Nel 2025 il mondo dell’arte secondo Artnet ha mostrato tendenze sorprendenti, tra cornici protagoniste, paesaggi inquieti, miniature ambite e un mercato dominato dall’estetica “red-chip”.
Le cornici sono diventate protagoniste nelle opere contemporanee
Per gran parte del Novecento la cornice è stata ridotta al minimo, quasi invisibile, per non interferire con il dipinto. Nel corso degli ultimi anni, invece, molti artisti hanno ribaltato questo paradigma.
In fiere e mostre recenti, uno sguardo anche rapido rivela bordi scolpiti, dipinti o assemblati che assumono un ruolo centrale. Artisti come Stephanie Temma Hier, Harry Gould Harvey IV e Holly Lane progettano strutture che non si limitano a contenere l’immagine.
Queste cornici diventano estensioni concettuali e materiche dell’opera, fonti di narrazione e memoria. Inoltre attingono alla storia dell’arte, dal Rinascimento alle tradizioni artigianali, per costruire un nuovo linguaggio liminale tra pittura, scultura e design.
Che cosa distingue oggi il fenomeno della cosiddetta arte red-chip
In contrasto con la consolidata nozione di arte blue-chip, associata ad autori canonici e valutazioni stabili, si è affermata una scena più vistosa e spregiudicata. Questo scenario, descritto come red-chip, privilegia visibilità immediata e impatto spettacolare.
In questo contesto contano meno il prestigio storico e la connoisseurship tradizionale. Prevalgono invece opere appariscenti, a volte volutamente kitsch, come un gigantesco KAWS Companion o un NFT firmato Beeple, spesso scambiate tramite transazioni in criptovalute.
Secondo l’analisi di Armstrong, questo universo di artisti e collezionisti ha incrinato l’idea di esclusività raffinata che ha dominato a lungo il mercato.
Tuttavia, molti addetti ai lavori continuano a guardare con scetticismo a questa deriva spettacolare, pur riconoscendone il peso crescente sulle dinamiche commerciali globali.
Perché la nuova pastoralità è tutt’altro che idilliaca
Il genere pastorale, nato secoli fa, ha tradizionalmente celebrato un’idea armoniosa di campagna e vita rurale. Negli ultimi anni questo immaginario è riemerso, ma in forme profondamente mutate.
Mentre la cultura pop si nutre di cottagecore, influencer “tradwife” e nostalgie per diete ancestrali, alcuni artisti adottano il vocabolario del paesaggio per sovvertirlo. Emma Webster, Samantha Joy Groff e Vera Iliatova costruiscono scenari che sembrano familiari, ma sono attraversati da dettagli inquieti.
Queste visioni, che Katie White definisce “para-pastorali”, usano campi, boschi e cieli non come rifugio, ma come palcoscenico di tensioni. Inoltre affrontano temi di appartenenza, stratificazione sociale e collasso ambientale, trasformando il paesaggio in metafora complessa del presente.
Per quale motivo le opere di piccolo formato stanno conquistando spazio
All’inizio del 2025, la giornalista Kate Brown ha osservato un cambiamento diffuso: i quadri in mostra sembravano rimpicciolirsi. Questa impressione visiva corrispondeva a un fenomeno reale, con una crescente attenzione per il piccolo formato.
La scelta di misure contenute risponde innanzitutto a esigenze artistiche. Molti autori privilegiano una relazione più intima con lo spettatore, favorita da superfici ridotte e ritmi di visione più raccolti, come suggerisce la mostra “Olivia Jia, Perimeter” alla galleria Margot Samel di New York nel 2023.
Vi sono però anche motivazioni logistiche ed economiche. In un mercato attraversato da incertezze, dopo l’euforia per i grandi formati tra la fine degli anni 2010 e i primi 2020, la gestione di opere più piccole, più semplici da spedire, conservare ed esporre, è diventata attraente per gallerie e collezionisti.
Inoltre, eventi espositivi come la grande retrospettiva di Vermeer al Rijksmuseum nel 2023 hanno ricordato quanto la concentrazione sul dettaglio e la scala ridotta possano avere una forza emotiva e narrativa pari, se non superiore, ai lavori monumentali.
Che cosa ci dicono queste tendenze sul sistema dell’arte del 2025
Nel complesso, le tendenze dell’arte emerse nel 2025 indicano un ecosistema fluido, in bilico tra ricerca concettuale e spettacolarizzazione. Cornici espanse, paesaggi perturbanti, miniature ricercate e estetiche red-chip rivelano sensibilità diverse, ma accomunate dalla volontà di ridefinire gerarchie e convenzioni.
Detto ciò, questi fili narrativi non offrono una direzione unica, quanto piuttosto una costellazione di risposte alla stessa domanda: come rappresentare, collezionare e vivere l’arte in un’epoca segnata da instabilità economica, polarizzazione culturale e accelerazione tecnologica.

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin.
Precedentemente è stata un’autrice di diversi magazine crypto all’estero e CMO di Eidoo. Oggi è anche co-founder e direttrice di Econique e della rivista Cryptonomist. E’ stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes.
Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro “NFT: la guida completa’” edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamati The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.


