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30°C nelle sale per settimane: verso lo sciopero per il caldo nei musei di Venezia

Nel pieno dell’estate veneziana, con temperature percepite che hanno toccato i 40°C all’esterno e i 30°C all’interno di alcuni musei, l’Unione Sindacale di Base ha aperto una vertenza formale per le condizioni di lavoro nei musei di Venezia. Lo sciopero per il caldo nei musei di Venezia non è ancora stato proclamato, ma la segnalazione ufficiale della disputa è il primo passo previsto dalla legge verso un’eventuale azione sindacale.

Punti chiave

  • L’USB ha formalmente segnalato una vertenza di lavoro per le condizioni di calore estremo nei musei veneziani.
  • Le temperature percepite all’esterno hanno raggiunto i 40°C; all’interno di alcuni musei si sono registrate settimane consecutive sopra i 30°C.
  • I musei coinvolti appartengono ai cluster MAN-VE-LAG (Musei Archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna) e DRMNV (Direzione Regionale Musei Nazionali Veneto).
  • Secondo Zero Carbon Analytics, un terzo dei decessi per caldo nell’UE nell’estate 2025 si è verificato in Italia.
  • La direzione dei musei afferma di aver avviato ispezioni e lavori programmati, aumentando anche l’accesso agli spazi climatizzati per il personale.

Il sindacato apre la vertenza: cosa è successo

La USB ha reso pubblica la propria posizione con un comunicato in cui descrive la situazione come “un’intollerabile condizione che non solo mette a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma compromette seriamente la dignità dell’esperienza dei visitatori e la stessa protezione del patrimonio artistico esposto”. Parole dure, che fotografano un malessere che si trascina da mesi.

Secondo il sindacato, l’alta umidità ha spinto le temperature percepite fino a 40°C, esponendo il personale a rischi concreti di esaurimento, crampi e colpi di calore. Il rappresentante USB Gabriele Raise, che segue direttamente il caso, ha spiegato che le linee guida interne del sindacato raccomandano ai lavoratori di richiedere la sospensione dell’attività quando le temperature percepite superano i 35°C. Almeno due musei dei network sarebbero stati colpiti dal problema, ma Raise ha potuto identificare con certezza solo il Museo Archeologico Nazionale di Venezia.

La USB ha anche richiesto un incontro urgente il 1° luglio, senza ricevere ancora risposta dalla direzione.

I musei coinvolti e le accuse di scarsa prevenzione

La vertenza riguarda i lavoratori impiegati in due grandi strutture amministrative: i Musei Archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna e la Direzione Regionale Musei Nazionali Veneto. Tra le sedi interessate figurano luoghi di alto valore storico come la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro e il Museo di Palazzo Grimani.

Al Museo Archeologico Nazionale di Venezia, in particolare, il sindacato denuncia la mancata manutenzione dei fan coil e delle finestre, oltre all’assenza di acqua disponibile per il personale e di qualsiasi formazione specifica su come gestire un colpo di calore. Un quadro che, se confermato, rappresenterebbe una lacuna grave nella gestione della sicurezza sul lavoro.

C’è anche un nodo procedurale: la USB sostiene che le indicazioni operative finora circolate tra il personale siano state esclusivamente verbali, e ha chiesto formalmente che vengano redatte e distribuite per iscritto. Un dettaglio che non è solo burocratico — le istruzioni scritte hanno valore legale in caso di contenzioso.

La risposta delle istituzioni

MAN-VE-LAG e DRMNV hanno risposto con una dichiarazione congiunta in cui affermano di essere “consapevoli delle difficoltà” nelle aree non climatizzate di alcuni musei e di aver “prontamente condiviso linee guida operative” con il personale. Le due organizzazioni dicono anche di aver introdotto una maggiore flessibilità nell’accesso agli spazi climatizzati per i dipendenti.

Sul fronte strutturale, le direzioni riconoscono la sfida di adattare edifici storici alle ondate di calore, e dichiarano di stare lavorando con il Ministero della Cultura per trovare soluzioni compatibili con i vincoli edilizi. “Le problematiche segnalate sono da tempo all’attenzione degli uffici competenti, che hanno effettuato le necessarie ispezioni e programmato i lavori necessari”, si legge nella nota.

La distanza tra le due versioni — quella del sindacato, che parla di abbandono e inerzia, e quella della direzione, che cita ispezioni in corso — è il cuore della vertenza. E finché non si traduce in un accordo scritto, il rischio di un’escalation rimane concreto.

Il contesto climatico: l’Italia e il caldo che uccide

La vicenda veneziana non si può separare da un dato strutturale che riguarda l’intero paese. Secondo Zero Carbon Analytics, l’Italia ha registrato il maggior numero di morti legate al caldo in Europa durante le estati del 2022, 2023 e 2024. E nell’estate del 2025, sempre secondo ZCA, un terzo di tutti i decessi per caldo nell’Unione Europea si è verificato in Italia.

Sono numeri che rendono la questione della sicurezza termica nei luoghi di lavoro tutt’altro che secondaria. I musei, spesso ospitati in palazzi storici con strutture che risalgono a secoli fa, non sono stati progettati per reggere le temperature estive del cambiamento climatico. Installarvi sistemi di climatizzazione efficaci significa fare i conti con vincoli architettonici, paesaggistici e di tutela del patrimonio che rallentano qualsiasi intervento.

Questo rende la vertenza veneziana un caso-pilota. Se il sindacato riesce a ottenere protocolli scritti, manutenzione garantita e accesso strutturale agli spazi freschi, potrebbe aprire un precedente per decine di altre istituzioni culturali italiane che si trovano nella stessa condizione — senza che nessuno, finora, abbia formalizzato una protesta.

FAQ

Cosa ha spinto il sindacato ad aprire la vertenza nei musei veneziani?

L’Unione Sindacale di Base ha formalmente segnalato una vertenza di lavoro a causa delle condizioni di calore estremo che mettono a rischio la salute dei lavoratori nei musei di Venezia. Il sindacato cita temperature percepite fino a 40°C all’esterno e settimane con oltre 30°C all’interno di alcune sedi.

Quali musei sono coinvolti nella disputa sul caldo?

Sono interessati i musei appartenenti a due cluster: i Musei Archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna (MAN-VE-LAG) e la Direzione Regionale Musei Nazionali Veneto (DRMNV), che comprendono sedi come la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro e il Museo di Palazzo Grimani.

Quali rischi per la salute corrono i lavoratori dei musei?

Secondo la USB, i lavoratori sono esposti a rischi di esaurimento fisico, crampi e colpo di calore, aggravati dall’alta umidità che spinge le temperature percepite ben oltre i 35°C, soglia oltre la quale il sindacato raccomanda la sospensione dell’attività lavorativa.

Come hanno risposto le direzioni dei musei alle preoccupazioni del sindacato?

MAN-VE-LAG e DRMNV hanno dichiarato di aver effettuato le necessarie ispezioni, programmato lavori di manutenzione e aumentato la flessibilità nell’accesso agli spazi climatizzati per il personale. Il sindacato, tuttavia, contesta che le indicazioni siano state fornite solo verbalmente e non in forma scritta.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

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