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Salon du Dessin porta in vendita i maestri del disegno a Parigi

Al Salon du Dessin (fiera del disegno) di Parigi, il mercato del disegno d’autore torna al centro con maestri storici, nuove scoperte e un inedito spazio per opere anonime.

Cosa caratterizza l’edizione 2026 del Salon du Dessin?

Aperto al pubblico al Palais Brongniart, la Fiera del Disegno – Salon du Dessin – conferma il suo ruolo di riferimento internazionale per il disegno da collezione, fondato nel 1991. L’edizione 2026 si svolge fino al 30 marzo e riunisce collezionisti, studiosi, curatori e appassionati in un contesto pensato per il confronto diretto.

La fiera, giunta alla sua 34ª edizione, occupa gli spazi storici dell’ex Borsa di Parigi con 39 gallerie internazionali e una selezione di capolavori su carta che attraversano i secoli. L’atmosfera rimane volutamente raccolta, per favorire il dialogo intorno alle opere e alle attribuzioni.

Secondo la co‑presidente Florence Chibret-Plaussu, il formato contenuto permette a galleristi e visitatori, esperti o neofiti, di instaurare un rapporto diretto. Inoltre l’obiettivo dichiarato è aprire la manifestazione a nuovi collezionisti, sempre più sensibili alla qualità e alla varietà dell’offerta.

Quali gallerie e paesi sono rappresentati?

Tra gli espositori figurano realtà di primo piano come Didier Aaron & Cie, Härb Nuti, Galerie La Forest Divonne, Galerie Larock-Granoff, Galerie Laurentin. La partecipazione internazionale conferma il posizionamento della fiera nel calendario europeo del disegno.

Non mancano le gallerie italiane, tra cui Paolo Antonacci, Bottegantica, Enrico Frascione, Aleandri Arte Moderna e Laocoon Gallery/W. Apolloni. Insieme costruiscono un ponte tra le scuole italiane storiche e la domanda dei collezionisti stranieri, in dialogo con le altre grandi piazze del disegno.

Nel complesso, la distribuzione degli stand restituisce un panorama ampio: dall’antico al moderno, passando per le scuole nazionali francesi, italiane e mitteleuropee. Per un confronto sui principali operatori del settore è utile osservare anche i programmi di manifestazioni affini come il TEFAF di Maastricht o le sezioni dedicate al disegno in fiere generaliste.

Perché uno stand dedicato ai disegni anonimi?

Una delle novità più curiose è l’Anonymous Drawings Stand, interamente dedicato a fogli la cui paternità non è ancora stata definita dall’espositore. Qui il disegno viene proposto come campo aperto alla ricerca, più che come semplice oggetto finito.

Molti studi preparatori, infatti, non venivano firmati dagli artisti quando erano destinati a dipinti o progetti più complessi. Tuttavia, nel tempo numerosi fogli sono usciti dall’anonimato grazie all’intuizione degli specialisti o a provenienze documentate, come archivi di studio e collezioni di famiglia.

Detto ciò, questo stand si configura come una sorta di laboratorio pubblico: studiosi, curatori e storici dell’arte possono confrontare le proprie ipotesi in tempo reale. Non si escludono attribuzioni importanti durante i giorni della fiera, con possibili ricadute immediate sul valore di mercato delle opere coinvolte.

Quali opere spiccano tra quelle in vendita?

Tra i fogli più significativi in mostra e in vendita si segnala una intensa Medusa di Vincenzo Gemito, presentata da Pandora Old Masters. La scelta sottolinea l’attenzione crescente per il disegno di fine Ottocento e primo Novecento italiano.

Da Didier Aaron & Cie è esposto il Ritratto di Blanche Charlotte de Roncherolles, contessa di Ferragut (1791–1862) di Louis Léopold Boilly, esempio di raffinatezza borghese francese. Inoltre Laocoon Gallery/W. Apolloni presenta un autoritratto del 1905 di Alberto Martini, raro documento grafico di un artista ancora in fase di piena riscoperta critica.

A Galerie Alexis Pentcheff si trova lo Studio di un giovane algerino (1832) di Eugène Delacroix, mentre Aleandri Arte Moderna espone il nudo seduto frontale, Nudo seduto visto di fronte (1912) di Gustav Klimt. In contrasto con questi fogli, Galerie de la Présidence propone Donna seduta che si asciuga la spalla di Suzanne Valadon, che mette in luce un diverso sguardo sul corpo femminile.

Galerie Eric Coatalem dedica il proprio stand a maestri come Giovanni Domenico Tiepolo, con Il corteo nuziale di Pulcinella, mentre Stephen Ongpin Fine Art presenta Barca da pesca all’entrata del porto di Dives-sur-Mer di Edgar Degas. Tutte opere su carta, a conferma della centralità del supporto grafico nella formazione e nella pratica dei grandi artisti.

Qual è il ruolo del MuMa di Le Havre come ospite d’onore?

Ospite d’onore 2026 è il Musée d’art moderne André Malraux (MuMa – Le Havre). Il museo fu inaugurato nel 1961 da André Malraux nella città natale di artisti come Monet, Dubuffet, Friesz, Dufy e Braque, e si distingue per la ricchezza delle sue collezioni di Impressionismo e Fauvismo.

Il patrimonio del MuMa include nuclei importanti dedicati a Eugène Boudin e il lascito Marande, che ne ha consolidato il rilievo tra i musei francesi. Inoltre una recente donazione di Hélène Senn-Foulds ha ulteriormente rafforzato la collezione, rendendola una delle principali raccolte impressioniste in Francia secondo varie analisi museologiche, come ricordato anche dal MuMa stesso.

Al Palais Brongniart, il museo presenta una selezione di opere su carta di Renoir, Pissarro, Sisley, Degas, Courbet e Corot. In questo modo, il dialogo tra i fogli di collezione pubblica e quelli in galleria offre al visitatore un confronto diretto tra patrimonio museale e mercato.

Come si posiziona il Salon du Dessin nel mercato del disegno?

Per il co‑presidente Hervé Aaron, il Salon du Dessin rappresenta un motore centrale nella dinamica del mercato del disegno. Non sorprende quindi che alcune gallerie ritornino alla fiera dopo anni di assenza, attratte da una clientela specializzata e da un contesto curato.

In origine la manifestazione era focalizzata sui disegni dei maestri antichi. Tuttavia, con il tempo ha aperto le porte a gallerie prestigiose specializzate nel moderno, raggiungendo un equilibrio tra le due aree. Questo bilanciamento tra epoche costituisce oggi uno dei principali punti di forza della fiera parigina, rispetto ad altre rassegne più settoriali.

Oggi, secondo Aaron, sempre più artisti contemporanei riscoprono il disegno come base di ogni pratica visiva. Guardando al futuro, la fiera dovrà integrare con decisione gallerie dedicate al disegno contemporaneo, per mantenere lo slancio e tutelare quella continuità cronologica che ne definisce il fascino.

In questo quadro il ruolo degli specialisti, delle attribuzioni e della provenienza resta decisivo, come testimonia anche l’attenzione crescente di piattaforme di analisi del mercato dell’arte come Artprice.

Nel complesso, l’edizione 2026 conferma Parigi come snodo cruciale per il collezionismo di opere su carta. Tra maestri consolidati, stand sperimentali e presenza museale, la fiera contribuisce a ridefinire la percezione del disegno, non più disciplina minore ma terreno privilegiato per ricerca, investimento e scoperta.

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