento curatoriale di Hanstein. In questo modo, la ricorrenza professionale diventa anche un ritratto del suo sguardo sul collezionismo internazionale.
Cinquanta anni fa, il banditore è diventato la quinta generazione alla guida della più antica casa d’aste a conduzione familiare al mondo. Nel corso dei decenni, grazie alla fiducia di collezionisti e amanti dell’arte, ha contribuito a trasformare Lempertz in un vero forum internazionale per l’arte, capace di adattarsi alle continue evoluzioni del mercato.
Quali sono i gioielli e gli oggetti antichi più attesi dell’asta Lempertz
Tra i pezzi più notevoli dell’asta Lempertz spicca un anello con uno zaffiro Kashmir naturale di 11,51 carati, taglio cuscino antico, con una stima di 800.000–1.000.000 euro. La rarità di queste gemme, estratte sull’Himalaya solo per sette anni a partire dal 1880, unita al colore intenso, le rende tra le più contese sul mercato globale.
Accanto al gioiello, la vendita propone un imponente rilievo romano in marmo bianco che raffigura due Nikai alate su carri, frammento del timpano di un tempio romano databile intorno al 200 d.C.. La stima, pari a 200.000 euro, riflette la qualità scultorea e l’eccezionale stato di conservazione.
Come sono rappresentati gli antichi maestri in catalogo?
La sezione dedicata agli Old Masters comprende “Lasciate che i bambini vengano a me” (stima 300.000–350.000 euro) di Theodor van Loon, tra i più originali caravaggisti olandesi. L’opera colpisce per il grande formato, il vigoroso chiaroscuro e la monumentalità delle figure, esito del contatto diretto del pittore con l’arte di Caravaggio a Roma.
Dal Rinascimento italiano arriva poi la “Resurrezione di Cristo” di Francesco Rosselli, un piccolo olio su tavola valutato 70.000–90.000 euro. In contrasto con la solennità della tela di van Loon, questo pannello concentra la narrazione in un formato intimo, ma non meno ricercato dal punto di vista devozionale e collezionistico.
Tra le nature morte, spicca “Natura morta con frutta e un bicchiere di vino” di Cornelis de Heem, databile alla fine degli anni 1650. La tavola, eccezionalmente ben conservata, è considerata uno degli esempi più ricercati della sua produzione matura, in cui il linguaggio personale dell’artista risulta pienamente definito. La valutazione oscilla tra 200.000 e 250.000 euro.
Che ruolo hanno gli impressionisti e il Novecento nella vendita
Una menzione particolare spetta al dipinto luminoso di Alfred Sisley, “Le Chantier de Matrat, Moret-sur-Loing” del 1888, con una stima compresa fra 300.000 e 400.000 euro. L’opera esprime appieno la poetica impressionista della luce e dello spazio, e rafforza la presenza della pittura francese di fine Ottocento nel catalogo.
La selezione prosegue nel XX secolo con due lotti chiave. Il primo è “Study for an Homage to the Square: Vittoriano” (1955) di Josef Albers, olio su masonite stimato 300.000–400.000 euro. Il lavoro, parte del celebre ciclo dedicato al quadrato, rappresenta un punto di riferimento per la riflessione sul colore e la percezione nell’arte del dopoguerra.
Accanto ad Albers figura “Sturz” di Günther Uecker, realizzato con chiodi e pittura su lavagna montata su tela e supporto ligneo, con una stima di 200.000–300.000 euro. La composizione, caratteristica della ricerca di Uecker sulla materia e sulla luce, offre un contrappunto radicale alla pittura impressionista e sottolinea l’ampiezza cronologica della proposta.
Che cosa rappresenta complessivamente “50 LOTS – MY CHOICE”?
Nel complesso, “50 LOTS – MY CHOICE” si configura come un attraversamento di cinque secoli di storia dell’arte, dai marmi romani ai maestri contemporanei. La coesistenza di capolavori antichi, gioielli rari e opere del Novecento mette in luce la continuità del desiderio collezionistico, al di là delle mode del momento.
Detto ciò, la vendita fa emergere anche il ruolo del banditore come mediatore culturale e non solo commerciale. La scelta dei cinquanta lotti, tutti fortemente caratterizzati, restituisce la traiettoria con cui Lempertz si è affermata come piattaforma internazionale, capace di collegare collezionisti storici e nuove generazioni di appassionati.
Con questa asta di anniversario, la casa d’aste di Colonia ribadisce dunque la centralità della selezione curatoriale all’interno del mercato, celebrando insieme il percorso di Henrik Hanstein e la vitalità di un settore in continua trasformazione.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


