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Studio Orma: va in scena ARROCCO

Fino al 23 aprile 2026 la mostra “Arrocco”, parla di riflessione sul processo creativo, sulla memoria e sull’identità artistica. Studio Orma, spazio dedicato all’arte contemporanea nel quartiere di Monteverde Nuovo, si conferma come uno dei luoghi più attenti alla ricerca processuale, grazie all’installazione di Paolo Martellotti e Marco Celentani. Lontana da ogni logica espositiva tradizionale, la mostra nasce da un dialogo: Celentani frequentò per un anno lo studio di Martellotti come assistente, instaurando un dialogo di osservazione e riscrittura del gesto artistico; è in questo modo che prende forma l’immagine del progetto, una visione in cui Martellotti appare inghiottito dalle sue opere e dagli strumenti di lavoro, diventando la matrice dell’intera installazione. 

Due generazioni che si incontrano

Negli anni, Paolo Martellotti ha basato la sua ricerca sull’accumulo, sulla trasformazione degli oggetti e sulla memoria del fare. Il suo studio, perciò, si configura come un archivio vivente, un organismo che continua ad espandersi. Mentre Celentani, fa parte di una generazione più giovane: sviluppa una ricerca che si muove tra installazione e riflessione meta-artistica, attenta alle dinamiche relazionali che definiscono l’opera. In Arrocco, queste due strade non si sovrappongono, anzi si mettono in tensione, creando un lavoro che insieme è omaggio, sabotaggio e rilettura. 

ARROCCO, una mossa degli scacchi e una grande muraglia

ARROCCO, foto Giordano Catena

L’installazione si presenta come una grande muraglia che attraversa lo spazio: tronchi, utensili, libri e frammenti dello studio, sono stati ricomposti sottoforma di una nuova struttura monumentale; non è un semplice assemblaggio, ma un ritratto ambientale creato con residui del lavoro artistico. “Arrocco”, richiama invece la mossa degli scacchi: protezione, difesa e ridefinizione dello spazio, dove in questo caso la muraglia non protegge solamente, ma nasconde ed espone l’assenza. Diventa così un luogo intimo, in una scena pubblica, dove lo spettatore è costretto a confrontarsi con ciò che di norma è invisibile: il tempo del fare, l’errore e la ripetizione.

Il finissage della mostra ARROCCO

Il 23 maggio alle 21 è prevista la proiezione di un breve film su Paolo Martellotti, girato da Gabriele Colafranceschi. Sarà uno sguardo molto intimo sulla sua persona, sulla relazione con il legno, il suo lavoro e il mito… per questo il titolo è Persefone.

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