La vendita 20th Century Art di Artnet Auctions offre una chiave per leggere come rarità e scarsità influenzino il desiderio dei collezionisti di arte contemporanea e i prezzi di mercato.
Come la 20th Century Art di Artnet definisce il desiderio dei collezionisti di arte contemporanea
La nuova asta online di Artnet Auctions, dedicata all’arte del Novecento, riunisce opere di protagonisti internazionali che hanno interpretato in modo radicale un mondo in rapida modernizzazione. In catalogo figurano lavori di Joan Miró, Roy Lichtenstein, Yves Klein, Sam Francis, Marc Chagall, Wayne Thiebaud, Bridget Riley e altri, attraversando i principali movimenti artistici del secolo scorso.
La sessione 20th Century Art è aperta alle offerte fino al 19 marzo 2026, con modalità interamente digitali. Per i collezionisti, rappresenta l’occasione di misurare in tempo reale come fattori storici, istituzionali e di mercato plasmino l’attrattiva di un’opera.
Cosa rende davvero desiderabile un’opera d’arte contemporanea?
Il desiderio collezionistico nasce da un intreccio di elementi: andamento dell’artista sul mercato, sostegno museale, studi critici in corso, equilibrio tra risonanza emotiva e accessibilità economica. Tuttavia, al centro dell’interesse di molti acquirenti si trovano due concetti chiave: scarsità e rarità, spesso confusi ma radicalmente diversi nelle loro implicazioni.
L’asta 20th Century Art, curata dal senior specialist di grafica e multipli Sylvie François Sturtevant e dal senior international specialist di arte contemporanea Jason Rulnick, propone casi esemplari di entrambe le dinamiche. Inoltre offre una cornice concreta per distinguere, sul piano operativo, ciò che è poco frequente da ciò che è semplicemente poco disponibile sul mercato.
Come si distinguono rarità e scarsità nel mercato dell’arte?
Secondo Rulnick, i due termini vengono spesso sovrapposti per evocare esclusività e urgenza, ma rispondono a logiche diverse. «Rarità in genere si riferisce all’inconsueto di un oggetto, a qualcosa che si incontra di rado o che è ‘rare to market’», spiega lo specialista.
Nel caso delle opere moderne del XX secolo, la rarità può derivare da una produzione originaria limitata oppure dal fatto che molti esemplari siano confluiti in collezioni museali o istituzionali. In questo modo la presenza in asta si riduce drasticamente rispetto al patrimonio complessivo.
«La scarsità», prosegue Rulnick, «riguarda più direttamente l’offerta: la quantità di opere disponibili rispetto alla domanda. Il fenomeno è evidente nei lavori in edizione, prodotti in tirature fisse ma desiderati da un numero di collezionisti superiore agli esemplari esistenti. Nel tempo, quando la domanda supera l’offerta, è il mercato aperto a fissare il livello dei prezzi».
In che modo la storia genera rarità?
Tra i lotti più significativi per comprendere la rarità spicca un affascinante dipinto del 1942 di Joan Miró, Figure devant la lune (Figure in front of the moon), con stima di 250.000–350.000 dollari. Secondo il catalogue raisonné, soltanto tre opere della stessa serie esistono in un formato paragonabile.
«Durante gli anni di guerra, artisti moderni come Miró si confrontavano con una vera scarsità di materiali, e molte opere su carta venivano realizzate in formato ridotto», osserva Rulnick. Inoltre, nel periodo che precede la Seconda guerra mondiale, Miró insieme a Pablo Picasso, Henri Matisse e Paul Klee venne bollato come artista “degenerato” dal regime nazista.
Le conseguenze furono drastiche: numerose opere furono sequestrate da musei e collezioni private in tutta Europa. Molti lavori andarono distrutti; nel luglio 1942 migliaia di opere moderne vennero bruciate nel cortile del museo Jeu de Paume a Parigi. Oggi si conoscono circa 136 opere su carta riferibili agli anni di guerra di Miró, elemento che contribuisce in modo decisivo alla loro rarità.
Un diverso esempio di rarità storica è Cosmogonie (COS-16) di Yves Klein, stimato 120.000–180.000 dollari. Si tratta di uno dei soli 39 lavori della serie realizzati tra il 1960 e il 1961, verso la fine della breve carriera di sette anni dell’artista, quando Klein esponeva le tele agli agenti naturali come pioggia e vento.
Inoltre, negli ultimi dieci anni sono apparse in asta soltanto 15 opere su carta di Klein, rafforzando il carattere eccezionale di ogni apparizione. In contrasto con molti artisti coevi, la limitata produzione e l’alto assorbimento museale fanno sì che ogni nuovo passaggio sul mercato acquisti un peso particolare.
Come si manifesta la scarsità guidata dal mercato?
Se la rarità affonda le radici nella storia, la scarsità si sviluppa per effetto delle dinamiche di domanda e offerta. La specialista di stampe Sylvie François Sturtevant indica la grafica della Pop Art come un caso emblematico di scarsità contemporanea.
«Uno dei movimenti più riconoscibili e amati nell’arte del XX secolo, la Pop Art resta molto richiesta dai collezionisti, trainata dalla figura di Andy Warhol», sottolinea François Sturtevant. Aggiunge poi che esiste una forte concentrazione di domanda per le stampe di qualità di quest’area.
«Con così tanti attori coinvolti nella competizione per le grafiche più ambite della Pop Art, dalle gallerie ai dealer, dai privati alle istituzioni, quasi sempre osserviamo un interesse intenso e rilanci competitivi su questi lavori».
Un caso esemplare è la serigrafia di Roy Lichtenstein I Love Liberty (1982), in asta con una stima di 50.000–70.000 dollari e tiratura relativamente ampia di 250 esemplari. A settembre dello scorso anno un esemplare ha raggiunto in asta un massimo storico di 152.400 dollari, e due dei tre risultati più alti successivi sono stati registrati negli ultimi due anni.
«Nonostante la tiratura considerevole di 250 esemplari, il numero di stampe effettivamente disponibili resta limitato», spiega François Sturtevant. «Ogni vendita riduce di un’unità il totale accessibile ai collezionisti, comprimendo progressivamente l’offerta mentre la domanda continua a crescere».
Cosa alimenta davvero la competizione in asta?
Quando si parla di competizione nel mercato attuale, entrambi gli specialisti concordano che la scarsità, più ancora della rarità, tende a generare una base di acquirenti più ampia. «È probabile che si trovino più compratori pronti a contendersi un bene scarso», osserva Rulnick. «Quel pubblico nasce dalla domanda. Un oggetto più raro può spingere il prezzo verso territori quasi anomali, con valori elevati ma meno prevedibili. La competizione più intensa, cioè un bacino più profondo di rilanci, spesso si concentra sull’oggetto scarso».
François Sturtevant concorda sul fatto che la rarità da sola non basta a garantire pressioni significative sulle offerte. «Il semplice fatto che qualcosa sia raro non implica che ci sarà domanda. Un lavoro precoce nella carriera di un artista, ad esempio, può essere poco frequente ma non rispecchiare lo stile maturo che il mercato ricerca in modo più attivo».
Per i collezionisti, il nodo diventa quindi capire quando la scarsità segnali un’opportunità da cogliere. Inoltre, è fondamentale distinguere tra una corsa al rialzo alimentata dall’emotività e una crescita sostenuta da fondamenta solide.
Quando la scarsità indica che è il momento di agire?
«Analizziamo con attenzione la frequenza con cui opere simili compaiono sul mercato in un determinato arco temporale», spiega Rulnick. «La scarsità può tradursi in un chiaro invito ad agire quando il prezzo si allinea o si colloca di poco sopra i risultati storici, e gli altri parametri risultano convincenti: condizione, provenienza, riferimenti al catalogue raisonné e autenticità».
Nel caso delle opere in edizione, il ragionamento diventa più sfumato. «Quasi sempre esistono altri esemplari che potrebbero emergere in futuro», nota François Sturtevant. «Capire quando attendere e quando decidere di procedere dipende spesso da fattori come lo stato di conservazione e la storia collezionistica».
Nel complesso, la vendita 20th Century Art, aperta alle offerte fino al 19 marzo 2026, funziona come laboratorio in tempo reale per osservare all’opera questi meccanismi. Per consultare il catalogo completo e partecipare all’asta di arte moderna e contemporanea, è possibile visitare il sito di Artnet Auctions.
IMMAGINE: Roy Lichtenstein, Reflections on Minerva (from Reflections) (1990). Courtesy of Artnet Auctions.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


